2005 | Per Tania Cagnotto storico bronzo mondiale dal trampolino

La squadra delle Fiamme Gialle al rientro da Lagos (Portogallo), dopo aver conquistato per la prima volta nella storia gialloverde la Coppa Campioni di atletica leggera su pista (Pratica di Mare 2005) La squadra delle Fiamme Gialle al rientro da Lagos (Portogallo), dopo aver conquistato per la prima volta nella storia gialloverde la Coppa Campioni di atletica leggera su pista (Pratica di Mare 2005) Foto archivio Fiamme Gialle

Fu Santa Caterina Valfurva (Sondrio) ad organizzare le gare dei Mondiali di Sci Alpino al quale parteciparono anche i finanzieri Lucia Recchia, nel supergigante, ed Elena Fanchini, nella discesa libera: un mondiale tinto di rosa-argento. La prima, infatti, si guadagnò la medaglia d’argento sulla pista intitolata a Deborah Compagnoni: l'azzurra fu superata, per 45 centesimi di secondo, solo dalla svedese Anja Paerson. Bronzo all'americana Julia Mancuso. Elena Fanchini vinse, invece, l'argento nella discesa libera dedicando la vittoria al ciclista Marco Pantani, suo idolo e portafortuna. Con questa medaglia la giovane finanziere diciannovenne superò se stessa in una prestazione memorabile. Alla sua prima presenza al mondiale non poteva aspettarsi di meglio poiché, dopo aver gareggiato in Coppa Europa per due stagioni, fece l’esordio in Coppa del Mondo il 6 gennaio 2005 e l’argento mondiale arrivò solo un mese dopo. Il 23 febbraio seguente replicò il risultato anche ai mondiali juniores di Bardonecchia, dietro alla sorella Nadia, mentre il giorno dopo vinse anche il bronzo in supergigante, sempre in coppia con la sorella che si aggiudicò l’argento.

Fu anche l’anno durante il quale il pattinaggio su ghiaccio entrò a far parte delle discipline invernali praticate dagli atleti gialloverdi. Dal 23/12/2005 due giovani talenti del pattinaggio nazionale, Matteo Anesi (pista lunga) e Marta Capurso (short track), furono inseriti nella Sezione del V Nucleo Atleti Fiamme Gialle con sede a Predazzo. I loro nomi, già noti nell’ambiente per merito degli importanti risultati ottenuti sin dalle categorie giovanili, andarono a comporre il primo tassello della storia di questa disciplina in chiave gialloverde.

Fu anche l’anno nel quale, tra gli sport estivi, fece il suo reingresso nella famiglia Fiamme Gialle la disciplina della scherma. Si trattò di un vero e proprio reingresso poiché questo sport era presente nel Corpo agli albori della pratica sportiva agonistica gialloverde anche come attività addestrativa.

La Sezione Scherma fu posta alle dipendenza del II Nucleo Atleti e venne istituita il18 agosto 2005, mentre l’attività agonistica iniziò nel 2006 con i finanzieri Valerio Aspromonte, Luigi Samele, Loreta Maria Gulotta, Olimpia Torili e Claudia Caracciolo.

L’atletica gialloverde partecipò, invece, alla Coppa Europa per nazioni di marcia, disputatasi a Miskolc (Ungheria), durante la quale fu vinta dal finanziere Elisa Rigaudo la medaglia di bronzo nella 20km femminile. Un risultato che la fece divenire una certezza consolidata ad altissimo livello. A questo risultato si aggiunse anche l’argento vinto dal giovanissimo Giorgio Rubino nella 10km riservata agli atleti juniores. Fu, invece, uno storico successo per le Fiamme Gialle la vittoria della Coppa Europa per club di atletica leggera disputata a Lagos (Portogallo). Un risultato reso possibile dalla performance di tutta la squadra ma, soprattutto, dalle splendide vittorie di Nicola Vizzoni nel martello (73.44m), dal terzo posto di Fabrizio Mori, al suo rientro dopo due anni di stop, nei400hs, dall’oro vinto da Andrea Barberi, primo nei 400m in 46”29, dall’argento di Andrea Bettinelli nell’alto, con 2.20malle spalle di Ton (2.26m), dal terzo posto di Stefano Da Castello nel lungo (7.71m), dalla vittoria nella staffetta 4x100m che, con 40”02, superò di misura i russi del Luch Mosca. Una mole di risultati ai quali vanno aggiunte le medaglie d’oro vinte da Andrea Giaconi nei 110hs, in un ottimo 13”48, e da Cristiano Andrei nel disco (60.33m), e le medaglie d’argento vinte da Francesco Pignata nel giavellotto e nella 4x400m egregiamente conclusa da Andrea Barberi. Le Fiamme Gialle del capitano Gabriele Di Paolo, comandante dell’atletica gialloverde, riuscirono a portare a casa l’ambito trofeo, già sfuggito in diverse occasioni (4 volte seconde: 1978, 1999, 2001, 2003) e relegare al secondo posto i russi dello Sport Luch di Mosca, club vincitore delle ultime quattro edizioni.

