2008 | Oro olimpico per Giulia Quintavalle

Giulia Quintavalle durante la finale olimpica della categoria -57kg che la vedeva contrapposta all'olandese Deborah Gravenstijn. Al termine dell'incontro la gialloverde vinse la medaglia d'oro, la prima del judo azzurro femminile e delle Fiamme Gialle (Pechino 2008) Giulia Quintavalle durante la finale olimpica della categoria -57kg che la vedeva contrapposta all'olandese Deborah Gravenstijn. Al termine dell'incontro la gialloverde vinse la medaglia d'oro, la prima del judo azzurro femminile e delle Fiamme Gialle (Pechino 2008) Foto Mezzelani GMT

L’inverno portò aria di festa tra gli sciatori gialloverdi che monopolizzarono tutta la stagione invernale dello sci alpino e non solo. Gli artefici gli uomini del Maggiore Attilio Cauli – comandante del V Nucleo – tra cui il finanziere Denise Karbon che, con una gara d’anticipo, conquistò la Coppa del Mondo 2007/2008 di slalom gigante. La Karbon avrebbe dovuto gareggiare anche a Zwiesel (Germania) ma, a causa del maltempo che imperversava sulla Regione, gli uomini della Federazione Internazionale dello Sci decisero di cancellare la gara di slalom gigante, dove la gialloverde era chiamata a difendere ben 181 punti di vantaggio sull’austriaca Elisabeth Goergl, consegnando così aritmeticamente la Coppa del Mondo di specialità nelle mani della 28enne di Castelrotto (BZ). Ad 11 anni di distanza dall’impresa di Deborah Compagnoni l’Italia femminile dello sci tornò sul tetto del mondo nella specialità regina e lo fece grazie alla straordinaria stagione della gialloverde Denise Karbon, che ottenne 5 vittorie ed un terzo posto su sei gare disputate.

Negli uomini Il finanziere altoatesino Manfred Moelgg vinse, invece, la coppa del mondo 2007/2008 di slalom rimontando a Bormio, nell’ultima gara della stagione, il francese Jean Baptiste Grange che guidava la classifica con 21 punti di vantaggio sul gialloverde di San Vigilio di Marebbe (BZ). A Moelgg è bastato, nell’ultima prova di stagione, il sesto finale nella gara vinta dall’austriaco Rheinfried Herbst per conquistare la coppa dopo che il suo unico avversario rimasto in lizza per la sfera di cristallo, il transalpino Grange appunto, aveva commesso un grave errore a poche porte dal traguardo della seconda manche. Fredda ed estremamente precisa si rivelò, invece, la gara di Manfred che, seppur cosciente della preziosa posta in palio, riuscì a controllare in modo superbo emozioni e condizioni della pista difficili andando a chiudere al comando la prima manche e, ragionando in ottica classifica finale, frenando, per quanto gli fu possibile, nella seconda frazione la sua voglia di vincere pensando unicamente ad un obbiettivo che si chiamava Coppa del Mondo.

Un successo avallato da numeri impressionanti: Manfred riuscì, durante la stagione, ad andare a punti in tutte e 19 le gare tecniche a cui partecipò, diventando l’atleta al mondo che aveva conquistato più piazzamenti nelle gare tecniche (slalom e gigante) nell’arco di una sola stagione agonistica.

A Predazzo la Guardia di Finanza, con la Scuola Alpina di Predazzo ed il Centro Sportivo, organizzò con grande successo il 55° Trofeo delle Sei Nazioni contraddistinto, tra l’altro, anche dal gemellaggio di alcune Scuole della Val di Fiemme con le squadre partecipanti all’evento di sci.

Nella classifica per Nazioni l’Italia conquistò 2 medaglie d’oro, 3 d’argento e 1 bronzo.

Nel biathlon, invece, la giovane Dorotea Wierer, portacolori della sezione giovanile Fiamme Gialle, conquistò il titolo mondiale giovani nella prova individuale. Sulle nevi di Ruhpolding (Germania), la diciottenne di Anterselva (BZ) vinse, infatti, la medaglia d'oro nell'individuale femminile con un netto successo precedendo la tedesca Nicole Wotzel e la slovacca Natalia Prekopova, grazie ad una convincente prova sugli “sci stretti” ed un altrettanto precisa prestazione al poligono di tiro, dove commise un solo errore su 20 colpi sparati. Ma l’inarrestabile Wierer non paga dell’oro, trascina sul podio la staffetta giovani femminile 3x6 km, formata insieme alle compagne Alexia Runggaldier e Monika Messner. Le azzurrine furono precedute dalla Germania, prima con il tempo di 1h 14'28"55 (8 errori al tiro) e dalla Norvegia, staccata di 2'36"3.

