2002 | Isolde Kostner vince la prima medaglia olimpica femminile

Il finanziere Isolde Kostner in azione nella gara olimpica di Salt Lake City 2002, dove vinse la medaglia d'argento nella discesa libera. Il finanziere Isolde Kostner in azione nella gara olimpica di Salt Lake City 2002, dove vinse la medaglia d'argento nella discesa libera. Foto archivio Fiamme Gialle

Dalla giapponese Nagano le Olimpiadi Invernali si spostarono in America, a Salt Lake City località situata nello Stato dello Utah. Fu il primo grande evento mondiale dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre e la paura di nuovi attentati costrinse gli organizzatori ad adottare misure di sicurezza che risultarono “asfissianti”. Quella di Salt Lake City, purtroppo, passò alla storia come un'edizione segnata da scandali, come la corruzione di alcuni membri del CIO, per ottenere l'assegnazione dei Giochi, mentre anche alcuni sportivi davano pessima prova di sé come il tedesco naturalizzato spagnolo Muehlegg e le russe Lazutina e Danilova che furono trovati positivi all'antidoping dopo aver vinto ori in serie nello sci di fondo.

L’edizione 2002 si concluse, però, anche col passaggio della bandiera olimpica dalle mani del Sindaco della città dello Utah a quelle del sindaco di Torino che, nel 2006, ospiterà l'importante evento sportivo. Per quanto riguarda i risultati, le Olimpiadi si conclusero, in ogni modo, in maniera piuttosto positiva per gli atleti italiani che tornano a casa con ben 12 medaglie (4 ori, 4 argenti, 4 bronzi) e, tra queste, due d’argento e una di bronzo furono vinte da alcuni dei diciotto atleti gialloverdi presenti nella Delegazione italiana. Il primo argento arrivò dalla discesa libera nella quale il finanziere Isolde Kostner, portabandiera della Delegazione Olimpica Italiana, vinse la medaglia d'argento. Meglio della campionessa altoatesina fece la poderosa francese Carole Montillet, che vinse la medaglia d'oro, mentre il bronzo fu vinto dalla forte austriaca Renate Goetschl (la Kostner partecipò anche alla gara del supergigante, dove si piazzò 13esima). Dal fondo Cristian Zorzi, conosciuto anche con l’appellativo di "Zorro", per il suo carattere esuberante e per l'assonanza col cognome, ottenne la medaglia di bronzo nella gara sprint – in questa gara Freddy Schwienbacher si piazzò quinto – e vinse quella d’argento, dietro alla Norvegia, nella staffetta 4x10 km (Zorro partecipò anche alla 30 chilometri a tecnica libera dove si piazzò decimo). Nello slalom gigante Massimiliano Blardone si fermò in ottava posizione, troppo lontano da un podio che, seppur giovane, già sognava di agguantare. Della spedizione olimpica fecero parte anche I finanzieri: Michela Ponza (biathlon: 11° staffetta 4x7,5km insieme alla gialloverde Katja Haller; 38° 10km inseguimento); Fabrizio Tosini (11° nel bob a due, 19 nel bob a quattro insieme ai finanzieri Massimiliano Rota e Andrea Pais Da Libera); Alessandro Fattori (13° nella combinata, 19° nella discesa libera); Denise Karbon (14° nello slalom gigante); Lucia Recchia (18° nella combinata e 24° nella discesa libera); Renè Cattarinussi (biathlon: 20° nella 12,5km a inseguimento, 21° nella 20km individuale, 22° nella 10km sprint e 16° nella staffetta 4x7,5km insieme alle finanzieri Paolo Longo e Devis Da Canal); Cristian Saracco (28° nella 15km TC); Roberto Cecon (19° nel salto speciale K90 e K120); Paolo Longo (biathlon: 33° 20km individuale e 49° 10km sprint); Kristian Ghedina (35° nella discesa libera).

