2003 | Dal mondiale di Parigi arriva il “salto d’oro” per Gibilisco

Il finanziere Giuseppe Gibilisco durante il salto che gli fece vincere la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Atene 2004 Il finanziere Giuseppe Gibilisco durante il salto che gli fece vincere la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Atene 2004 Foto GMT

Il mondiale di sci alpino ebbe come cornice le nevi e le montagne di Saint Moritz, in Svizzera, vero e proprio paradiso per gli sportivi amanti delle discipline invernali. In questo luogo, nel 1927, fu fondata la prima scuola di sci al mondo e, prima dei mondiali di sci alpino, nel 1928 e nel 1848 si svolsero le Olimpiadi invernali. L’edizione del 2003 fu la quarta edizione mondiale dopo quelle del 1934, 1948 e 1974. Una prestigiosa cornice, quindi, che fece da sfondo alla medaglia d’argento vinta nel gigante dall’altoatesina Denise Karbon. Su una pista lunga 2118 metri, con un dislivello di 550 metri e 42 porte, la Karbon con la medaglia d’argento iridata contribuì a risollevare le speranze alla squadra azzurra. Dopo il mondiale elvetico, gli sciatori gialloverdi parteciparono a quelli estivi di Forni Avoltri durante i quali le biathlete Katja Haller e Romina Demetz conquistarono la medaglia di bronzo nella staffetta. Risultati che fecero da sfondo anche al passaggio, dopo 78 anni, del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle dalle dipendenze della Scuola Alpina di Predazzo (Trento) alle dipendenze del Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castelporziano (Roma).

I campionati del mondo di atletica, la IX edizione, si svolsero a Parigi e per la squadra azzurra arrivò una medaglia d’oro col finanziere Giuseppe Gibilisco (BOX 44), nell’asta (m.5,90), e due medaglie di bronzo con Stefano Baldini, nella maratona (2h13’18”) e con Martinez Magdelin, nel triplo (14.90m). Il capitano della squadra azzurra fu Nicola Vizzoni, scelto in base al numero di maglie azzurre indossate (Vizzoni è stato anche primatista assoluto di partecipazioni ai Campionati del mondo di atletica leggera con otto partecipazioni ininterrotte dal 1997 al 2011 e con 46 presenze in azzurro. In occasione dei Mondiali 2009, Ivano Brugnetti divenne, per solo un anno, il nuovo capitano della nazionale, ridando poi il titolo al martellista versiliese). Un ruolo che però non gli consentì, in gara, di superare le qualificazioni. Il successo per le Fiamme Gialle arrivò, come abbiamo anticipato, dalla gara di salto con l'asta rappresenta da Giuseppe Gibilisco, un atleta che, fino alla vigilia del mondiale, non aveva mai ottenuto, in un grande evento, posizioni migliori del 10° posto. La sequenza dei salti vedeva l'israeliano Aleksandr Averbukh ed il francese Romain Mesnil, tra i favoriti della vigilia, ma fallirono la qualificazione alla finale in programma nello stadio Saint Denis. In finale Gibilisco non iniziò bene, con due tentativi sbagliati a quota 5.75m, ma il siracusano decise di passare e tenere l'ultimo salto rimasto per i 5.80m. Una mossa che, di primo acchito, sembrava temeraria ma che, in seguito, si rivelò vincente: Gibilisco riuscì a superare al primo tentativo sia i 5.80m che i 5.85m, stabilendo il nuovo primato italiano e battendo il personale di 5.82m. Quando l'azzurro si presentò in pedana per saltare i 5.90m tutti i concorrenti avevano fallito. Gibilisco riuscì a superare la misura al primo colpo, ottenendo il titolo mondiale e stabilendo un ulteriore record italiano e personale. Dietro di lui, unica vittoria italiana nella rassegna parigina, si piazzarono sul podio, rispettivamente, il sudafricano Okkert Brits (5.85m) e lo svedese Patrik Kristiansson (5.85m). Nel mondiale parigino, per le Fiamme Gialle, c’erano pure i finanzieri Daniele Caimmi, sesto nella maratona, Elisa Rigaudo, decima nella 20km di marcia. Alessandro Cavallaro, nei 200m, e Andrea Giaconi, nei 110hs, si fermarono nelle semifinali, come pure gli staffettisti Simone Collio, Massimiliano Donati e Cavallaro nella 4x100m. Quest’ultimi, però, vinsero l’oro, sempre nella 4x100m, durante la Coppa Europa svoltasi a Firenze. Un appuntamento, quello fiorentino, che registrò anche la vittoria della medaglia d’oro nel salto triplo da Fabrizio Donato con un balzo di 17.16m. Dalla Coppa Europa arrivarono pure l’argento nell’asta di Gibilisco (5.70m) ed il bronzo nei 110hs di Andrea Giaconi (13”66). A Bydgoszcz (Polonia), dove si svolsero i campionati europei under 23, Lorenzo Perrone vinse la medaglia di bronzo nei 1500m col tempo di 3’45”05.