Il pattinaggio, grazie al team pursuit azzurro, formato dal finanziere trentino Matteo Anesi, insieme ad Enrico Fabris e Luca Stefani, vinse la medaglia d`argento ai mondiali di pattinaggio velocità pista lunga che si svolsero a Nagano (Giappone). Col tempo di 3:46.75 il terzetto italiano si classificò alle spalle del trio olandese. Due anni dopo il tripudio olimpico di Torino 2006 Matteo Anesi tornò così ai vertici del pattinaggio mondiale, e lo fece al termine di una stagione difficile nel corso della quale non sempre riuscì a raccogliere quanto sperato.

Per le discipline estive il 2008 concise con lo svolgimento delle Olimpiadi. I Giochi furono un’autentica festa che coinvolse tutti gli italiani ed il mondo intero, sia sportivi in pantofole che tifosi competenti. Furono Olimpiadi che riportarono la squadra azzurra, dopo Tokio ’64 e Seul ’88, nuovamente a gareggiare in Asia, in Cina a Pechino. Una città che accolse gli atleti delle 205 Nazioni (l’Italia schierò una squadra di oltre 300 atleti) che si dettero battaglia per contendersi le 213 medaglie in palio. Furono ben 41 i finanzieri presenti all’interno della delegazione olimpica italiana distribuiti tra le discipline di atletica leggera (14), canoa (5), canottaggio (6), tuffi (2), nuoto (3), tiro a segno (2), judo (5) e vela (4). Ma il finanziere più importante di tutti, fu il brigadiere Antonio Rossi il quale, per la prima volta nella storia olimpica estiva delle Fiamme Gialle, fu il portabandiera della delegazione olimpica italiana (Rossi, per gli sport estivi, e la Karbon per quelli invernali, sono gli unici due Alfieri delle Fiamme Gialle). Un onore, ed un onere, al quale Rossi non si sottrasse recitando la parte dell’alfiere nella maniera migliore e autorevole possibile.

Per quanto riguarda le gare, l’atleta simbolo delle Fiamme Gialle ai Giochi cinesi fu Giulia Quintavalle che vinse la storica medaglia d’oro nel judo, nella finale disputata nell’University of Science and Tecnology Beijing Gymnasium, diventando, di fatto, il sigillo numero 500 ottenuto dall’Italia nei Giochi Olimpici Estivi (la prima medaglia della storia azzurra ai Giochi la vinse Gian Giorgio Trissino degli sport equestri, salto in lungo su cavallo, il 31 maggio del 1900 a Parigi).

Giulia Quintavalle trionfò nella categoria 57kg battendo in finale l'olandese Deborah Gravenstijn e ottenendo, tra l’altro, la prima vittoria olimpica azzurra nel judo femminile oltre alla prima per le Fiamme Gialle del II Nucleo diretto dal Capitano Claudio Palladin.

Il remo italiano a Pechino deluse solo parzialmente poiché, a fronte delle tre medaglie di bronzo vinte ad Atene 2004, ne arrivò solo una d’argento nel “quattro di coppia” sul quale erano inseriti I finanzieri Luca Agamennoni, Simone Raineri e Simone Venier insieme all’inossidabile Rossano Galtarossa (SC Padova). Il quartetto azzurro lottò sino all'ultimo mantenendosi per tutta la regata a ridosso dei tre volte campioni iridati della Polonia (Wasielewski, Kolbowicz, Jelinski, Korol) e respingendo il prepotente serrate finale della Francia (Coeffic, Peltier, Bahain, Berrest), che conquistò il bronzo per 34 centesimi sull'Australia. Sul traguardo gli azzurri chiusero col tempo di 5'43"57: oro per la Polonia, argento per l’Italia e bronzo per la Francia.