Il ritorno alla vittoria di Giuseppe Gibilisco, nella Coppa Europa di Firenze, lanciò la squadra nazionale italiana al conseguimento del terzo posto nella classifica finale e l’Italia ritornò sul podio per la quarta volta nella storia della manifestazione eguagliando il miglior risultato di sempre. Il finanziere siracusano, da par suo, valicò la misura di 5.80m aggiudicandosi il salto con l’asta. Gli atleti gialloverdi, come sempre, formavano la spina dorsale della rappresentativa azzurra fornendo un eccellente contributo di punti: sugli scudi anche Francesco Pignata, che migliorò di oltre due metri nel lancio del giavellotto spedendo l’attrezzo a 81.67m e diventando il secondo italiano di sempre; bene anche le performance di Simone Collio, terzo nei 100m in un ottimo 10”15, e Koura Kaba-Fantoni, quarto nei 200m a suon di primato personale (20”75); entrambi furono protagonisti della staffetta 4x100m capace di chiudere al secondo posto. Eccellente anche Andrea Giaconi, terzo nei 110hs con il suo miglior crono stagionale, Nicola Vizzoni, invece, si piazzò quarto nel lancio del martello, così come Andrea Barberi nei 400m e protagonista nella staffetta 4x400m.

Agli Europei under 23 di Erfurt (Germania) Simona La Mantia (BOX 49) fu la protagonista assoluta poiché, dopo l’argento conseguito nel 2003 nella stessa manifestazione, aveva un unico obiettivo in mente: vincere l’oro. La ragazza palermitana non deluse nessuno e dominò il salto triplo fin dal primo tentativo chiuso a 14.34m e concluse con un risultato finale di 14.43m. Medaglia di bronzo, invece, per Koura Kaba-Fantoni nei 200m, corsi in 20”71. Sempre guidata da Kaba-Fantoni, ma con il prezioso appoggio di Stefano Anceschi, anche la staffetta 4x100m azzurra che vinse un’altra medaglia di bronzo a suon di migliore prestazione italiana di categoria (39”41).

La marcia gialloverde tornò, invece, da Kaunas (Lituania), dove si svolsero campionati Europei juniores, con una medaglia di bronzo frutto della consacrazione ufficiale del talento del marciatore Giorgio Rubino. L’allievo di Patrizio Parcesepe conseguì questo risultato al termine di un’autentica battaglia con gli avversari russi.

Dalle Universiadi di Izmir, in Turchia, arrivarono per le Fiamme Gialle due medaglie di bronzo: la prima da Ester Balassini, nel lancio del martello (il 23 giugno, a Bressanone, aveva fissato il record italiano con la misura di 73.59m), vinta dopo la delusione mondiale (tre nulli e vittima anche di una caduta a causa della pedana bagnata), centrando 70.13m con un solo lancio sufficiente per salire sul podio dietro la polacca Skolimowska (72.75m) e la cinese Liu (72.51m); la seconda, invece, dal saltatore in lungo Stefano Dacastello che centrò, con 7.95m, il suo primato stagionale.

Sul fronte velico, la vela gialloverde iniziò ad avere un costante “vento in poppa” che la fece divenire protagonista in ogni evento cui partecipava. I finanzieri di Gaeta a bordo del monotipo J24, espressione dell’eccellenza raggiunta dai velisti della Guardia di Finanza anche nel settore alturiero, fece registrare negli anni una costante ascesa dei risultati con 6 titoli italiani vinti, due titoli europei ed un bronzo iridato vinto nel 2005 in Inghilterra dall’equipaggio formato da Luigi Ravioli, Francesco De Vita, Sergio Sbrana, Fabio Montefusco e Ernesto Angeletti. Bronzo pure nel mondiale di match race, svoltosi in Spagna, con Paolo Emilio Cian, Pierluigi Fornelli e Ferdinando Colaninno. Due medaglie di bronzo furono vinte nel windsurfer da Flavia Tartaglini durante I mondiali T.Race (Francia) e Mistral (Italia). Medaglia di bronzo nel mondiale 49er per Pietro Sibello (timoniere, 26enne) e Gianfranco Sibello (prodiere, 30enne) che, nati rispettivamente ad Albenga e Alassio, iniziarono a navigare a vela sui piccoli Optimist in giovanissima età (8 anni Pietro, 12 Gianfranco), per passare, in seguito, alla classe 420 e successivamente scegliere l’acrobatica classe olimpica 49er fin dai suoi esordi, che li ha visti sparring partner dei fratelli Francesco e Gabriele Bruni in vista dei Giochi di Sydney 2000.

