Chi siamo

Origini

La pratica dello sport per fini addestrativi cominciò nel Corpo già nel 1881, quando la Guardia Doganale venne ribattezzata Guardia di Finanza e si crearono i primi Depositi d’Istruzione, antesignani degli attuali Istituti di formazione.

 

E’ molto probabile che inizialmente fossero incaricati dell’istruzione dei commilitoni gli stessi “allievi guardie” ex-militari, che avevano appreso le tecniche ginniche durante il precedente servizio militare.

 

Tra le prime competizioni cui partecipò il Corpo, si ricordano quelle della ginnastica nazionale e tiro a segno di metà settembre 1895, che si tennero a Roma in occasione del 25° anniversario della sua Liberazione.

 

Importanti gare podistiche furono poi organizzate dalla Scuola Ufficiali di Caserta, fra le quali va ricordata quella del 22 marzo 1903, cui parteciparono i suoi allievi su un percorso di ben 100 chilometri, attraverso le province di Caserta e Napoli.

 

Nel 1910 si stabilì che presso i Reparti d’Istruzione delle varie Forze Armate, e tra essi anche quelli della Regia Guardia di Finanza, vi fosse un’unica figura di maestro abilitato all’insegnamento della scherma e della ginnastica.

 

 

 

Le prime competizioni agonistiche

 

Dal 1911 il Corpo iniziò l’attività a livello agonistico. Infatti all’inizio di quell’anno si tennero ad Asiago delle gare di sci, mentre in maggio il Corpo partecipò ufficialmente al Concorso Nazionale di Ginnastica e alle gare organizzate dalla Società Romana di tiro a segno. Nel 1914 ci fu, poi, l’affermazione alle gare di sci di una rappresentanza delle Fiamme Gialle, la quale si aggiudicò, per la seconda volta consecutiva, la Coppa Reale in argento, attualmente esposta presso il Museo Storico del Corpo.

 

 

 

Dopo la parentesi della “Grande Guerra”, gli sport militari trovarono nuova linfa nella Regia Guardia di Finanza, che continuò ad attribuire un posto in primissimo piano alle discipline sportive.

 

Il 4 novembre 1919, in occasione del 1° anniversario della Vittoria, presso lo Stadio Nazionale di Roma, fu organizzato dal Ministero della Guerra il primo Campionato Militare italiano di educazione fisica. Durante le gare emerse la figura del Tenente Francesco Paolo Clericuzio, di Ariano Irpino, classe 1891, che dimostrò la sua bravura nelle gare di Pentathlon.

 

L’ufficiale, già decorato al Valor Militare durante il primo conflitto, approfondì la pratica dello sport presso la “Scuola di Educazione Fisica” da poco aperta a Oberau, nei pressi di Bolzano.

 

La nascita dei “Plotoni Atleti”

 

Fu così che, dal 1° agosto 1921, il Tenente Clericuzio ricevette l’incarico di “Comandante del Plotone Speciale d’istruttori di educazione fisica e di addestramento militare” presso la Legione Allievi. Insieme al Maresciallo Angelo Bovi avviò le selezioni dei nuovi allievi-atleti, così come stabilito dal Comandante Generale del Corpo, il Generale La Ferla, in comunione d’intenti con l’Ispettore Generale, Generale Ferrari. Nel giugno 1921 il Corpo prese parte al Campionato italiano militare tenutosi a Milano, ed a settembre alla gara di marcia che prendeva il nome dal trofeo messo in palio: lo” Scudo Nelli”.

 

Il trofeo era dedicato ad un caduto italiano della “Grande Guerra”, il Tenente di fanteria Alberto Nelli, romano, decorato della Medaglia di Bronzo al Valor Militare. La competizione si svolgeva su un percorso di 20 chilometri ed alla squadra prima arrivata veniva assegnato l’elmo d’argento, messo in palio dai deputati ex combattenti.

 

La rappresentativa militare che faceva giungere al traguardo il maggior numero di squadre, entro i 15 minuti dall’arrivo della vincitrice, riceveva, invece, lo “Scudo Nelli”.

 

Ambedue i premi sarebbero stati aggiudicati definitivamente alla squadra che li avesse vinti per tre volte. Questa impresa riuscì nel 1928 alla Guardia di Finanza che, dal 1937, custodisce entrambi i trofei presso il Museo Storico del Corpo.

