Sport Invernali

Storia
Esordio delle gare sportive invernali della Guardia di Finanza Esordio delle gare sportive invernali della Guardia di Finanza Foto archivio Fiamme Gialle

Non ci può essere Guardia di Finanza senza la montagna. Questo rapporto è, infatti, antico quanto le origini del Corpo che risalgono al 1774. Il finanziere è nato in montagna come soldato di confine e solo dalla montagna ha tratto, per molti anni, i motivi della sua preparazione, della sua organizzazione e del suo impiego. Nel tempo  il Corpo ha assunto una fisionomia più ampia e completa, ma il nuovo volto non ha annullato la finalità istituzionale più antica: la sua presenza sul confine alpestre è infatti ancora oggi attuale ed indispensabile.

Fin dalle origini, dunque, fu necessario istruire i finanzieri ad operare sulla neve. Proprio a Predazzo nacque l’addestramento specializzato e, da questo, la squadra agonistica.

Non è esagerato sostenere che senza i corpi militari lo sci italiano sarebbe stato poca cosa, così come non si può nascondere che il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle sia stato il primogenito in questo ruolo di spinta e di sostegno. La nascita e lo sviluppo di quella che ormai è divenuta una istituzione sono dovute in gran parte al sostegno della più antica istituzione sportiva del genere a livello mondiale: la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo.

Per comprendere appieno il ruolo e l’importanza delle Fiamme Gialle nello sport azzurro e nel cuore degli italiani è sufficiente scorrere l’albo d’oro delle Olimpiadi: sei medaglie d’oro, cinque d’argento e sei di bronzo suddivise in nove edizioni. Nomi indimenticabili quali: Franco Nones, Gustavo e Rolando Thoeni, Piero Gros, Josef Polig, Gottlieb Taschler, Puliè Giuseppe, Giorgio Vanzetta e Kristian Ghedina solo per nominarne alcuni.

Momenti di gloria indimenticabili, attimi di gratificazione di una sana coscienza nazionale, ma non certo episodi isolati frutto di estemporanea improvvisazione. La nostra storia comincia, infatti, il 15 novembre 1920, giorno in cui prese avvio il primo corso per 500 allievi della Guardia di Finanza a Predazzo. Primo atto di una gloriosa storia che è ben lungi dal vedere la propria fine.

La scelta della sede di Predazzo fu dovuta, innanzitutto, alla sua ubicazione e, inoltre, dalla presenza di una caserma la cui costruzione era stata iniziata dagli austriaci nel 1916 e non ancora ultimata alla fine della I° guerra mondiale. In questa sede la pratica di vigilanza dei luoghi per tanta parte dell’anno innevati non poteva essere scissa dalla pratica dello sci: come ben si intuisce la motivazione per la nascita del primo corso di sci per finanzieri fu proprio questa.

Dai compiti di vigilanza è quindi nata l’esigenza dello sci, e da questo, come da tutti gli sport, è sorta competitività ed agonismo. Non passò infatti molto tempo prima che nascesse presso la Scuola Alpina il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, la cui storia inizia ufficialmente nel 1925. Il battesimo delle Fiamme Gialle e dello sci nella Guardia di Finanza fu però tenuto, nel bianco manto di Passo Rolle, il tetto di Predazzo, il 18 febbraio 1921, con l'organizzazione del primo corso sci per i finanzieri.

La Scuola Alpina avvia l’agonismo sulle nevi di Passo Rolle, sotto la guida di esperti istruttori, molte giovani reclute provenienti dalle vallate alpine e dall’Abruzzo. Lo sport della neve viene inteso soprattutto come espressione limite dell’attività addestrativa e come mezzo per formare e migliorare nuove leve nelle diverse specialità. Con una più numerosa partecipazione alle gare internazionali, si giunse ai primi titoli italiani assoluti nel 1930 con i finanzieri Francesco Dezulian ed Ernesto Cardini, rispettivamente nel fondo e nel salto.