Nella stagione agonistica 2005, il karateka gialloverde Luca Valdesi conquistò il 6° titolo di Campione d’Europa consecutivo, mentre il maresciallo Lucio Maurino, nello stesso europeo, vinse il bronzo. Grandi risultati anche ai Giochi del Mondo (World Games) di Duisburg (Germania) con le medaglie d’oro del finanziere Giuseppe Di Domenico nei 70kg e del finanziere Michele Giuliani nei 60kg.

Trieste fu per Alessandro Terrin una città fatata poiché, durante gli europei indoor e sprint in vasca corta, conquistò la medaglia d'argento nei 50 rana. Alessandro, battuto dall'ucraino Oleg Losogor per 12 centesimi di secondo, migliorò pure il primato italiano in vasca corta della specialità portando il nuovo limite a 26"69. Il precedente primato già gli apparteneva avendolo battuto anche nelle semifinali dello stesso evento (26"86). Nei tuffi, invece, Tania Cagnotto (BOX 50) vinse l'Arena Diving Cup, svoltasi a Stoccolma, al termine di una spettacolare gara nel trampolino da 3 metri. L'atleta bolzanina, dopo il 3° posto della Fina Diving Grand Prix di Madrid, confermò il suo eccellente stato di forma. Una forma fisica che le permise, 27 anni dopo l’ultima medaglia mondiale conquistata dal padre Giorgio (Giorgio Cagnotto – Berlino 1978), di conquistare la medaglia di bronzo nel trampolino a 3 metri, con 591,27 punti, durante il mondiale di Montreal (Canada).

Il canottaggio italiano, invece, ai mondiali under 23, che si svolsero sul bacino di Bosbaan ad Amsterdam (Olanda), salì sul podio in 8 delle 11 barche finaliste e conquistò 4 ori, 3 argenti ed 1 bronzo attestandosi al primo posto del medagliere davanti a Germania e Romania (3 ori), Gran Bretagna e Serbia Montenegro (2). Sul podio salirono anche le barche con a bordo atleti gialloverdi: la medaglia d’oro arrivò dal “doppio”, tutto Fiamme Gialle, di Matteo Stefanini e Federico Gattinoni, l’argento arrivò, invece, dall’”otto fuoriscalmo”, secondo solo alla Romania, sul quale vogavano i finanzieri Andrea Tranquilli (figlio d’arte) e Marco Resemini. A Gifu, in Giappone, si disputarono i mondiali pesi leggeri e assoluti dal quale arrivarono, per le Fiamme Gialle, la medaglia di bronzo vinta nel “due senza” dal finanziere Catello Amarante; negli assoluti furono vinte le medaglie d’argento nell’”otto”, sul quale vogava il finanziere Valerio Pinton, e nel “doppio”, sul quale vogava Federico Gattinoni. Bronzo, infine, per il “due senza”, tutto Fiamme Gialle, di Luca Agamennoni e Stefano Lari.

Il judo gialloverde fu, invece, sempre più rosa poiché, durante gli Europei di Rotterdam (Olanda), le atlete Ylenia Scapin e Lucia Morico conquistano agevolmente l’argento e il bronzo, rispettivamente, nelle categorie dei -70 e nei -78 chilogrammi. Un successo che pose in evidenza la scuola del judo Fiamme Gialle da tempo impostata dall’olimpionico Felice Mariani che ricopriva, tra l’altro, anche il ruolo di commissario tecnico della nazionale azzurra.

Nel tiro a segno il finanziere Francesco Bruno vinse, nella pistola libera due splendide medaglie d’argento nell’europeo di Belgrado: la prima a livello individuale, mentre la seconda a squadre insieme al campione olimpico Roberto Di Donna.

A Zagabria (Croazia), sulle acque del bacino dello Jarun, l’Italia della canoa concluse il mondiale assoluto con una medaglia di bronzo nel K4 500 dietro alla Bielorussia (oro) e Repubblica Ceca (argento). Un risultato ancora una volta, e nonostante l’assenza degli olimpionici Rossi e Bonomi, targato Fiamme Gialle per la presenza in equipaggio dei finanzieri Franco Benedini e Antonio Scaduto insieme a Luca Piemonte della Forestale e da Jazbec dell’Idroscalo Club.

Il 2005 fu anche l’anno dei XV Giochi del Mediterraneo che tornarono in Spagna, dopo 50 anni, ad Almeria, città andalusa della Spagna meridionale (la prima volta fu nel 1955 a Barcellona per la II edizione). Molti furono i finanzieri che vi presero parte e, soprattutto, molte furono le medaglie vinte in tutte le discipline che avevano in squadra atleti gialloverdi. Dal karate, infatti, arrivarono due medaglie d’oro, vinte dal finanziere Stefano Maniscalco nelle categorie +80kg e open, ed una di bronzo, conquistata da Giuseppe di Domenico nei 70kg. Sempre nelle arti marziali, ma questa volta dal judo, furono vinte ben sei medaglie: medaglia d’oro per Ylenia Scapin nei -70kg; argento per Giovanni Nicola Casale nei -66kg; e quattro medaglie di bronzo vinte da Francesco Lepre (-90kg), Laura Maddaloni (-57kg), Lucia Morico (-78kg) e da Giulia Quintavalle nei -63kg.

