1999 | Mori campione del mondo nei 400hs, mentre Brugnetti vince un argento tramutato in oro

Fabrizio Mori con la medaglia d'oro vinta ai Campionati Mondiali di Siviglia del 1999 Fabrizio Mori con la medaglia d'oro vinta ai Campionati Mondiali di Siviglia del 1999 Foto Paolo Genovesi

Negli sport invernali il Gruppo Sciatori, impegnato con i propri atleti nei circuiti di coppa del mondo, sfiorò il podio nel biathlon durante i mondiali juniores che si svolsero a Pokljuka, in Slovenia. Furono, infatti, i finanzieri Gianni Boninsegna e Yuri Bradanini, frazionisti della staffetta 4x7,5km insieme a Corrado Cianciana e Christian Hofer, a raggiungere il quarto posto, sfiorando il podio, subito dietro alla Germania (bronzo), alla Norvegia (argento) ed alla Svezia (oro).

Per l’atletica gialloverde, e italiana, l’appuntamento con la storia si consumò, invece, a Siviglia dove, dal 21 al 29 agosto, si disputò la settima edizione dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera. Un appuntamento al quale Fabrizio Mori (BOX 37) fu puntuale e vinse la prima medaglia d’oro nei 400hs che fu anche il primo titolo mondiale della storia dell’atletica italiana e per quella delle Fiamme Gialle. A questo mondiale si aggiunse l’argento per Vincenzo Modica (maratona), per il finanziere Ivano Brugnetti (marcia 20km) e per Fiona May (lungo). Il finanziere Mori, pur tagliando il traguardo per primo in pista, dovette resistere agli attacchi dei francesi anche fuori della pista poiché la Francia, per una presunta invasione di corsia da parte dell’atleta della Guardia di Finanza, aveva costretto la federazione internazionale di atletica a convocare la giuria di appello per dirimere il reclamo che fu respinto e Fabrizio Mori, nella gara dei 400hs, entrando nella storia sportiva mondiale, potrà anche raccontare di avere conquistato la stessa medaglia per due volte consecutive poiché, tra oro e ricorsi, la partecipazione di Mori ai Mondiali di Siviglia sarà ricordata così: in semifinale era stato squalificato e poi riammesso; in finale vinse rischiando di perdere e vinse di nuovo. Mori stabilì anche il primato italiano con 47”72 che fu la migliore prestazione stagionale assoluta ed il suo tempo rimane ancora oggi il 12esimo di sempre.

Ma l’appuntamento con la storia arrivò, seppur in ritardo, anche per Ivano Brugnetti poiché nel suo palmarès egli può vantare anche il titolo mondiale sui 50km di marcia, assegnatogli dopo la squalifica per doping del russo German Skurygin. Il russo, infatti, fu il primo a tagliare il traguardo ai mondiali di Siviglia mentre Brugnetti si piazzò secondo: sul podio fu premiato con la medaglia d'argento. Solo due anni dopo, ratificata la squalifica del russo, Brugnetti venne dichiarato campione del mondo per gli annali statistici. Da sottolineare pure che, dopo quei mondiali, la carriera agonistica di Brugnetti fu travagliata da infortuni poiché, non riuscendo più ad ottenere risultati di alto livello nella 50km, decise di concentrarsi sulle distanze inferiori: la scelta si rivelò vincente ed ai Giochi olimpici del 2004 divenne campione olimpico. Oltre alle due medaglie, vi furono anche altri piazzamenti interessanti come il settimo posto nel martello di Nicola Vizzoni, il sesto posto nella 50km di marcia di Arturo Di Mezza ed il 10° posto nella maratona da parte di Daniele Caimmi.

Il mondiale fu anticipato anche dal Meeting Iaaf Japan Grand Prix, svoltosi a Osaka (Giappone) l’8 maggio 1999, durante il quale, nel giavellotto, il ceco Jan Zelezny vinse la medaglia d’oro con la misura di 87.57m, davanti Mich Hill (Gran Bretagna) argento con 84.94m, ed al finanziere Carlo Sonego, bronzo con 84.60m. Una misura che a Sonego valse anche come primato italiano assoluto nel giavellotto. Nella Coppa Europa parigina furono ancora i finanzieri a contribuire al medagliere dell’Italia con l’oro vinto da Salvatore Vincenti, nei 3000m, col tempo di 7’59”12, ed ancora da Fabrizio Mori che si impose nei 400hs col tempo di 48”68 (Mori nella 4x400m si fermo in sesta posizione). Nel martello Nicola Vizzoni, con un lancio di 75.74m, si fermò ai piedi del podio, quarto, mentre Carlo Sonego non andò oltre la quinta posizione con un modesto lancio di 76.43m.

Il finanziere Daniele Caimmi, a Siviglia, nella gara a squadre di Coppa del Mondo, vinse la medaglia d’oro piazzandosi pure decimo nella maratona. A Riga, in Lettonia, la giovane promessa del fondo italiano, Mattia Maccagni, vinse la medaglia di bronzo nei 5000m col tempo di 14’12”51.

Anche per la vela Fiamme Gialle il 1999 è l’anno della vittoria del primo Campionato Europeo, disputato a Mondello (PA), e vinto nella classe J/24 dal primo equipaggio gialloverde composto da Luigi Ravioli, al timone, Francesco De Vita, alle scotte, Roberto Cosentino, alle drizze, Fabio Montefusco, a prua, ed Ernesto Angeletti randista e tattico. Il secondo J/24, delle Fiamme Gialle, conquistò, invece, la medaglia d’argento con un equipaggio formato da Ercole Petraglia, Andrea Ribolli, Sergio Sbrana, Vittorio Rosso e Romolo Emiliani.

