Judo

Storia

Codificata come disciplina autonoma grazie agli approfonditi studi condotti dal maestro Jigoro Kano sulle antiche scuole giapponesi di jujitsu, e caratterizzandosi rispetto a queste per gli insegnamenti morali ed educativi che dovevano accompagnarne indissolubilmente la pratica.

Il judo (letteralmente JU = cedevolezza, adattabilità; DO = via, cioè un vero e proprio percorso di vita) ha fatto la sua apparizione nelle “Fiamme Gialle” agli inizi degli anni cinquanta, come attività professionale dei militari del Corpo. Il primo fondatore e maestro nella scuola di formazione ed addestramento è stato il maresciallo Paolo Porceddu, allievo diretto di Carlo Oletti, considerato uno dei pionieri della pratica judoistica in Italia. Con il nome di judo “Fiamme Gialle”, venne istituita nel 1965, con sede nella Caserma “Piave” di Roma e nello stesso anno affiliata alla FIAP (Federazione Italiana Atletica Pesante, poi FILPJ, FILPJK e ora FIJLKAM), la prima società gialloverde che cominciò da subito a dare risultati a livello agonistico per merito dei primi atleti di allora, provenienti dal criterium militare del Corpo: nomi come Giorgio Gatti e Giuseppe Tommasi. Nel 1968 la squadra fu promossa in Serie B e l’anno successivo, dopo numerosi e brillanti risultati, fra i quali la vittoria del Campionato Italiano di serie “B” disputatosi a Torino, caratterizzato da un'aspra lotta con il Sugiyama Torino, il Judo “Fiamme Gialle” venne promosso tra le 8 Società di serie “A”.

giovinazzomorico

La Società “Fiamme Gialle” dalla sua prima vittoria ottenuta nel ’74, ha conquistato ben 14 titoli italiani a squadre maschili (i primi 2 nel ’74 e ’75, altri 5 consecutivamente dall’81 all’85, e poi ancora nell’87, ’92, ’97, ’99, 2000, 2002 e 2004). Una vera e propria escalation che ha consentito al Gruppo Judo “Fiamme Gialle” di assurgere tra le società leader nella disciplina e tra i club più prestigiosi a livello europeo, con all'attivo 4 terzi posti nella Coppa Europa Intersport per Club.

Il primo atleta a prendere parte ad una Olimpiade (Monaco '72), è stato il finanziere Giuseppe Tommasi (in seguito allenatore e direttore tecnico del Gruppo Judo), eliminato nelle qualificazioni. Il primo successo olimpico non tardò ad arrivare e il merito è da ascrivere al giovane emergente Felice Mariani che, nei pesi leggeri (63 kg), alle successive Olimpiadi di Montreal, nel 1976, riuscì nell'impresa di conquistare una storica medaglia di bronzo. Un risultato da considerarsi per l'epoca eccezionale, poiché fu la prima medaglia olimpica in assoluto nella storia del judo italiano. A succedere a Mariani negli anni a venire, sia a livello internazionale che olimpico, fu Girolamo Giovinazzo che, sempre nei pesi leggeri (63 kg), ottenne la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Atlanta ’96 e quella di bronzo, stavolta nella categoria 66 kg, alle successive Olimpiadi di Sidney 2000. Giovinazzo sarà il primo ed unico judoka italiano a salire sul podio olimpico in due diverse categorie di peso. Felice Mariani è stato anche 3 volte campione d’Europa (‘78/'79 e ’80) e 3 volte medaglia di bronzo ai campionati mondiali ('75/'79/'81) ed è, insieme a Giovinazzo, l’atleta più rappresentativo del judo gialloverde di sempre. Altri judoka, nel tempo, contribuirono ad accrescere il prestigio delle “Fiamme Gialle” a livello internazionale, come Michele Monti (cat.86 kg), la medaglia di bronzo ai mondiali del ’97, Mario Daminelli, Mario Vecchi, Massimo Sulli, Francesco Lepre, Antonio Ciano ed Elios Manzi. Il 7 marzo 2001 venne arruolata nella Guardia di Finanza Ylenia Scapin (due bronzi olimpici, Atlanta ’96 e Sidney 2000), prima atleta donna ad entrare nel Gruppo Judo, la quale riuscì subito, appena arruolata, a conquistare il bronzo nei 63 kg agli Europei di Parigi. A questa medaglia seguiranno altre due di bronzo, nel 2003 e nel 2006, l'argento, nel 2005, e la medaglia d’oro ottenuta a Lisbona nel 2008. A questi successi europei si aggiungono i due bronzi mondiali vinti a Osaka (JPN) nel 2003 e a Rio de Janeiro (BRA) nel 2007. L'ingresso della Scapin aprì successivamente la strada ad altre giovani campionesse quali Antonia Cuomo, Camilla Magnolfi, Laura Maddaloni, Michela Torrenti, Lucia Morico, Giulia Quintavalle ed Edwige Gwend, atlete che diedero un ulteriore contributo alla crescita del judo gialloverde sia a livello nazionale (10 titoli a squadre ottenuti nel 2002, 2003, 2006, 2007, 2009 e 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016), che internazionale (il 2° posto a Samara nel 2014 e il 3° posto nel 2003 alla Coppa Europa per Club a squadre e una pletora di successi individuali). In particolare Lucia Morico (78 kg) è stata la prima judoka delle “Fiamme Gialle” a salire sul podio olimpico, conquistando una preziosa medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004 (in quella edizione dei Giochi fu l’unica medaglia del judo azzurro), seguita a distanza di quattro anni da Giulia Quintavalle (cat. 57 kg), che alle Olimpiadi di Pechino 2008 riuscirà nella straordinaria impresa di vincere l'oro olimpico (unica atleta della storia delle “Fiamme Gialle” e del judo italiano femminile ad ottenere tale grande affermazione). Quello di Quintavalle è il terzo oro olimpico italiano di sempre, dopo quelli di Ezio Gamba a Mosca nel 1980 e di Pino Maddaloni a Sydney nel 2000.