Anche il canottaggio Fiamme Gialle fece incetta di medaglie disputando le regate dei Giochi del Mediterraneo sulle acque di un bacino ricavato nell’entroterra andaluso. Un luogo spettacolare peraltro set delle pellicole cult del western all’italiana di Sergio Leone. La prima medaglia d’oro arrivò dal “singolo” senior ad opera di Simone Raineri che riuscì a contenere il serbo Stojic e nelle ultime palate a soffiargli pure l'oro; ancora oro arrivò dal “due senza” senior con Dario Lari e Luca

Agamennoni che superano i greci e tagliarono il traguardo con mezza barca di vantaggio. Netta, invece, fu la vittoria del “doppio” dei finanzieri Alessio Sartori e Matteo Stefanini che tagliarono il traguardo con 1"85 sull'equipaggio turco. Argento, invece, nel “due senza” pesi leggeri di Amarante e Amitrano che, pur provando fino in fondo a risucchiare il vantaggio ai francesi, non vi riuscirono

e si dovettero contentare del secondo posto. Medaglia di bronzo, infine, per il “doppio” pesi leggeri nel quale gli azzurri diedero fondo a tutte le loro energie per salire sui podio ma di più non poteronofare contro una Grecia ed una Francia affiatate. Grande prova, quindi, per Leonardo Pettinari (Forestale) e Nicola Moriconi (Fiamme Gialle).

Nella canoa, invece, grande prestazione di Andrea Facchin e Antonio Scaduto che, in K2 1000, raggiunsero il podio dei Giochi guadagnandosi la medaglia di bronzo alle spalle dei padroni di casa Javier Hernand Agueira/Pablo Enrique Banos Yerga (1°) e dei francesi Sebastien Jouve/Philippe Colin (3°). Il nuoto tornò dai Giochi del Mediterraneo con due medaglie d’oro e cinque di bronzo.

A salire sul gradino più alto del podio fu Alessandro Terrin, protagonista nei 100 rana, e Christian Galenda, che contribuì al successo della staffetta 4x200 stile libero. Altra protagonista in assoluto fu Francesca Segat che conquistò tre medaglie di bronzo: nei 50, 100 e 200 farfalla. Medaglia di bronzo anche per Simona Ricciardi con la staffetta 4x200 stile libero e, nuovamente, per Terrin con la 4x100 mista.

Anche il tiro a segno gialloverde non deluse ad Almeria poiché arrivò la medaglia d'oro grazie al finanziere Francesco Bruno vinta nella specialità della pistola aria compressa da metri 10 (punti 688.4) stabilendo, tra l'altro, anche il nuovo record dei Giochi (il precedente primato era di Roberto Di Donna 685.6 - Bari 1997). Marco De Nicolo, invece, vinse la medaglia di bronzo. Il tiratore di punta della nazionale italiana conquistò, al termine di una gara intensissima, il bronzo nella specialità di Carabina libera a terra metri 50, con 695.3 punti, dietro al francese Valerian Sauveplane (oro) ed al connazionale Roberto Facheris (argento).

L’atletica leggera, ai Giochi spagnoli, era presente con i migliori atleti tra cui i gialloverdi Ester Balassini che, fresca reduce di titolo tricolore, corroborato dal nuovo record italiano e seconda prestazione mondiale dell’anno, vinse la medaglia d’oro nel martello superando ancora la fettuccia dei 70 metri (71.17m). Una conferma importante per la ragazza bolognese che pareva aver raggiunto una dimensione internazionale di primo piano impreziosita da una confortante regolarità di rendimento. Medaglia d’argento per Francesco Pignata, nel giavellotto, e per Andrea Giaconi, nei m.110hs. Successo anche per Elisa Rigaudo che si aggiudicò la medaglia d'oro nella prova dei 20km di marcia. Quarto posto, e bronzo mancato, per Cristiano Andrei che, per una manciata di centimetri, rimase fuori dal podio nel disco. Oro per Massimiliano Donati nella staffetta 4x100m che fu anche una bella soddisfazione per il reatino reduce, nei primi mesi dell’anno, da grosse difficoltà per problemi al tendine d’achille. Argento sia per Laurent Ottoz, secondo nei 400hs, alle spalle dell’altro azzurro Carabelli, ma con il nuovo stagionale di 49”41, che per Rosaria Console, seconda nella mezza maratona.