I finanzieri Andrea Facchin (BOX 56) e Antonio Scaduto (BOX 57) vinsero, a sorpresa, la medaglia di bronzo nel K2 1000 poiché si ipotizzava un podio sempre nel K2, ma nella distanza corta dei 500m. La coppia azzurra, invece, con 3'14"450, si piazzò al terzo posto dopo il tandem tedesco Hollestein-Ihle e quello danese Knudsen-Poulsen. Fu l’unica medaglia negli uomini ottenuta dalla canoa ai Giochi di Pechino. Nei 500m il K2 si Scaduto e Facchin finì la gara olimpica in nona posizione. Solo quarto il K4 1000 del portabandiera azzurro Antonio Rossi. Niente medaglia, quindi, per i finanzieri Franco Benedini, Antonio Rossi, Alberto Ricchetti e per il forestale Luca Piemonte che, con 2'57"626, si attestò al quarto posto nella gara vinta dalla Bielorussia (2'55"714) davanti alla Slovacchia (2'56"593) e alla Germania (2'56"676).

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Per l’atletica italiana furono dei Giochi in agrodolce: non tutte le attese si riveleranno tali, e per le Fiamme Gialle fu lo stesso poiché la vice campionessa del mondo 2007, Antonietta Di Martino, nel salto in alto non andò oltre la decima posizione. Per la marcia, invece, furono Giochi sfavillanti, tanto che più di qualche commentatore e giornalista titolerà trionfante sui giornali nazionali, sportivi e non: “Santa marcia che non tradisce mai” oppure “La marcia sta all’Atletica, come la scherma sta ai Giochi Olimpici”. Che questo sia o no vero, fu comunque certo che il lavoro di gruppo, di questo manipolo allargato di addetti ai lavori, diede i suoi frutti e li diede soprattutto nella 20km femminile grazie al finanziere Elisa Rigaudo che vinse la medaglia di bronzo. Tagliarono il traguardo in pista nell’ordine: Olga Kaniskina (Russia) vittoriosa in 1h26’31” (parziale di 9:07), nuovo record olimpico, Kjersti Platzer (Norvegia) argento in 1h27’07” a 36” e nuovo record norvegese (il precedente lo aveva stabilito a Sesto San Giovanni) ed Elisa Rigaudo bronzo in 1h27’12” a 41” ed a cinque secondi dalla Platzer con il nuovo personal best. La cinese Hong Liu non ce la fece ad agguantare il bronzo, fu quarta in 1h27’17”, a cinque secondi dalla Rigaudo. Tra gli uomini, il campione olimpico di Atene, Ivano Brugnetti, con 1h19’51”, si piazzò quinto nella 20km marcia.

Nel nuoto si può parlare di una buona Olimpiade per il finanziere Christian Galenda che agguantò un onorevole 12° posto nella semifinale dei 100sl, ma soprattutto per il suo contributo nella staffetta 4x100 stile libero, in seconda frazione, con la quale conquistò un ottimo quarto posto stabilendo pure il nuovo record italiano con 3’11”48. Record personale anche per Damiano Lestigi nella prima semifinale dei 200 dorso con 1’58”53. Nei tuffi, dopo i bronzi conquistati nei Mondiali 2005 a Montreal e nel 2007 a Melbourne, Tania Cagnotto concluse la finale dal trampolino da 3 metri, con un deludente quinto posto, mentre fu eliminata dalla piattaforma. Stessa sorte la subì la gialloverde Maria Marconi sempre nel trampolino da tre metri.

Nella vela fu discutibile e sfortunata la Medal Race per i fratelli Gianfranco e Piero Sibello, quarti nei 49er dopo essere stati esclusi dalla giuria olimpica dalla medaglia di bronzo. Le motivazioni della sentenza del TAS, del 23 agosto 2008 fecero rimanere sconcertati i due finanzieri, e tutto il mondo sportivo italiano, da come risultò lampante che, nonostante siano state violate numerose regole, la giuria volle palesemente favorire l'equipaggio danese addirittura nel nome dello spirito sportivo ed olimpico ignorando le regole presenti nell'Olympic Measurement regulations. Dal sapore un amaro anche il risultato del vice campione del mondo gialloverde Diego Negri, in barca con Luigi Viale, decimi nella star class, il finanziere Giorgio pozzi, nella classe finn, si fermò in undicesima posizione.

