2001 | Le Fiamme Gialle si tingono di rosa: arrivano le prime atlete

Tra gli atleti delle Fiamme Gialle arrivano anche le donne. Le prime ad essere arruolate furono le sciatrici, seguite nello stesso anno dalle atlete degli sport estivi. Nella foto di gruppo, il colonnello Gianni Gola, al centro, con le atlete, da sinistra: Ester Balassini (atletica leggera), Giusy Spilotro (tiro a segno), Laura Maddaloni, Antonia Cuomo (judo), Sara Parise (nuoto) Ylenia Scapin e Lucia Morico (judo) (Lido di Ostia 2001) Tra gli atleti delle Fiamme Gialle arrivano anche le donne. Le prime ad essere arruolate furono le sciatrici, seguite nello stesso anno dalle atlete degli sport estivi. Nella foto di gruppo, il colonnello Gianni Gola, al centro, con le atlete, da sinistra: Ester Balassini (atletica leggera), Giusy Spilotro (tiro a segno), Laura Maddaloni, Antonia Cuomo (judo), Sara Parise (nuoto) Ylenia Scapin e Lucia Morico (judo) (Lido di Ostia 2001) Foto archivio Fiamme Gialle

L’anno è caratterizzato dalla novità assoluta dell’arruolamento delle atlete nelle varie discipline sportive. Le prime ad entrare nel Corpo furono Denise Karbon, Lucia Recchia (alpino) e Cristina Kelder (fondo). Durante il 20101 fecero il loro ingresso, nelle discipline invernali, anche Romina Demetz, Katja Haller e Michela Ponza nel biathlon; Miriam Gschnitzer, Barbara Kleon, Monica Knapp, Isolde Kostner, Claudia Morandini, Emma Elisa Pezzedi, Magdalena Planatscher e Sonia Vierin nell’alpino; Daniela Piller e Stephanie Santer nel fondo. Nelle discipline estive, invece, le prime atlete a varcare la soglia dello sport gialloverde furono Ylenia Scapin (judo) e Erika Spinello (canottaggio).

Fu proprio l’allieva finanziere altoatesina, della Val Gardena, Isolde Kostner ad osare ove nessuno italiano era mai riuscito conquistando, sulla pista svedese di Aare, il titolo della discesa libera femminile. L'atleta vinse, infatti, la Coppa del Mondo 2000-2001 nell'ottava e ultima gara. Oltre a questa affermazione, che pose tutto il mondo dello sci gialloverde in fibrillazione per le future stagioni agonistiche, spiccò anche quanto accadde a Pokljuka, in Slovenia, città conosciuta soprattutto per le annuali gare della Coppa del Mondo di biathlon, disputate nello stadio ubicato a circa 20 km da Bled, ma anche per aver ospitato i campionati del mondo di biathlon proprio nel 2001. Fu un mondiale straordinario per l’Italia grazie alla medaglia d’argento vinta nella 10km sprint dal finanziere Renè Cattarinussi che si piazzò alle spalle del russo Pavel Rostovcev.

Cattarinussi, originario di Forni di Avoltri, oltre all’argento si piazzò decimo nella 15km partenza in linea. Un’altra medaglia d’argento arrivò da Cristian Zorzi (BOX 41) che, a Lathi (Finlandia), si impose nella Ko sprint a tecnica libera chiudendo secondo dietro al norvegese Tore Arne Hetland.

Fu un risultato strabiliante e sorprendente se si pensa che i paesi scandinavi erano zeppi di buoni atleti. Ma il mondiale di Lathi sarà ricordato anche per il doping di squadra della Finlandia, che di questo sport ne faceva una ragione di vita, con gli atleti Jari Isometsae, Janne Immonen, Harri Kirvesniemi, Mika Myllylae, Virpi Kuitunen e Milla Jauho, tutti e sei a medaglia, e tutti e sei dopati come fino ad allora nessun fondista nella storia. La Finlandia, dal mondiale 2001, subì una crisi soprattutto nel settore maschile dalla quale ne uscì solo dopo molti anni grazie a Sami Jauhojaervi e Matti Heikkinen, quest’ultimo oro mondiale nel 2011 nella 15km a tecnica classica ad Holmenkollen (Norvegia).