 

 

 

Agli inizi degli anni ’20, oltre all’atletica leggera ed agli altri sport invernali, vennero costituite dal Maresciallo Angelo Bovi, presso la Legione Allievi di Roma, anche le squadre di pallavolo e pallacanestro. Con quest’ultima conquistò nel 1921 il Campionato nazionale militare.

 

Una giusta nota di merito, nel quadro dello sport in giallo verde, va data al Generale Gaetano Simoni, chietino, classe 1897, indimenticabile guida dei “Gruppi Sportivi Fiamme Gialle”, decorato anche della Stella al Merito Sportivo.

 

Nel 1921, l’allora Tenente Simoni entrò a far parte delle squadre sportive della Legione Allievi in Roma, le stesse che stavano organizzando il Tenente Clericuzio ed il Maresciallo Bovi.

 

I Gruppi Sportivi Fiamme Gialle

 

Nel corso del 1930, le varie squadre atletiche della Legione Allievi si costituirono in “Gruppo Sportivo Fiamme Gialle”, affiliato alla sezione atletica della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal).

 

Per quanto riguarda, invece, gli sport invernali, l’addestramento all’uso degli sci fu per decenni appannaggio delle guardie più anziane ed esperte, le quali istruivano le giovani leve nella vita d’alta quota, gareggiando già dal 1911 ma ricevendo una formazione specifica solo alla fine del 1920.

 

Nello stesso anno venne costituito a Predazzo, in provincia di Trento, un istituto di formazione specialistico che, alla fine del 1921, assunse la denominazione di Scuola Alpina della Regia Guardia di Finanza.

 

L’attività agonistica del Corpo, in tale campo guidata da Ottavio Berard, cominciò così nel 1922. Nel 1925 fu costituito ufficialmente il “Gruppo Sciatori Fiamme Gialle”, il quale partecipò anche a gare internazionali e conseguì i primi titoli italiani assoluti nel 1930 con i finanzieri Francesco Dezulian, il mai dimenticato “Checco”, ed Ernesto Zardini, rispettivamente nel fondo 18 Km e nel salto.

 

Nel 1931 il Gruppo Sciatori della Scuola Alpina di Predazzo, per il terzo anno consecutivo, vinse la gara di gran fondo sui 32 Km, aggiudicandosi così il “Trofeo Campari, prestigiosa competizione che richiamava ogni anno a Ponte di Legno i migliori sciatori italiani”.

 

 

 

Sul fronte degli sport nautici (dal nuoto al canottaggio, dalla vela agli esercizi remieri), già praticati dagli allievi finanzieri di mare sin dai tempi del Deposito di Messina (1881-1908), un notevole impulso agonistico si ebbe dal 1926.

 

In tale anno il Capitano Vittorio G. Rossi fu inviato a Pola, in Istria, con l’ordine di organizzare la costituenda Scuola Nautica della Regia Guardia di Finanza.

 

Nel 1953, presso la Scuola Nautica ormai trasferita a Gaeta, veniva poi costituito il “Centro Nautico Sportivo”, successivamente ribattezzato “Gruppo Nautico Fiamme Gialle”.

 

Nel corso del 1939, ai già numerosi sport praticati dai finanzieri, anche agonisticamente, si aggiunse il motociclismo. La squadra si trasformerà in “Gruppo motociclistico Fiamme Gialle” nel 1961, sciogliendosi definitivamente nel 1974.

 

Nel secondo dopoguerra il Colonnello Simoni, posto a capo della Segreteria del Comando Generale del Corpo, rimise in piedi il “Gruppo Sportivo Fiamme Gialle” e lo fece rapidamente e in maniera tanto egregia da far guadagnare al Corpo importantissimi e lusinghieri risultati, sia a livello nazionale che internazionale.

 

Non dimentichiamo, a tal proposito, che alle Olimpiadi di Londra del 1948, fra gli atleti che rappresentarono l’Italia vi furono per la prima volta anche due militari del Corpo, il Capitano Michele Tito, velocista nei 100 metri e nel salto in lungo, e l’Allievo Finanziere Gianni Corsaro, marciatore.

 

Il Colonnello Simoni condusse il “Gruppo Sportivo” sino alle Olimpiadi del 1960, dopo essere stato eletto Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera nel novembre del 1959.

Il Colonnello Simoni svolse contemporaneamente anche l’incarico di Presidente del Museo Storico del Corpo dal 2 gennaio 1956 al 24 novembre 1970.