I finanzieri Marco De Nicolo e Francesco Bruno, nel tiro a segno, non riuscirono a guadagnare la finale olimpica, rispettivamente, nelle specialità della carabina e della pistola ad aria compressa

Fin qui quello che accadde alle Olimpiadi, per le Fiamme Gialle, mentre tutto fu anticipato dagli appuntamenti di cartello a livello mondiale e continentale, come il judo che a Lisbona Ylenia Scapin, dopo ben 7 medaglie (2 argenti e 5 bronzi) nelle passate edizioni, salì sul gradino più alto del podio Europeo nella categoria 70 kg vincendo l’oro. Argento, invece, per Giovanni Di Cristo vinto durante gli Europei under 23 svoltisi a Zagabria (Croazia).

Nella vela l’appuntato mare Diego Negri, indiscusso talento della vela olimpica internazionale, dopo il passaggio alla classe olimpica Star, continuò a mietere successi e, oltre a partecipare ai Giochi di Pechino, si diplomò vicecampione del mondo sulle acque di Miami. Il monotipo J24, espressione dell’eccellenza raggiunta dai velisti della Guardia di Finanza anche nel settore alturiero, fece registrare negli anni una costante ascesa dei risultati fino al mondiale assoluto, vinto nel 2008 a Cannigione (Sassari) grazie all’equipaggio dei finanzieri Andrea Casale, Vittorio Rosso (scotte), Ernesto Angeletti (randa), Fabio Montefusco (prodiere) e dal Tenente Vincenzo Di Capua (drizze).

Successo anche per il nuoto ed i tuffi nel Campionato Europeo di Eindhoven (Olanda). In questo appuntamento continentale furono vinte, dal “solito” Christian Galenda, le medaglie d’argento nelle staffette 4x100 ed in quella 4x200 stile libero. Le due medaglie di bronzo furono vinte, invece, da Alessandro Terrin, nei 50 rana, e da Francesca Segat nella staffetta 4x200 stile libero. Nei tuffi Tania Cagnotto vinse l’oro dalla piattaforma ed il bronzo nella piattaforma syncro (sempre dalla piattaforma syncro vinse l’argento nella coppa Europa di Stoccolma).

Francesca Segat ritorno più forte che mai lasciando un segno indelebile sugli Europei in vasca corta di Rijeka (Croazia). Per lei un oro (200 misti) e due bronzi (100 e 400 misti), con annesso record europeo nei 200 (2’07”03), ma soprattutto la consapevolezza di essere ancora una delle atlete di punta del nuoto azzurro. Il nuovo corso di Francesca, sotto la guida di Andrea Palloni, tecnico Fiamme Gialle e della nazionale, fu più che soddisfacente, mentre l’altro grande exploit di Rijeka fu quello di Alessandro Terrin, anch’egli allievo di Palloni. Terrin disputò, infatti, un grande Europeo nuotando, nella 4x50 mista, una frazione a rana davvero impressionante (25”71) consentendo alla squadra azzurra di ottenere il margine di vantaggio, poi consolidato da Magnini in ultima frazione, sulla Russia ed arrivare all’oro stabilendo anche il nuovo record mondiale della specialità (1’32”91). Brillante prova anche per Christian Galenda che vinse un argento pesante nei 100 misti (si è arrese solo allo sloveno Mankoc) stabilendo per ben tre volte, nel corso della giornata, il record italiano sulla distanza. Record italiani migliorati in serie anche per Damiano Lestingi sui 100 e 200 dorso, mentre l’Italia, grazie anche al fondamentale apporto degli atleti gialloverdi, ottenne uno score impressionante: 5 ori, 5 argenti e 8 bronzi, corredati da ben 41 record (di cui 4 mondiali e 5 Europei), che le consentirono di primeggiare nella classifica per nazioni, come già ad Helsinki 2000 e Trieste 2005.

A Milano, durante i campionati europei il K4 1000 dei finanzieri Franco Benedini, Alberto Ricchetti, Antonio Rossi e del Forestale Luca Piemonte, conquistò la medaglia di bronzo, ed il K2 500 dei gialloverdi Antonio Scaduto e Andrea Facchin si piazzò in sesta posizione davanti agli equipaggi di Portogallo e Gran Bretagna. La Sezione Giovanile della canoa continuò, invece, a sfornare talenti ed agli Europei junior, di Szeged, in Ungheria, il K2 1000 della gialloverde Roberta Fiorini, in coppia con Susanna Cicali (Comunali Firenze) vinse la medaglia di bronzo. Un successo, per la giovane atleta della canoa gialloverde, cercato da tempo ed ottenuto anche grazie all’azione tecnica dell’allenatore Claudio Ghelardini che nel mondiale junior di canoa maratona, sulla distanza dei km 21, vinse pure il titolo di campionessa del mondo 2008.