Fino alle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo del 1956, il Gruppo Sciatori conquista numerosi titoli italiani ottenendo inoltre numerosi risultati in campo internazionale. Tra i tanti atleti che entrano nelle file del Gruppo Sciatori in questi anni ricordiamo: Umberto Macor, Franco Vuerich, Enzo Perin, Alfiero Deflorian, Milo Zandanel, Tomaso Dellasega, Dino De Zordo, Antonio Ossi, Pompeo Fattor, Pietro Pertile, Luigi Pennacchio e Silvano Silvagni nelle specialità nordiche; Giuseppe Denicolò, Carlo Donei, Roberto Sciorpaes, Aldo Zulian e Gianni Paluselli per le specialità alpine.

Dal 1960 al 1970 una lunga teoria di successi vengono ad aumentare il già ricco medagliere del Gruppo Sciatori di Predazzo. Tra questi ricordiamo l’eccezionale impresa compiuta dal Vice Brigadiere Nilo Zandanel sul trampolino, con il record del chilometro lanciato del Finanziere Luigi Di Marco, che a Cervinia sfrecciava alla velocità di 174,757 Km/ora.

La “bella squadra” che negli anni ’60 portò l’Italia, primo Paese del centro Europa, a battersi alla pari con i fondisti nordici, ebbe come alfieri: il grande Franco Nones, vincitore della medaglia d’oro sui 30 km alle olimpiadi di Grenoble; lo sfortunato Marcello De Dorigo ed il simpatico Giulio De Florian.

Negli anni ’70 entra in scena, di prepotenza, un atleta ormai entrato nella leggenda: il Vice Brigadiere Gustav Thoeni. A soli 18 anni, nel 1970, ottiene il quarto posto nello slalom ai campionati mondiali in Val Gardena e, nello stesso anno, conquista per la prima volta per un italiano la Coppa del Mondo nello slalom gigante. E intanto, al suo fianco, cresceva Piero Gros, che seppe, dal canto suo, fregiarsi di una coppa del mondo oltre che del titolo olimpico dello slalom ai Giochi di Innsbruck 1976.

Sedici anni dopo la loro eredità viene raccolta da un altro Finanziere: Josef Polig, tenace conquistatore dell’oro della combinata ai Giochi Olimpici Invernali di Albertville 1992. Nella stessa manifetsazione si profilava un altro portacolori delle Fiamme Gialle: Appuntato Giorgio Vanzetta che portò in Italia due medaglie di bronzo nelle gare individuali ed una di argento nella staffetta assieme al Finanziere Giuseppe Puliè.

Un altro lampo del Gruppo Sportivo alle olimpiadi si ebbe a Lillehammer nel 1994, allorché, in una splendida gara, Giorgio Vanzetta, divenuto Vice Brigadiere, riuscì a scolpire il proprio nome a lettere d’oro nell’albo della Storia.

E' storia recente la conquista di ulteriori titoli mondiali a conferma del ruolo di primissimo piano nello sci mondiale rivestito dalle Fiamme Gialle. Nello sci alpino l'App. Runggaldier, nel 1995, si aggiudica la Coppa del Mondo di superG, e l'anno successivo ai mondiali di Sierra Nevada, l'App. Kristian Ghedina vince una meritata medaglia d'argento, in discesa libera. Altre due medaglie d'argento sono conquistate nel biathlon, dall'App. Renè Cattarinussi, ai campionati del Mondo del 1997 e nel 2001.

Nel 2001, i colori giallo verdi del Gruppo Sciatori di Predazzo hanno assunto sfumature rosa. A seguito della possibilità data alle donne di arruolarsi nelle Forze Armate, anche nel settore sportivo della Guardia di Finanza sono state reclutate le prime atlete, alcune già affermate e di fama nazionale, altre rappresentanti qualcosa di più di giovani speranze.