Sul fronte logistico, l’inizio del 2002 coincise anche con il trasferimento definitivo delle sedi del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, del Gruppo Polisportivo Fiamme Gialle, con il I Nucleo Atleti (atletica leggera) ed il II Nucleo Atleti (nuoto, judo, karate, tiro a segno), dalla Caserma Piave di Lido di Ostia e dal Centro Logistico di Villa Spada di Roma alla moderna struttura ubicata a Castelporziano compresa in una vasta area racchiusa tra l’omonima tenuta del Presidente della Repubblica e il parco naturale della pineta di Castelfusano, a pochi chilometri dalla Capitale e dai resti archeologici di Ostia Antica. Fu un avvenimento che, per le Fiamme Gialle, è da considerarsi storico poiché era dagli anni '60 che lo sport gialloverde aveva "casa" tra Lido di Ostia, in via delle Fiamme Gialle, e Roma. Un trasferimento logistico avvenuto, quindi, perché la struttura di Castelporziano, moderna ed efficiente, offriva con i suoi impianti ampie prospettive di miglioramento e di crescita delle varie attività di cui si occupa il Centro Sportivo. La struttura mise a disposizione dello sport gialloverde una palestra per l’atletica leggera, con annessa pista indoor attrezzata anche per i salti, una palestra con tatami, riservata alle discipline del judo karate, una piscina olimpica coperta, con possibilità di poterne ricavare, attraverso un pontone divisorio, due da 25 metri cadauno, ed un campo da calcio, con annessa pista per l’atletica, ed area riservata ai lanci.

Tornando all’agonismo, il karate vinse a Madrid (Spagna), dopo un’assenza lunga otto anni, il titolo di Campione del Mondo, il quarto di ogni epoca, grazie al finanziere Giuseppe Di Domenico. Al titolo mondiale vanno aggiunte altre due medaglie di bronzo che furono vinte da Luca Valdesi e Lucio Maurino nella gara a squadre di kata. La stagione d’oro per i karatechi Fiamme Gialle, anche prima di Madrid, era già stata assicurata dagli Europei di Tallin durante i quali gli stessi Di Domenico (kumite), Valdesi (kata) e la squadra di kata (Valdesi, Maurino, Figuccio quest’ultimo del CS Carabinieri), avevano vinto il titolo continentale mentre Salvatore Loria e Lucio Maurino erano arrivati al secondo posto. Grazie alle numerose affermazioni a squadre e individuali il Gruppo Karate Fiamme Gialle fu insignito di due importanti riconoscimenti: il “Gran Premio FIJLKAM”, ricevuto dalle mani del presidente del CONI Giovanni Petrucci, e la Stella di Bronzo al Merito Sportivo del CONI per l’anno 2000 consegnata dall’On. Mario Pescante.

L’anno agonistico del judo venne scandito, invece, dai successi ottenuti agli Europei Junior durante i quali la giovanissima Camilla Magnolfi vinse la medaglia d’oro nella categoria dei -48kg; ai Mondiali Universitari, dove Antonia Cuomo ottenne la medaglia di bronzo nella categoria dei - 52kg, e dai mondiali militari, che si svolsero a Pechino (Cina), da dove arrivarono due medaglie d’oro grazie a Michele Monti e Ylenia Scapin, una d’argento individuale vinta da Lucia Morico, una a squadre ottenuta da Giovanni Carella, Salvatore Allegra e Michele Monti, ed una di bronzo, sempre a squadre, agguantata da Lucia Morico e Ylenia Scapin. In ambito nazionale, invece, la squadra femminile delle Fiamme Gialle, alla sua prima partecipazione, vinse il campionato italiano a squadre durante i tricolori di Torino (fino ad oggi le ragazze hanno vinto ben 5 scudetti e l'ultimo è del 2009 a Prato).

Nel nuoto fu ancora Luca Baldini a recitare la parte del protagonista per i colori gialloverdi poiché, ai mondiali di fondo stile libero di Sharm el Sheikh (Egitto), vinse la medaglia d’oro nella gara individuale dei 5km, battendo il compagno di casacca Stefano Rubaudo (argento), e quella a squadre insieme a con Rubaudo e con Viola Valli, tesserata col Varese Olona, SNAM San Donato.