Per quanto riguarda il mondo dell’atletica leggera, ad Edmonton, in Canada, dove si disputarono I Campionati del Mondo, il Colonnello Gianni Gola, presidente della Fidal che sarà rieletto per la quinta volta consecutiva per il quadriennio 2001-2004, venne eletto membro del Council della IAAF; nella stessa assise la IAAF, pur mantenendo la sigla, cambiò nome e cioè da “International Amateur Athletic Federation” divenne “Internazional Association Athletic Federation”. Per quanto riguarda le gare, disputate invece al Commnwealth Stadium, vanno evidenziati gli ennesimi ostacoli superati da Fabrizio Mori che, dopo aver vinto il mondiale nel 1999, a distanza di due anni tornò sul podio e vinse l’argento, col tempo di 47”54 – nuovo record nazionale –, alle spalle del dominicano Félix Sánchez che, con 47”49, fissò il nuovo record mondiale stagionale. Oltre all’argento di Mori spicca anche il podio mancato per il martellista Nicola Vizzoni che, lanciando l’attrezzo a 80.14m, si piazzò quarto per soli 13 centimetri dietro al bielorusso Ilya Konovalov bronzo e record personale stagionale con la misura di 80.27m. Nella 50km di marcia il finanziere Marco Giungi si piazzò ottavo fermando il cronometro a 3h51’09”. Marco Mazza, nei 10000m fu 14° mentre nell’asta Giuseppe Gibilisco fallì la qualificazione. A Grosseto, invece, durante gli Europei junior il mezzofondista Cosimo Caliandro salì alla ribalta e vinse una straordinaria medaglia d’oro nei 1500m col tempo di 3’48”48. A Brema, in Germania, nelle gare di Coppa Europa, l’atletica Fiamme Gialle fece incetta di medaglie vincendone ben quattro (due d’oro, una d’argento e una di bronzo) alle quali si aggiunsero altri atleti finalisti. Un successo gialloverde che contribuì a far arrivare l’Italia in terza posizione con 94 punti dietro e Russia e Polonia, rispettivamente, seconda con 97 punti e prima con lo score di 107. A salire sul podio il solito Fabrizio Mori, oro nei 400hs, Alessandro Cavallaro, oro nella 4x100m, Nicola Vizzoni, argento nel martello, e Marco Mazza, bronzo nei 3000siepi. Ad Amsterdam (Olanda), invece, si disputò il Campionato Europeo Under 23 al quale parteciparono numerosi atleti gialloverdi e tra i quali emersero per prestazioni Mattia Maccagnan, vincitore del bronzo nei 10000m e settimo nei 5000m, Giuseppe Gibilisco, bronzo nell’asta, ed il velocista Simone Collio che si piazzò quinto nei 100m col tempo di 10”48.

Nella canoa gialloverde il risultato olimpico dell’anno precedente era già storia e la coppia Beniamino Bonomi e Antonio Rossi decise di prendersi un periodo di riposo. Bonomi, inoltre, fu eletto nel Consiglio federale, come rappresentante degli atleti, e s’impegnò subito per rilanciare l’attività giovanile come, del resto, fecero le Fiamme Gialle. Gli atleti più giovani, cresciuti all’ombra dei due campioni olimpici tardarono ad emergere e lo dimostrarono anche durante il mondiale 2001 di Poznan in Polonia. Il settore maschile, nel mondiale, non riuscì ad andare oltre l’undicesima posizione raggiunta nel K4 500 e 200 con a bordo sempre i “soliti” finanzieri. Nel decennio delle grandi medaglie non emerse nessun atleta di spicco in grado di rimpiazzare I campioni olimpici che, oramai, iniziavano ad avere un’età che superava ampiamente i 30 anni. Ma nella Federazione canoa nessuno sembrò accorgersene e si continuò a puntare sui soliti volti noti.

Le Fiamme Gialle parteciparono anche ai primi Campionati Europei per Club, organizzati a Mergozzo (Novara), e vinsero ben 13 medaglie consolidando, così, la leadership tra i sodalizi sportivi europei ed italiani.

