2010 | Bronzo olimpico per Pittin e Fontana

Il finanziere Alessandro Pittin, medaglia di bronzo nella combinata nordica alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, impegnato nella prova di salto dal trampolino. Il finanziere Alessandro Pittin, medaglia di bronzo nella combinata nordica alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, impegnato nella prova di salto dal trampolino. Foto archivio Fiamme Gialle

È l’anno delle Olimpiadi invernali di Vancouver ed i finanzieri furono i protagonisti italiani dell’evento a cinque cerchi vincendo la prima medaglia italiana nella combinata nordica. Il grande evento canadese, che calamitò l’interesse degli appassionati di sci, consentì agli atleti azzurri di vincere un totale di 5 medaglie (1 oro, 1 argento, 3 bronzo). Un bottino che equivalse ad un bilancio non del tutto soddisfacente se si pensa che a Torino 2006 l’Italia di medaglie ne vinse 11 (5 d’oro e 6 di bronzo). A Vancouver due di queste medaglie, due bronzi per l’esattezza, furono targate Fiamme Gialle: il bronzo di Arianna Fontana (BOX 60), nello short track, e quello di Alessandro Pittin (BOX 61), vinto nella combinata. Due medaglie che, per molti versi, furono ritenute storiche per le discipline invernali gialloverdi poiché testimoniarono, ancora una volta, la forte presenza di finanzieri che, ad ogni appuntamento olimpico, caratterizzano con il loro contributo il medagliere nazionale. Alle due medaglie vanno aggiunte anche i tre quarti posti ottenuti dai finanzieri Werner Heel, nel supergigante maschile, di Johanna Schnarf, nel supergigante femminile (un risultato insperato per quest’atleta inserita nella rosa olimpica alla vigilia della partenza per il Canada), e di Marianna Longa e Silvia Rupil nel fondo staffetta 4x5km. I due finanzieri, quarant’anni in due, possono vantare già 3 medaglie olimpiche al collo. I fenomeni Arianna Fontana e Alessandro Pittin esplosero, infatti, in tutta la loro giovane grandezza, nell’appuntamento più importante della stagione: i Giochi Olimpici Invernali di Vancouver. La pattinatrice Fontana, già bronzo in staffetta a Torino 2006, conquistò, quindi, anche la medaglia di bronzo nella gara sui 500 metri dello short track. Quella di Vancouver fu la prima medaglia individuale femminile ottenuta dall’Italia dello short track alle Olimpiadi e fu anche l’unica medaglia rosa italiana della spedizione canadese. Di risultato straordinario si poté parlare anche per il combinatista friulano Alessandro Pittin il quale, dopo i segnali confortanti lanciati nel corso della stagione di Coppa del Mondo, con ben 3 podi all’attivo, sbalordì tutti conquistando ai Giochi canadesi la medaglia di bronzo nella gundersen NH/10 km disputata sulle nevi di Whistler. Mai l’Italia della combinata nordica era riuscita, in 21 edizioni dei Giochi Olimpici Invernali, a centrare un risultato così importante, impresa che, invece, riuscì al gialloverde Alessandro Pittin, arruolato nel Corpo insieme ad Arianna Fontana solo nel dicembre del 2008, e che diventò così il terzo combinatista più giovane di sempre ad ottenere una medaglia olimpica.

Per quanto riguarda, invece, gli appuntamenti di cartello va rilevata, nel pattinaggio, che il finanziere Matteo Anesi, dopo gli enormi progressi evidenziati nell’inizio di stagione sulla sua distanza dei 1500 metri, stupì tutti conquistando una splendida medaglia d’argento nei 500m agli europei allround disputati nella norvegese Hamar. Anesi chiuse col tempo finale di 36”52, dopo aver aperto in 10”10 ai 100m e fatto segnare un parziale di 26”4 sul giro. Il più veloce fu il polacco Konrad Niedzwiedzki (36”07), mentre completò il podio, terzo, lo svedese Daniel Friberg in 36”56.

Nello short track, dopo i 2 ori conquistati a Ventspils 2008 e Torino 2009, Arianna Fontana si riconfermò, durante il 14esimo Europeo svoltosi a Dresda (Germania), ai vertici della disciplina conquistando una splendida medaglia d’argento. Le prime due giornate di gara furono esaltanti poiché la gialloverde lombarda dominò nelle gare sui 500 e 1500 metri.