Non meno brillanti sono stati i risultati nello sci di fondo, soprattutto a seguito dell'introduzione nel circuito internazionale, delle gare sprint. L'app. Cristian Zorzi ha saputo interpretare al meglio la nuova specialità ed ha più volte dimostrato di essere uno degli atleti più veloci al mondo nelle brevi distanze, conquistando una medaglia d'argento, nelle KO sprint, ai mondiali di Lathi nel 2001, di bronzo alle Olimpiadi 2002, e un argento, sempre a Salt Lake City, nella staffetta 4x10. Nell’ultima edizione dei Giochi, l’olimpiade di Torino 2006, Zorzi ha trascinato la staffetta 4x10 km sul gradino più alto del podio, andando così ad eguagliare l’amico/collega Giorgio Vanzetta.

 La leader della squadra di sci alpino femminile, Isolde Kostner, regina della velocità e mix di talento e semplicità, arruolata nel 2001, ha saputo fin dalla stagione successiva impreziosire l’albo d’oro delle Fiamme Gialle con l’argento olimpico in discesa a Salt Lake City e con la conquista della Coppa del Mondo di discesa.

La grande tradizione del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle di Predazzo, che dal 16 giugno 2003 passa alle dipendenze del Centro Sportivo di Castelporziano (RM), continua in tutte le discipline della neve: se Cristian Zorzi, Valerio Checchi e Freddy Schwienbacher, portano avanti la favola sportiva di Nones, Deflorian e Vanzetta nel fondo, ecco avanzare gli emuli di Thoeni, Gros, Polig, Peter Runggaldier e Ghedina (quest’ultimo ha chiuso la sua gloriosa carriera dopo i Giochi di Torino 2006) che oggi si chiamano Massimiliano Blardone, Manfred Moelgg (vincitore della Coppa del Mondo di slalom nel 2008), Cristian Deville, Florian Eisath  e, nel settore femminile, dopo il ritiro (avvenuto nel 2006) dall’attività agonistica di Isolde Kostner si fanno sempre più largo i nomi di Denise Karbon (vincitrice nel 2008 della Coppa del Mondo di slalom gigante), delle sorelle Nadia ed Elena Fanchini (quest’ultima argento nella libera iridata di Bormio 2005), Moelgg Manuela e Lucia Recchia (argento in Super G a Bormio 2005). Nel biathlon Taschler e Cattarinussi hanno lasciato il testimone a Paolo Longo, Mattia Cola, Dorothea Wierer, Michela Ponza e Katja Haller  Nel salto, dopo il ritiro del grande  Roberto Cecon, ora tecnico della squadra nazionale, le speranza targate Fiamme Gialle sono riposte nei giovani Colloredo e Dellasega mentre, nella combinata nordica, figurano i nomi di Jochen Strobl, Daniele Munari, Lukas Runggaldier, Armin Bauer e del grande Alessandro Pittin, capace a soli 20 anni di vincere la medaglia di bronzo ai Giochi di Vancouver nella gundersen NH/10 km.

Tutti insieme, questi atleti, assieme a quelli che si battono in discipline meno celebrate, come bob, orientamento ed arrampicata sportiva, hanno contribuito a conferire al Gruppo Sciatori Fiamme Gialle il record, difficilmente eguagliabile, di 46 successi nel campionato assoluto italiano per società, istituito nel 1953.

Dall’agonismo, inteso come lavoro di giovani e per i giovani, alla preparazione atletica e tecnica di tante promesse delle vallate alpine, dall’organizzazione in proprio di competizioni ad alto livello, alla collaborazione in tutto l’arco alpino nello stesso campo, l’opera della Guardia di Finanza nello sport della neve è rimasta negli scopi quella del 1922, rivolta soprattutto a scoprire e valorizzare nuovi portacolori dello sci italiano e ad aiutare il sistema tecnico-organizzativo nazionale che ne è la base.