Ai mondiali under 23 di Brandeburgo (Germania) l’Italia vinse l’oro col “quattro con”, nel quale vogava il finanziere Romano Battisti, confermando quello vinto a Strathclyde (Scozia) lo scorso anno, e col “quattro senza” donne, sul quale remava la giovane gialloverde Gioia Sacco, autrice di un’inarrestabile rimonta. Al 5° posto il “doppio” dei finanzieri Domenico Montrone e Andrea Tranquilli. La nazionale azzurra chiuse l’Europeo 2008, di Schinias (Atene), con un oro, due argenti e un bronzo. Una delle medaglia d’argento arrivò dal “quattro senza” senior dei finanzieri Andrea Tranquilli, Sergio Canciani, Romano Battisti e Domenico Montrone. Era una formazione di nuova concezione con tre atleti under 23 che gareggiarono, durante l’anno, in altre barche ed a Schinias, insieme all’esperto Canciani, dimostrarono un’eccellente condizione di forma. Il bronzo fu vinto, invece, dal “doppio” femminile del finanziere Gabriella Bascelli, insieme a Erika Bello (Lazio), che mancò l’argento per soli 77 centesimi.

La scherma, da poco ritornata in casa Fiamme Gialle, continuò a dare soddisfazione ai dirigenti che l’avevano fortemente voluta riammettere tra quelle praticate dagli atleti gialloverdi. In chiusura dei Mondiali Giovani di Scherma, svoltisi ad Acireale (CT), la squadra di fioretto maschile, formata dal finanziere Martino Minuto e da Lari, Biondo e Foconi, si aggiudicò la medaglia d’argento, mentre nella Coppa del Mondo Under 20, svoltasi a Viana do Castelo (Portogallo), arrivò la prima medaglia d’oro, sempre nel fioretto e sempre per Martino Minuto, che rafforzò ancor di più la sua posizione nel ranking internazionale. Irene Vecchi, campionessa europea under 20 uscente, vincitrice lo scorso anno a Praga, durante gli Europei Under 20 svoltisi ad Amsterdam (Olanda), vinse nella sciabola la medaglia di bronzo individuale e la medaglia d’oro a squadre con Rossella Gregorio, Lucrezia Sinigaglia e Maria Teresa Laiacona. La categoria under 23, invece, disputò I suoi europei a Monza durante i quali i gialloverdi fecero la parte del leone vincendo l’oro con Irene Vecchi, l’argento con Luigi Samele, e due medaglie di bronzo con Carolina Erba e Martino Minuto.

A Tallin (Estonia), dove si svolsero gli Europei, si registrò la grande affermazione dei karateki gialloverdi che vinsero ben 5 delle 8 medaglie conquistate dalla squadra nazionale permettendo all’Italia di classificarsi seconda nel medagliere assoluto dietro la Spagna (11 medaglie).

Protagonista dei kata fu, ancora una volta Luca Valdesi che batté in finale il bravissimo collega Lucio Maurino, riconfermandosi cosi il leader incontrastato della specialità (9° titolo consecutivo).

Gli stessi Valdesi e Maurino, insieme al carabiniere Vincenzo Figuccio, replicarono il successo europeo dello scorso anno vincendo un’altra medaglia d’oro nel kata a squadre. Le altre due medaglie nel kumite furono vinte da Stefano Maniscalco (medaglia d’argento nella +80kg) e da Michele Giuliani medaglia di bronzo nei 60kg.

A Tokio, durante il mondiale, Luca Valdesi diventò nuovamente Campione del Mondo per la terza volta. Il fuoriclasse delle Fiamme Gialle si impose sul suo avversario storico, il venezuelano Diaz, per 3 a 2 in una finale incertissima. A Monterrey (Messico) 2004 e Tallin (Estonia) 2006 gli altri 2 titoli. Sempre a Tokio, lo straordinario Stefano Maniscalco si laureò Campione del Mondo nella categoria +80kg, dopo aver centrato anche il bronzo nella categoria open.