In Germania, la settimana prima degli europei di atletica di Monaco di Baviera, a Berlino, nel bacino fluviale di Postdam, si svolsero i campionati europei di nuoto. Nelle competizioni di fondo e nuoto, per le Fiamme Gialle erano presenti i big del momento tra cui Luca Baldini il quale vinse, in solitario, la medaglia d’oro nella 5km di fondo, in 55'35, relegando sul secondo gradino del podio il primo avversario Lurz, a più di mezzo minuto, ed al terzo gradino il finanziere Stefano Rubaudo che si dovette contentare del bronzo. Baldini conquistò pure il bronzo nella 10km dietro al russo Diattchine e al connazionale Koshkarov. Bronzo inaspettato anche per la staffetta 4x100 maschile che, lanciata dai grandissimi Lorenzo Vismara, artefice anche dell’argento nei 200 rana, e Christian Galenda, fu preceduta solo dalla squadra tedesca e da quella svedese. Sempre in Germania, a Riesa, si svolsero i Campionati Europei indoor e sprint, in vasca corta, ed fu ancora Lorenzo Vismara artefice della medaglia d’oro nei 100 stile libero e dell’argento, insieme a Christian Galenda, nella staffetta 4x50 stile libero, e nei 50 stile libero.

La stagione agonistica dell’atletica leggera si aprì, invece, col campionato europeo indoor, svoltosi a Vienna (Austria), durante il quale il triplista Fabrizio Donato si aggiudicò nel triplo il 4° posto con la misura di 16.90m. Nello stesso evento Andrea Bettinelli e Giuseppe Gibilisco si fermarono, rispettivamente, nelle qualificazioni del salto e dell’asta. Ad Annecy (Francia) si disputò la Coppa Europa durante la quale Fabrizio Mori, nei 400hs, sbaragliò gli avversari e vinse l’oro col tempo di 48”41, mentre vinsero la medaglia d’argento Giuseppe Gibilisco nell’asta e Fabrizio Donato nel triplo. Medaglia di bronzo, e record italiano col tempo di 13"35, per Andrea Giaconi stabilito il 23 giugno 2002 nei 110hs (nel 2011 il record era ancora attuale). Bronzo pure per Alessandro Cavallaro nella 4x100m, mentre ai piedi del podio, quarti, si piazzarono: Marco Mazza, nei 5000m, e Ester Balassini, nel martello. Finito il nuoto, quindi, arrivò in Germania, a Monaco di Baviera, l’atletica leggera per disputare il Campionato Europeo da dove arrivarono tre quarti posti: Fabrizio Mori nei 400hs, Fabrizio Donato, nel triplo, e Daniele Caimmi nella maratona. Le altre posizioni di rilievo furono: il sesto posto nel martello per Ester Balassini, il settimo posto per Marco Mazza nei 10000m, l’ottava e la decima posizione, rispettivamente, di Salvatore Vincenti e Michele Gamba nei 5000m, decima posizione pure per l’astista Giuseppe Gibilisco.

La canoa non brillò nelle gare del mondiale di Siviglia (Spagna), ma vinse la medaglia di bronzo ai Campionati Europei Assoluti di velocità col K4 500 nel quale erano inseriti Andrea Facchin ed il fuoriclasse Antonio Rossi. Alla fine della stagione agonistica uscì di scena, per limiti di età, il maresciallo Giampaolo Tronchin, che dal 1976 guidava, tra alterne vicende, le sorti della canoa Fiamme Gialle, ed al suo posto venne inserito il maresciallo Massimo Mesiano, già pagaiatore gialloverde negli anni ’80.

Il 2002 iniziò, per il canottaggio, con la prima partecipazione, con un “otto fuoriscalmo” tutto Fiamme Gialle, alla mitica regata the head of the river race che si svolge ogni anno a Londra. Un evento che elettrizzò tutto l’ambiente poiché è una competizione che si corre, tra mito e leggenda, sulle acque del Tamigi. Una gara lunga più di sette chilometri cui partecipano 400 equipaggi provenienti da tutto il mondo con 3600 vogatori in acqua. Uno spettacolo indimenticabile del quale furono protagonisti i finanzieri Paolo Loriato, Luca Agamennoni, Sergio Canciani, Valerio Pinton, Rosario Gioia, Dario Lari, Alessio Sartori, Simone Raineri ed al timone Vincenzo Di Palma che alla fine si classificò al 10° posto (l’ammiraglia gialloverde vi prese parte nuovamente nel 2003, settima, nel 2005, terza, nel 2006, seconda, mentre nel 2007 affondò a causa delle condizioni proibitive. Dopo l’affondamento della barca gialloverde, e di quelle di altre squadre, l’organizzazione in maniera tardiva e maldestra annullò la regata).