I velisti gialloverdi, intanto, presero parte al Campionato Europeo di J24 svoltosi a Porto Rotondo e l’equipaggio dei finanzieri Luigi Ravioli, Ercole Petraglia, Roberto Casentino, Sergio Sbrana e Vittorio Rosso vinse una strepitosa medaglia di bronzo. La vela Fiamme Gialle, inoltre, grazie all’elevato livello tecnico raggiunto nella specialità del match race, con i finanzieri Paolo Cian (timoniere), Pierluigi Fornelli, Guido Antar Vigna, Santino Brizzi, Francesco De Vita e Massimo Paradiso, divenne la struttura portante dell’equipaggio del Consorzio italiano Mascalzone Latino che partecipò all’edizione 2002-2003 della Coppa America disputatasi nelle acque di Auckland (Nuova Zelanda). Il 2003 fu anche l’anno in cui entrò nel novero di quelle praticate dalle Fiamme Gialle anche la disciplina dei tuffi introdotta con l’arruolamento di Tania Cagnotto e Maria Elisabetta Marconi, due atlete tra le più rappresentative in campo nazionale e internazionale poiché, da tempo, facevano parte stabilmente della rappresentativa nazionale.

Alberto Castagnetti, commissario tecnico azzurro, convocò per gli Europei di nuoto in vasca corta, che si svolsero a Dublino (Irlanda), una nazionale giovane composta da 22 atleti (12 donne e 10 uomini), tra cui i finanzieri Christian Galenda, Lorenzo Vismara, Sara Parise e l’allieva finanziere Francesca Segat. Fu proprio quest’ultima, nei 200 farfalla, a vincere una strepitosa medaglia d'argento, dietro all’ungherese Eva Risztov (oro col tempo di 2.06.72), ed a fissare il nuovo primato italiano 2.07.12 (il precedente record apparteneva sempre all’atleta veneta che lo nuotò a Camogli nel 2002). Per l'atleta, da poco nelle Fiamme Gialle, fu un altro successo da registrare e da aggiungere a quello di prima nuotatrice italiana, e gialloverde, a salire sul podio in un campionato europeo in vasca corta. Sempre da Dublino arrivò, dai 100 stile libero, anche la medaglia di bronzo vinta da Christian Galenda, mentre l’oro andò all’'olandese volante Pieter Van Den Hoogheband.

Galenda, che aveva rinunciato alla semifinale dei 100 misti per meglio adoperarsi in questa al passaggio di metà gara, si piazzò a solo un centesimo da Filippo Magnini (argento) e chiuse in terza posizione col tempo di 47.77.