Il 2001 fu anche l’anno dei Giochi del Mediterraneo, la XIV edizione, e Tunisi fu la prima città ad ospitare per due volte la manifestazione (la prima nel 1967). A Tunisi si celebrarono, nel Complesso Olimpico di Radès, anche i 50 anni dei Giochi e si stabilì, con 23 nazioni, anche il record di paesi partecipanti. Gli uomini in gialloverde, come sempre, fecero sentire i loro acuti in tutte le discipline in cui erano presenti. Dalla regina delle discipline stive, l’atletica leggera, arrivò l’oro nell’asta vinto da Andrea Giannini, con un balzo di 5.45m, seguito da Giuseppe Gibilisco il quale, per soli cinque centimetri, si dovette contentare dell’argento. Al podio dell’asta fece eco quello del martello sul quale salì, sul secondo gradino, Nicola Vizzoni che si aggiudicò l’argento con un lancio di 78.49m. Un bronzo arrivò pure dai 400hs grazie a Laurent Ottoz, mentre si piazzò sesto nella 4x400m insieme ad Andrea Barberi (per lui anche un settimo posto nei 400m) e Ashraf Saber. Nei 10000m Marco Mazza sfiorò il podio (4°) col tempo di 29’58”97, mentre Ivano Brugnetti, nella 20km di marcia, e Lorenzo Perrone, nei 1500m, si piazzarono entrambi settimi.

Luciano Di Pardo fu ottavo nei 3000siepi, mentre Cristiano Andrei non andò oltre la nona posizione nel disco. Nel canottaggio il finanziere Simone Raineri, reduce dall’oro olimpico del 2000, vinse la medaglia d’argento nel “due di coppia” assoluto, mentre nel tiro a segno, specialità pistola ad aria compressa da 10 metri, l’inossidabile Roberto Di Donna stravinse l’oro demolendo ad uno ad uno tutti gli avversari.

Successo pure nelle arti marziali presenti ai Giochi del Mediterraneo con gli atleti gialloverdi che nel judo vinsero tre medaglie: un oro, con Ylenia Scapin nella categoria -63 kg (prima medaglia al femminile in ambito internazionale delle Fiamme Gialle), un argento, con Giovanni Carella nei -60kg, e con Michele Monti nei -100 chilogrammi. Dal karate, invece, arrivarono l’argento, negli 80kg, con Salvatore Loria, e due medaglie di bronzo nei +80 kg, con Davide Benetello, e nei 75kg con Corrado Ferrara.

Ma l’anno fu caratterizzato anche dal cambio alla guida tecnica avvenuta nel canottaggio poiché, a metà giugno il tecnico Antonio Maurogiovanni volò in Australia dove, l’anno successivo lasciato il Corpo, entrerà a far parte dello staff tecnico della compagine remiera australiana. Il suo posto fu preso da Francesco Cattaneo, affiancato da Ciro Liguori, mentre Rocco Pecoraro continuò ad occuparsi della Sezione Giovanile. La struttura tecnica, così organizzata, iniziò a far vedere la propria efficacia: il “quattro di coppia” campione olimpico si divise e, mentre Agostino Abbagnale si prese un anno sabbatico, Alessio Sartori, insieme al padovano Rossano Galtarossa, vinse il bronzo nel “doppio” durante i mondiali assoluti di Lucerna. Analogo successo per Simone Raineri che si ritrovò a fare il capovoga in una barca di giovani; negli junior, invece, Simone Venier ai mondiali di Duisburg, conquistò il bronzo nel “quattro di coppia” mentre la giovane Valentina Tranquilli, prima donna della Sezione Giovanile a partecipare ad un mondiale, si piazzò settima nel “quattro senza”. Tra i nuovi arrivi spiccò quello del Finanziere Erika Spinello, prima donna atleta a varcare la soglia del 3° Reparto Atleti, che inizierà l’attività con la maglia gialloverde nel 2002.

Dalle Universiadi di Pechino, città che si stava già preparando per ottenere l’assegnazione dei Giochi Olimpici del 2008, arrivarono dagli atleti gialloverdi che vi presero parte tre medaglie di bronzo ed una d’argento. Le tre di bronzo furono vinte, due nell’atletica leggera: una da Nicola Vizzoni, nel martello, e l’altra da Massimiliano Damati nella 4x100m. La terza, invece, arrivò dal judo con Francesco Lepre, terzo nella categoria dei -90kg. La medaglia d’argento fu vinta dal nuoto col finanziere Luca Badini che si impose nel 1500 metri a stile libero.