In ambito italiano, invece, Il legame tra le Fiamme Gialle ed canottaggio partenopeo fece sì che il CRV Italia, una tra le società partenopee più antiche, invitasse a partecipare alla Coppa Lysistrata, regata antichissima e prestigiosa, anche un equipaggio gialloverde. La decisione di parteciparvi fu rapida, e per niente sofferta, e fu varato un “otto jole” composto dai finanzieri Bruno Pasqualini, Paolo Loriato, Rosario Gioia, Andrea Rebek e dagli atleti civili Venier Simone, Andrea Tranquilli, Manuel Milanese, Daniele Mancini e dal finanziere Vincenzo Di Palma al timone. La formazione si preparò meticolosamente ed il giorno della gara l’equipaggio scattò subito in partenza e sul traguardo si presentò primo davanti al Circolo Canottieri Aniene, che aveva vinto l’edizione 1994, ed al Circolo Nautico Posillipo che non vinceva dal 2000.

Ai mondiali assoluti e pesi leggeri, che si tennero nelle acque spagnole del Guadalquivir, a Siviglia, l’”otto” pesi leggeri, con a bordo i finanzieri Nicola Moriconi, Carlo Grande, Stefano Fraquelli, Bruno Pasqualini, Marco Paniccia e Vincenzo Di Palma, dopo 11 anni di assenza dal gradino più alto del podio vi fece ritorno vincendo l’oro e consacrando anche la bravura del tecnico gialloverde Rocco Pecoraro che seguì tutta la preparazione tecnica a Sabaudia. Da Siviglia arrivarono anche una medaglia d’argento nel “doppio”, con Agostino Abbagnale, ed un bronzo vinto da Simone Raineri nel “quattro di coppia”. Nei pesi leggeri, oltre alla medaglia vinta nell’”otto”, l’Italia vinse anche l’argento nel “quattro senza” sul quale era imbarcato l’allievo finanziere Catello Amarante (tutti i finanzieri impegnati nel mondiale, dopo aver saputo della tragica scomparsa del collega e atleta azzurro Gabriele Benincà, avvenuta contemporaneamente allo svolgimento del mondiale, gareggiarono con la maglia azzurra listata a lutto). Una sorpresa inaspettata arrivò, invece, dal mondiale junior svoltosi a Trakai (Lituania) durante il quale Simone Venier conquistò l’attesa medaglia d’oro nel “quattro di coppia”, mentre Andrea Tranquilli, appena sedicenne ed al secondo anno nella categoria ragazzi, vinse a sorpresa l’argento nell’”otto” junior dove vogava al quinto carrello. Un risultato che mise in luce, ancora più incisivamente, la preparazione svolta nella Sezione Giovanile e la conseguente crescita del settore a livello internazionale.

Nella vela le regate internazionali videro, invece, una sempre maggiore presenza di velisti Fiamme Gialle tra le primissime posizioni come avvenne nel mondiale di Riva del Garda, dove Ernesto Angeletti vinse l’argento nel 470, o in quello che si tenne negli Stati Uniti durante il quale Diego Negri, nella classe Laser, sfiorò il podio arrivando quarto. In Irlanda, invece, nell’europeo del J24 l’equipaggio formato da Enzo Di Capua, Ercole Petraglia, Ernesto Angeletti, Romolo Emiliani e Andrea Casale, tra strambate e boline, si aggiudicò una prestigiosa medaglia di bronzo. In Norvegia, infine, nell’Europeo 49er i Sibello brothers, Piero e Gianfranco, si piazzarono ai piedi del podio.