L’anno per il karate Fiamme Gialle si concluse col successo alla Golden League di tre atleti: Salvatore Loria (kumite individuale), Luca Valdesi (kata individuale.) e ancora Valdesi insieme a Lucio Maurino (kata a squadre) i quali dominarono la prestigiosa rassegna internazionale itinerante che comprendeva quattro tornei open a punteggio: Olanda (Rotterdam), Italia (Milano), Germania (Bonn) e Francia (Parigi). Il successo nella Golden League di fine stagione non fece altro che riconfermare quanto i finanzieri avevano saputo fare durante i Campionati Europei di Brema nei quali Valdesi era riuscito a vincere, per il quarto anno consecutivo, il titolo europeo di kata individuale ed a confermarsi, per il secondo anno, insieme a Lucio Maurino ed al carabiniere Vincenzo Figuccio, campione d’Europa nel kata a squadre. Nella stessa gara, Salvatore Loria ottenne nel kumite l’argento nella categoria dei 75kg. Nel tiro a segno, invece, fu un anno storico poiché il finanziere Francesco Bruno conquistò la prima medaglia d’oro nella Coppa del Mondo con la pistola libera.

La canoa tornò, dopo sette anni, sul bacino olimpico di Atlanta nel quale si disputò il mondiale valido per la qualificazione olimpica. Solo il K2 1000 di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi, arrivando quinto, si qualificò per i Giochi di Atene 2004. Tra gli junior, invece, il giovane Cristian Savoia strabiliò tutti conquistando prima il titolo di Campione d’Europa, nella canadese monoposto, e dopo il titolo di Campione del Mondo di canoa Maratona, sempre nella canadese monoposto, sulla distanza di 22km e con tre trasbordi che gli consentono di distaccare gli avversari quando ancora era a metà gara.

Il 2003 fu anche l’anno durante il quale il canottaggio e la canoa gialloverde celebrarono cinquant’anni di storia sportiva e non solo poiché; oltre a 50 anni di vita agonistica e umana gialloverde vissuta tra Gaeta e Sabaudia, furono ricordate, attraverso eventi ed incontri, storiche regate, aneddoti personali e passioni che caratterizzarono negli anni l’impegno nello sport del remo e della pagaia. Oltre alle celebrazioni, per il remo gialloverde arrivarono pure alle qualificazioni olimpiche che si svolsero durante i Campionati del Mondo in programma a Milano. L’Italia del direttore tecnico Giuseppe La Mura, dopo aver disputato il mondiale, qualificò nove barche, una in più del 2000: staccarono il pass per le Olimpiadi di Atene 2004 “singolo”, “doppio”, “quattro di coppia”, “due senza”, “quattro senza” e “otto” maschili assoluti; “doppio” e “quattro senza” pesi leggeri maschili; “doppio” femminile assoluto. Ma dai mondiali milanesi, i primi organizzati in Italia, arrivarono anche le medaglie d’argento nel “doppio”, col finanziere Alessio Sartori, ed il bronzo nel “quattro senza” con a bordo Catello Amarante.

Durante il Campionato del Mondo di judo, svoltosi ad Osaka in Giappone, il finanziere Ylenia Scapin, vinse la medaglia di bronzo nella categoria dei -63kg, mentre l'oro andò all'argentina Daniele Krukower e l'argento alla cubana Drulis Gonzales. La Scapin vinse pure la medaglia d’oro ai Giochi Mondiali Militari che conclusero la stagione agonistica estiva.

La terza edizione dei Giochi Mondiali Militari, dopo Roma 1995, Zagabria 1999, si svolse nuovamente in Italia, a Catania, ed alla loro organizzazione parteciperanno anche gli uomini della Guardia di Finanza. Fu un appuntamento al quale parteciparono circa 3.500 atleti con le stellette in rappresentanza di 86 Paesi, impegnati in 13 discipline sportive. Massiccia fu la presenza dei finanzieri che contribuirono, in maniera incisiva, al raggiungimento della terza posizione dell’Italia nel medagliere per nazione che vide la vittoria della Russia, con 108 medaglie (33 oro, 39 argento, 36 bronzo), al secondo posto la Cina con 60 medaglie (31 oro, 16 argento, 13 bronzo) ed al terzo l’Italia con 61 medaglie (25 oro, 14 argento, 22 bronzo).