Per il finanziere Domenico Fioravanti arrivò la conferma di essere entrato a far parte della ristretta elite mondiale della rana grazie alla vittoria della medaglia d'argento. Una medaglia vinta nei 100 rana durante i mondiali di nuoto in vasca corta, svoltisi a Hong Kong, e completata dal quinto posto nei 50 rana. Agli europei di Istambul (Turchia), di fine luglio, entrò anche in quattro finali: quella della staffetta mista e le tre della rana, dove nei 100m vince la sua prima medaglia d'oro europea, mentre l'annata fu resa ancora più positiva dalla conquista di altri nove campionati italiani tra rana e staffette. A Istambul, con Fioravanti, si mise nuovamente in luce pure Lorenzo Vismara, argento nella staffetta 4x100 stile libero (Vismara fu bronzo anche agli europei in vasca corta di Lisbona nei 50 stile libero), e l’inossidabile Luca Baldini che, nel fondo 5km, vinse la medaglia di bronzo.

Podio pure per Klaus Lazzarini che, durante le Universiadi di Palma de Majorca, conquistò il bronzo nella staffetta 4x200 stile libero.

Nel tiro a segno, il campione olimpico Roberto Di Donna, più volte insignito dell’appellativo di “atleta dell’anno” ed in preparazione per la partecipazione ai Giochi di Sydney, partecipò agli europei individuali di Arnhem (Paesi Passi) e, nella sua gara classica della pistola ad aria compressa da 10 metri, vinse il titolo continentale. Marco De Nicolo, medaglia di bronzo a squadre ai campionati mondiali ’98, conquistò l’argento all’europeo francese di Bordeaux divenendo vicecampione europeo a squadre di carabina libera a terra.

Il judo Fiamme Gialle non perse occasione per divenire protagonista in ogni ambito e, in particolar modo, negli europei ritenuti tra le più importanti manifestazioni continentali di judo ed organizzati dall’European Judo Union. In questo contesto, agli europei a squadre di Istambul, i finanzieri Gianni Carella, Girolamo Giovinazzo e Michele Monti vinsero la medaglia di bronzo, mentre a livello individuale, a Lido di Ostia, Salvatore Allegra conquistò l’argento nei -90kg, mentre Giovanni Casale vinse il bronzo nella categoria dei -66 kg.

Nel karate la riconferma dei due titoli italiani a squadre, in entrambe le specialità del kata e del kumite, fu da ritenersi eccellente per la stagione agonistica 1999. Col titolo italiano di kumite a squadre il settore karatè ottenne anche il diritto di indossare sulla kimono la stella che attesta la conquista di dieci scudetti. L’ulteriore conferma del momento magico per il team Fiamme Gialle di kumite, fu successivamente la conquista del titolo di vicecampione europeo, ottenuto a Parigi, durante la Coppa Europa per Club: la squadra gialloverde si piegò in finale, di stretta misura, solo alla squadra di casa, il SIK campione d’europea uscente. A livello individuale, invece, va messo in risalto la conferma del titolo di campione d’Europa da parte di Gennaro Talarico, oramai leggenda del karate italiano, ottenuto ad Evia, Grecia, nella categoria dei 75 Kg.

Nell’anno si svolse pure la seconda edizione dei Giochi Mondiali militari. L’evento, il primo sotto la presidenza del CISM del Colonnello Gianni Gola, si tenne a Zagabria (Croazia) e l’Italia si piazzo terza nel medaglie per nazione con 57 medaglie (16 d’oro, 20 d’argento e 21 di bronzo). Anche questa edizione ebbe una forte presenza di finanzieri che furono protagonisti in tutte le discipline previste dal programma. I Giochi di Zagabria ospitarono, per la prima volta, anche le gare di canoa e canottaggio che si svolsero sulle acque del bacino artificiale dello Jarun.

Per il canottaggio il mondiale del 1999, che si svolse a St. Catharines (Canada), fu quello delle qualificazioni olimpiche e l’Italia staccò il biglietto per Sydney 2000 in otto specialità maschili (due nei pesi leggeri e sei negli assoluti). Dal mondiale canadese gli atleti gialloverdi riportarono a Sabaudia la medaglia d’oro vinta Michelengelo Crispi, nel “doppio”, e quella di bronzo vinta nell’”otto” pesi leggeri da Carlo Grande, Stefano Fraquelli, Bruno Pasqualini e Marco Paniccia.

Delusione nel “quattro di coppia” che finì il mondiale, pur qualificando la barca, al settimo posto.

Mentre le Olimpiadi si avvicinavano, nella Sezione Giovanile di canottaggio le donne fecero il loro ingresso ufficiale nella squadra giovanile. La prima atleta fu Valentina Tranquilli la quale fu anche la prima atleta a vestire più volte la maglia azzurra ed a partecipare ai mondiali junior e under 23.

Come il canottaggio anche la canoa partecipò alle qualificazioni olimpiche che coincisero col mondiale assoluto di Milano. Le uniche barche che strapparono il pass olimpico furono il K2 1000 e 500 le quali si piazzarono, rispettivamente, al 4° e 5° posto grazie ai soliti Antonio Rossi e Beniamino Bonomi. A livello Nazionale, invece, i canoisti gialloverdi conquistarono ben 21 titoli di Campione d’Italia.