Il messinese Luca Baldini si impose, però, anche ai mondiali di Fukuoka (Giappone), nella sua gara preferita, i 5 chilometri di fondo, vincendo la sua prima medaglia d'oro individuale ai mondiali, col tempo di 55”37, e precedendo di quasi un minuto il russo Evgueni Bezroutchenko (2); terzo posto per il connazionale Marco Formentini (3). Sempre dal mondiale, ma in vasca, arrivò a l’oro di Alessio Boggiatto che ottenne la sua più grande vittoria battendo lo statunitense Erik Vendt nella finale dei 400 misti (Boggiatto, durante l’anno, vinse altre due medaglie nell’Europeo indoor di Anversa, Belgio: l’oro nei 400 misti ed il bronzo nei 200 misti). Il Giappone, per i nuotatori gialloverdi, si rivelò quindi una miniera di metallo pregiato poiché, oltre all’oro di Boggiatto e Baldini, arrivarono anche un argento ed un bronzo ad opera del campione olimpico di Sydney Domenico Fioravanti. A mondiali, infatti, Fioravanti nuotò nelle tre finali della rana e vinse la medaglia d'argento sui 100m, subito dietro al russo Roman Sloudnov, e quella di bronzo nei 50m sempre dietro al russo Sloudnov, argento, ed all’ucraino Oleg Lisogor che vinse l’oro col tempo di 27”52.

A livello Europeo successo anche del tiro a segno sia per Roberto Di Donna, che a Pontevedra (Spagna) conquistò il suo secondo titolo continentale individuale nella pistola ad aria compressa da 10 metri, che per Marco De Nicolo il quale, a Zagabria (Croazia), si impose su tutti e conquistò il primo titolo continentale per le Fiamme Gialle, e per se stesso, nella carabina libera a terra. Sempre nel 2001 Marco De Nicolo stabilì, per tre volte, il record italiano con la carabina libera a terra (De Nicolo ripeterà exploit, per due volte, sia nel 2002 che nel 2003).

I karatechi, a livello internazionale, capitanati dall’intramontabile Gennaro Talarico, da Davide Benetello, Salvatore Loria, Luca Valdesi, Lucio Maurino, Corrado Ferrara e Stefano Maniscalco, quest’ultimo nuova stella del firmamento gialloverde, sotto la guida di Claudio Culasso e Marco Lanzilao, si riconfermarono al vertice assoluto sia mondiale che Europeo. Successo anche ai World Games di Akita (Giappone) dove Gennaro Talarico e Salvatore Loria vinsero l’oro, rispettivamente, nei 75 e negli 80 chili. Nella stessa occasione Luca Valdesi, nel kata individuale, e Stefano Maniscalco, nei +80kg, conquistarono la medaglia d’argento. Nel judo, a Madeira in Spagna, la nazionale italiana vinse i campionati europei a squadre grazie anche alle performance individuali di Michele Monti (che vinse pure la medaglia di bronzo ai mondiali nella categoria dei +86 kg) e Orazio D'Allura.

Arrivano anche successi nella vela gialloverde, frutto di programmazione ed investimenti sia in uomini che in mezzi. In Canada, nel mondiale CISM, Luigi Ravioli, Roberto Cosentino, Vittorio Rosso e Fabio Montefusco vinsero l’argento nel “Martin 343”, mentre a Torbole Gabriele Bruni vinse l’oro mondiale nell’H.Tiger. Successo anche in ambito europeo grazie all’equipaggio di Paolo Emilio Cian, Francesco De Vita, Romolo Emiliani, Pierluigi Fornelli e Sergio Sbrana che, in Olanda, conquistarono il titolo di campione europeo nel J24. In Danimarca, infine, Ferdinando Colaninno conquistò la medaglia di bronzo con la star class.

''80 anni da ricordare, nuovi successi da conquistare'', era lo slogan che le Fiamme Gialle scelsero nel 2001 per celebrare gli 80 anni di impegno della Guardia di Finanza nel mondo dello sport facendo risalire l’inizio al 1921, anno della creazione del Gruppo Sciatori di Predazzo e della prima partecipazione al “Trofeo Scudo Nelli” nella marcia. Furono tre giorni di novembre molto intensi, da venerdì a domenica, vissuti a Roma, nel cuore della ''Moderna City'', con tutte le strutture rese disponibili da Eur Spa. Un palcoscenico sul quale sfilarono i campioni che fecero sì che le Fiamme Gialle, in 80 anni di attività sportiva, potessero essere conosciute nel mondo contribuendo, contemporaneamente, al successo dell'Italia nelle discipline di atletica leggera, nuoto, sci, canoa, canottaggio, judo, karate, tiro a segno e vela.