Ai Mondiali Juniores di salto con gli sci, svoltisi nella tedesca Hinterzarten, la gialloverde Elena Runggaldier conquistò il titolo iridato nella gara dal trampolino HS 106. La gialloverde gardenese, punta di diamante della squadra guidata da Fabian Ebenboch, con il primo salto di 106,5 ed il secondo di 102,2, si impose nettamente precedendo sul podio la francese Coline Mattel (103,5 – 101,0) e la statunitense Sarah Hendrickson (102,5 –97,5). Per la 19enne Runggaldier si trattò della terza medaglia vinta ai mondiali Juniores dopo l’argento di Zakopane 2009 (HS 94) ed il bronzo a Kranj 2006 (gara a squadre). Per le Fiamme Gialle fu la prima medaglia femminile nella storia della specialità.

La stagione invernale si chiuse con lo svolgimento dei Primi Giochi Mondiali Militari fortemente voluti dal Presidente del CISM, Generale Gianni Gola, e dal suo direttivo. Gli atleti militari degli sport della neve e del ghiaccio si affrontarono per la prima volta tra le montagne della Valle d’Aosta. Con la prima edizione si coronò uno dei grandi sogni del Consiglio Internazionale dello Sport Militare: poter affiancare all’edizione estiva dei Giochi Mondiali Militari anche quella invernale. L’evento si svolse dal 20 al 25 marzo sulle magnifiche piste della Valle e all’interno di moderne strutture dedicate agli sport del ghiaccio e vi parteciparono 600 atleti in rappresentanza di 42 Paesi. Ottima fu la prestazione della squadra italiana che giunse prima nel medagliere per nazione, con un bottino di 16 medaglie: 6 d’oro, 3 d’argento e 7 di bronzo, davanti alla Francia, seconda con 6 ori, 2 argenti e 4 bronzi, ed alla Cina terza con 3 ori e 7 argenti. Va sottolineato anche l’aspetto organizzativo nel quale confluirono le numerose realtà tra cui: le Forze Armate, le Forze di Polizia, la società civile, la Regione Valle d’Aosta, i comuni coinvolti, le pro loco e le scuole di sci. Prezioso, ai fini del risultato finale, fu il contributo fornito dagli atleti delle Fiamme Gialle che conquistarono una medaglia d’oro individuale (Denise Karbon – slalom gigante), altre cinque medaglie d’oro nelle varie classifiche a squadre, alle quali vanno aggiunte due argenti e tre bronzi. In gara anche il campione olimpico 2010, Giuliano Razzoli (Esercito), che vinse l’oro nello slalom speciale.

Nelle discipline estive il 2010 fu pregno di risultati eclatanti e di medaglie prestigiose. Il canottaggio volò in Nuova Zelanda, agli antipodi del mondo sulle acque del Karapiro Lake, dove si svolsero i mondiali assoluti e pesi leggeri e gli atleti delle Fiamme Gialle vinsero la medaglia d’argento col “quattro di coppia” formato interamente dai finanzieri Simone Raineri, Luca Agamennoni, Matteo Stefanini e Simone Venier. L’equipaggio azzurro taglio il traguardo in rimonta a ridosso della Croazia, campione olimpico in carica, che seppe far meglio per poco più di un secondo. Furono vinte anche due medaglie di bronzo rispettivamente nel “singolo” pesi leggeri, con la milanese Laura Milani, e nell’”otto” col timoniere Vincenzo Di Palma.

I canottieri di Sabaudia disputarono, per la seconda volta, anche la FISA Team Cup vincendo ben 14 medaglie e raggiungendo la seconda posizione nella classifica generale a ridosso degli spagnoli.

Tra le gare più avvincenti e attese, disputate sulle distanze dei 1000 e dei 500 metri, da sottolineare quella delle ammiraglie che calamitarono l’interesse del pubblico assiepato lungo le rive del Guadalquivir. Nei due giorni di gare le medaglie d’oro nell’ammiraglia furono vinte entrambe dai finanzieri Alessio Sartori, Simone Venier, Francesco Fossi, Sergio Canciani, Romano Battisti, Andrea Tranquilli, Mario Paonessa, Marco Resemini, timonato da Vincenzo Di Palma. Nelle donne Laura Milani, dopo il quarto posto nel “singolo” senior 1000m alle spalle della compagna di casacca, Elisabetta Sancassani (bronzo), vinse la gara nel singolo leggero. Le altre due medaglie d’oro arrivarono dal “due senza” 1000m di Andrea Tranquilli e Mario Paonessa che, dopo aver subito un incidente in batteria (un singolo in senso contrario nella stessa corsia si scontrò con loro) ed aver ripetuto la gara vinsero agevolmente. Bella la vittoria nel “doppio” di Alessio Sartori e Venier Simone, primi nei 1000 metri davanti a Domenico Montrone e Matteo Stefanini.

In Bielorussia, a Brest, durante il mondiale Under 23 i finanzieri Francesco Fossi e Mario Paonessa, perfetta metà gialloverde della barca regina del canottaggio (il “quattro senza”), demolirono le ambizioni delle quotate Gran Bretagna e Australia coronando il sogno e vincendo il titolo mondiale insieme ad Andrea Palmisano e Vincenzo Capelli, entrambi atleti del CC Aniene. Eccellente anche il finanziere pisano Massimiliano Landi (21 anni), in gara nel “quattro con” che, insieme ai napoletani Liuzzi, Ponti e Agrillo, vinse il titolo mondiale davanti alla Germania.

All’Europeo portoghese di Montmor-o-Velo la collaudata coppia formata dal finanziere Elisabetta Sancassani e Laura Schiavone (CC Irno) confermarono il loro affiatamento vincendo la medaglia di bronzo nel “doppio” senior dietro a Germania (oro) e Polonia (argento). Tra gli uomini il “quattro senza” dei finanzieri Mario Paonessa e Francesco Fossi si piazzò quarto; il “quattro di coppia” donne, con a bordo Elisabetta Sancassani, arrivò quinto, mentre il “quattro di coppia” senior uomini con a bordo i finanzieri Simone Raineri, Matteo Stefanini, Simone Venier e Alessio Sartori, si piazzò sesto analogamente all’”otto” sul quale vogavano i finanzieri Domenico Montrone, Andrea Tranquilli, Romano Battisti e Sergio Canciani.

Dalla Sezione Giovanile Fiamme Gialle i giovani Nikolas Tenaglia ed Emanuele Ferraiuolo, due autentici gladiatori gialloverdi, parteciparono ai mondiali junior svoltisi a Racice, in Repubblica Ceca. Divisi in barca, inseparabili fuori dal canottaggio. Due medaglie diverse per loro: Nikolas a bordo del “quattro con” vinse la medaglia d’argento (solo la Svizzera seppe fare meglio); Emanuele, invece, era a bordo del doppio, quello da lui composto insieme al toscano Edoardo Margheri, vinse la medaglia di bronzo stroncando, negli ultimi 500m, la resistenza di Grecia e Romania e piazzandosi alle spalle di Germania e Francia.

Nel judo il finanziere Edwige Gwend, giovanissima atleta delle Fiamme Gialle, vinse l’argento nella rassegna continentale svoltasi a Vienna (Austria), ed il titolo di campionessa d’Europa, a squadre insieme a Giulia Quintavalle, Jennifer Pitzanti e Assunta Galeone che divenne la prima e storica medaglia nel judo a squadre femminile. Nella gara individuale Edwige superò avversarie molto forti, come la francese Gevrise Emane, al primo turno, e la russa Vera Koval in semifinale.

La finale, contro l’esperta olandese Willebordse (medaglia di bronzo ai mondiali del 2007, argento nel 2009 e campionessa europea 2005), fu molto incerta. Dopo l’argento nei 63kg Edwige fu decisiva anche nella vittoria delle azzurre nella gara a squadre: primo successo della compagine rosa nella competizione dopo ben 8 medaglie di bronzo. Oltre ad Edwige fecero parte della squadra italiana altre 3 atlete gialloverdi: Giulia Quintavalle, reduce da un dignitosissimo per quanto

sfortunato 5° posto nell’individuale nei 57 kg, Susi Galeone, quinta nell’individuale negli oltre 78 e Jennifer Pitzanti.

Ancora arti marziali con il karate che, agli Europei di Atene, vide la squadra azzurra, con undici medaglie (4 oro, 4 argento e 3 bronzo), dominare l’Europeo senior e classificarsi al 1° posto nella classifica per nazioni, davanti a Spagna, Grecia e Olanda. A contribuire in modo determinante al successo dell’Italia, in terra ellenica, furono ancora una volta i karatechi delle Fiamme Gialle che vinsero le medaglie d’oro nel kata individuale, con Luca Valdesi, in quello a squadre, con Valdesi insieme a Lucio Maurino ed al carabiniere Vincenzo Figuccio, e nel kumite individuale con Michele Giuliani nella categoria dei 60kg. Stefano Maniscalco, negli +84kg, e Salvatore Loria nella categoria dei -84kg, vinsero, invece, la medaglia di bronzo. Valdesi si confermò il migliore disputando un incontro perfetto durante il quale si impose, con autorevolezza, sui suoi avversari, tutti sconfitti per 5 a 0 ad eccezione della finale dove il finanziere riusciva ad imporsi sullo spagnolo San Josè Bastante per 4 a 1. Sempre karate, ma ai mondiali di karate di Belgrado, il gialloverde Luca Valdesi, entrò definitivamente nella storia del karate mondiale come il più grande karateka di ogni epoca conquistando il terzo titolo consecutivo nel kata a squadre e l’argento in quello individuale. Sul podio a squadre, con Valdesi, anche Lucio Maurino e il carabiniere Vincenzo Figuccio. Argento individuale nel kumite per Michele Giuliani.

La regina degli sport olimpici estivi, l’atletica leggera, disputò la 20esima edizione dei campionati Europei che si svolsero a Barcellona (Spagna). Vi partecipò anche una folta delegazione Fiamme Gialle, forte di 17 presenze. Su tutto però spiccarono le tre medaglie d’argento conquistate da Simona La Mantia, Nicola Vizzoni e Simone Collio e ognuna con una storia da raccontare: quella della triplista palermitana ha il linguaggio da fiaba di una riscossa giunta dopo un quadriennio di infortuni a catena e conseguenti stagioni non all’altezza del suo talento e temperamento che avevano fatto dubitare molti, ma non il club gialloverde, della possibilità di un recupero a livello internazionale. Medesimo gusto assaporato da Vizzoni, che conquistò la medaglia d'argento con la misura di 79.12m lanciato all'ultimo turno (sempre nell’anno a Grosseto vinse il suo ventunesimo titolo di campione italiano). nella velocità Simone Collio, per inseguire la sua medaglia di staffetta, scelse di penalizzare la prova individuale, strategia che lo ripagò, oltre che con l’argento, anche col record italiano strappato dopo 17 anni ad un quartetto che annoverava Pietro Mennea nelle sue file.

Dagli altri le consuete luci ed ombre tipiche di questi eventi: a Libania Grenot andò il poco gradito primato di due quarti posti, individuale e staffetta, nella stessa manifestazione pur al cospetto di brillanti riscontri cronometrici, compreso il record nazionale nella 4x400m; poterono sorridere del quinto posto il ritrovato Giorgio Rubino e del sesto Marco De Luca, sorriso smarrito invece da altri big come Fabrizio Donato nono, Antonietta Di Martino, eliminata in qualificazione e Ivano Brugnetti ritirato. Infine vanno ricordati i podi a squadre ottenuti a margine nella coppa Europa di maratona, con Rosaria Console a contribuire all’argento femminile e il marito Daniele Caimmi al bronzo maschile.

Per quanto riguarda la Sezione Giovanile Fiamme Gialle “Gaetano Simoni”, il 2010 sarà ricordato per le storiche conquiste dei Campionati Italiani di Società su pista Allievi, su pista Under 23 e del Campionato Assoluto di marcia (quest’ultimo titolo viene assegnato alla società sommando il punteggio delle categorie allievi, junior, promesse e senior). Un risultato globale che coinvolse tutti i settori coordinati dal tecnico Andrea Matarazzo (salti) e dall’azione degli allenatori Orazio Romanzi (marcia), Andrea Pagliarini (velocità), Andrea Ceccarelli (mezzofondo), Tommaso Mattei e Francesco Pignatta (lanci), Emanuel Margesin (salti), Luca Menicocci (ostacoli).

La scherma, disciplina sempre più gialloverde, si recò a Baku, nella capitale dell’Azerbaijan, dove la gialloverde Lucrezia Sinigaglia fu l’unica Under 20 in squadra e vinse il bronzo nella sciabola a squadre insieme a Rossella Gregorio (Carabinieri), Paola Guarnieri (Esercito) e Caterina Navarria (Gemina Scherma).

Il nome nuovo della scherma italiana, emerso dagli Europei di Lipsia, fu quello del finanziere Valerio Aspromonte. Il giovane fiorettista delle Fiamme Gialle, dopo i successi giovanili e le importanti affermazioni in Coppa del Mondo, incantò tutti in terra tedesca mettendo in mostra carattere, tecnica sopraffina, freschezza atletica e benvenuta capacità di gestire con freddezza assoluta i momenti topici degli assalti decisivi. Ne seppe qualcosa l’inglese Richard Kruse, argento agli Europei 2009, che si sentiva la vittoria in tasca nella semifinale con il frascatano. Sul 14 a 13 per il britannico, e dopo averne subito la rimonta, Valerio si riprese, invece, il centro della pedana e toccò mortifero come un cobra, due volte in successione l’esterrefatto Kruse. In finale contro Baldini, dopo un inizio formidabile (5 a 1 e poi 9 a 5), Aspromonte cedette progressivamente alla maggiore esperienza del compagno di squadra “contentandosi” di una pesantissima medaglia d’argento. L’oro vinto a squadre (con lo stesso Baldini, Cassarà e Avola) rese splendido l’Europeo di Valerio che, giova ricordarlo, era all’esordio nella rassegna continentale. Anche il gialloverde Luigi Samele tornò in Italia con l’oro al collo nella sciabola a squadre. Irene Vecchi, infine, vinse il bronzo a squadre di Lipsia.

I finanzieri Beatrice Monaco e Olga Rachele Calissi, le giovani fiorettiste neo arruolate, bagnarono il loro arrivo nella squadra Fiamme Gialle vincendo uno splendido titolo europeo junior a squadre Svoltosi a Lobnya (Russia). La Calisse e la Monaco, quest’ultima artefice anche del bronzo individuale, insieme ad Alice Volpi e Stefania Straniero, costituirono uno squadrone formidabile e il titolo non fu mai in discussione.

Dai mondiali di Parigi arrivò la prima medaglia iridata per Luigi Samele che vinse l'argento a squadre nella sciabola insieme ad Aldo Montano, Diego Occhiuzzi e Luigi Tarantino. L'Italia fu battuta in finale dalla Russia per 45 a 41, con qualche rimpianto per gli azzurri che avevano avuto una partenza formidabile (15 a 6 di parziale). Nella stessa edizione un altro argento, sempre a squadre, arrivò anche dal fiorettista Valerio Aspromonte.

Nel mondiale di Monaco di Baviera (Germania) il finanziere Marco De Nicolo fu protagonista con la carabina ad aria compressa. Il tiratore gialloverde, qualificatosi al settimo posto con 596 punti, a pari merito con altri 2 atleti, affrontò e vinse lo spareggio dei 5 colpi piazzandosi all’ottavo posto (ultimo disponibile per disputare la finalissima). Durante la finale, De Nicolo, grazie alla seconda migliore prestazione, 102,9 punti, riuscì a risalire ben 3 posizioni e ad agguantare un eccellente quinto posto in classifica (a solo un decimo di punto dal terzo) che gli ha garantito la carta olimpica per i Giochi di Londra 2012 (veniva assegnata ai primi sei atleti). Oltre alla carta olimpica la squadra italiana, composta da Campriani, Sommaruga e lo stesso De Nicolo, si portò a casa, inoltre, un meritato bronzo con 1782 punti (oro alla Cina e argento alla Russia).

Per Tania Cagnotto continuò il formidabile trend iniziato agli Europei di Torino 2009. Allora furono 3 le medaglie d’oro (syncro da 3 metri, trampolino da 1 e 3 metri), fu record per una tuffatrice in una rassegna continentale; nell’Europeo di Budapest (Ungheria) furono, invece, “soltanto” due le medaglie (trampolino da 1 metro e syncro da 3 metri): undici in carriera le medaglie europee più 4 mondiali. La 25enne bolzanina vinse con la solita straordinaria autorevolezza dal trampolino da 1 metro mettendo in mostra un repertorio ormai completo e senza lacune che solo i fuoriclasse autentici posseggono. Tania non sbagliò nessun tuffo terminando sul gradino più alto del podio con un ottimo 299.70. Sei punti di vantaggio sulla svedese Lindberg (293.70), la quale soffiò l’argento proprio nell’ultimo tuffo alla russa Pozdnyakova. La Cagnotto bissò l’oro nel syncro in coppia con Francesca Dallapè.

L’anno sarà ricordato dagli annali come quello in cui, dopo 40 anni di brillante guida dello sport Fiamme Gialle, il Generale di Divisione Gianni Gola, 21 luglio 2010, lasciò il servizio attivo nella

Guardia di Finanza.

Sono sereno – disse ad una platea emozionata durante la Cerimonia di cessione del Comando al Generale di Brigata Domenico Campione – perché ho trascorso questo lunghissimo periodo della mia vita spendendo per le Fiamme Gialle tutto me stesso, senza risparmio.

Va sottolineato che le Fiamme Gialle non sarebbero quello che sono oggi se non avessero avuto il Generale Gianni Gola alla loro guida per quasi quarant’anni. La lunghezza del periodo e la forza del lavoro portato avanti, ha permesso lo svilupparsi, nei dirigenti, nei tecnici e negli atleti, di un autentico dna tutto gialloverde, fatto di senso di identificazione, di una visione strategica comune protesa sempre al futuro, capace di comprendere ed affrontare le sfide che ci saranno presentate. Il Generale Gola, durante l’Assemblea Generale del CISM, venne acclamato Presidente Onorario, mentre il Colonnello Hamad KalKaba Molboum (Camerun) divenne il nuovo Presidente dell’Organismo sportivo militare.