Stampa questa pagina

1998 | Il Colonnello Gianni Gola è il nuovo Presidente del CISM

Il "soling" gialloverde con a bordo i finanzieri Paolo Emilio Cian, Pierluigi Fornelli e Ferdinando Colaninno, medaglia di bronzo ai campionati Mondiali di vela nella classe soling (Milwakee 1998) Il "soling" gialloverde con a bordo i finanzieri Paolo Emilio Cian, Pierluigi Fornelli e Ferdinando Colaninno, medaglia di bronzo ai campionati Mondiali di vela nella classe soling (Milwakee 1998) Foto archivio Fiamme Gialle

Dopo le Olimpiadi di Lillehammer la storia a cinque cerchi invernale coinvolse la città giapponese di Nagano. Fu un enorme salto, e non solo geografico, ma anche per l’ambiente, che si rivelò meno caldo e straordinario, costantemente dominato da sponsor tecnologie non sempre funzionali. Ne conseguì che l’edizione di Nagano, pur segnata da memorabili gesti sportivi, non riuscì a coinvolgere più di tanto il pubblico che rimase distante da ogni occasione quasi risentisse del freddo ambiente invernale. La Delegazione Italiana, tra l’altro, dimezzò il numero di medaglie conquistate rispetto a Lillehammer vincendone solo dieci. Tra i risultati ottenuti dagli atleti azzurri, provenienti dal Gruppo Sciatori di Predazzo, spiccò quello del discesista Kristian Ghedina che, arrivato tra grandi speranze, deluse e si piazzò, nella libera, solo al sesto posto (Ghedina nel supergigante si fermò in 16esima posizione), mentre nel supergigante fu Alessandro Fattori a sfiorare il podio arrivando quarto (Fattori prese parte anche alla combinata e si piazzò sesto, mentre nella stessa gara il finanziere Erik Seletto raggiunse la decima posizione). Per l’Italia, quindi, fu un’Olimpiade sottotono, ma lo fu anche per gli sciatori gialloverdi che, oltre ai risultati già citati, nello sci alpino si piazzarono: Matteo Nana 11° nello speciale e 15° nel gigante; Sergio Bergamelli 16° nello slalom gigante; Angelo Weiss 16° nello speciale; Peter Runggaldier 19° nel supergigante.

René Cattarinussi, dopo essere stato il protagonista indiscusso nelle discipline del biathlon nei mondiali del ’96 e del ’97, a Nagano non si confermò e rimase distante dal podio nelle tre gare cui partecipò: 9° nella staffetta 4x7,5km, 21° nella 20km sprint e 52° nella 10km sprint. Nel salto speciale il “solito” Roberto Cecon sembrò frenato e, nel K120, si fermò al 22° posto, mentre nel K90 si fermò addirittura al 32° posto. Nella gara del bob a due il finanziere Fabrizio Tosini arrivò 14° mentre, in equipaggio con Andrea Pais De Libera e Sergio Chianella, nel bob a quattro si piazzò ventesimo. Sempre nel bob a quattro, ma nel primo equipaggio azzurro, Massimiliano Rota fu quattordicesimo. A livello dirigenziale il 1998 fu caratterizzato dall’elezione del Colonnello Gianni Gola alla presidenza del Consiglio Internazionale dello Sport Militare. Un’elezione che avvenne a Vienna (Austria), il 18 aprile, durante i lavori della 53^ Assemblea Generale, ed alla presenza di Juan Antonio Samaranch, presidente del CIO. Gianni Gola ottenne il consenso grazie al suo programma elettorale che, oltre a svilupparsi nella continuità, prevedeva maggiore visibilità mediatica, maggiore sviluppo economico e attenzione alla solidarietà. Il Colonnello Gola mantenne per dodici anni, dal 1998 al 2010, la presidenza dell’organismo internazionale.

Nell’atletica leggera il 1998 fu decisamente l’anno di Fabrizio Mori sempre più presente nella scena internazionale. Mori, infatti, riuscì a conquistare la medaglia di bronzo nei 400hs, con 48”71, agli Europei di Budapest (Ungheria), mentre in Coppa Europa agguantò due medaglie d’argento, durante la Coppa Europa di San Pietroburgo (Russia), sempre nei 400hs, col tempo di 48”57, e come frazionista della staffetta 4x400m. Un successo per il finanziere Mori che, di fatto, fu il preludio della consacrazione che avverrà l’anno successivo durante il mondiale di atletica leggera.

Ma vediamo anche il comportamento degli altri finanzieri inseriti nelle compagini che presero parte ai due eventi continentali: all’europeo ungherese, con Mori, cerano pure Luciano Di Pardo che, nei 3000m, si piazzò quinto, Ashraf Saber arrivò ai piedi del podio, quarto, con la 4x400m, col tempo di 3’02”48, e 6° nei 400m. Laurent Ottoz, invece, finì sesto nei 400hs e Arturo Di Mezza, nella 50km di marcia, si fermò in settima posizione. A San Pietroburgo, invece, anche Enrico Sgrulletti fece sentire il suo urlo nel martello con un lancio di ben 78.13m che gli valse il bronzo. Due quarti posti arrivarono, invece, da Carlo Boccarini nei 100m, col tempo di 10”59, e nella 4x100m, col tempo di 39”22: due risultati che, per un soffio, non consentirono all’atleta gialloverde di salire sul podio della Coppa Europa. Andrea Giannini, Carlo Sonego e Corrado Fantini collezionarono, invece, una serie di quinti posti, rispettivamente, nell’asta, nel giavellotto e nel peso. A chiudere la serie di buone posizioni ci pensarono Salvatore Vincenti, Luciano Di Pardo e Fabrizio Donato I quali si fermarono in settima posizione relativamente ai 3000m, 5000m e salto triplo. Argento pure nell’europeo indoor di Valencia (Spagna) vinta da Ashraf Saber, col tempo di 45”99, nei 400 m. Ma anche dai campionati mondiali junior, di Annecy (Francia), arrivò la medaglia di bronzo vinta nell’asta da un giovanissimo Giuseppe Gibilisco che salì sul podio fermando l’asticella a 5.30m.

A livello continentale, nella Coppa Campioni, la compagine Fiamme Gialle ottenne il terzo posto organizzando, con successo, pure la manifestazione a Tivoli (Roma) – la Coppa venne vinta dalla compagine gialloverde nel 1999, ad Atene (Grecia), nel 2001, a Madrid (Spagna), nel 2005 e nel 2006, rispettivamente, a Lagos (Portogallo) e Valencia (Spagna) –.

Fin qui tutto quello che l’atletica Fiamme Gialle riuscì ad ottenere nel 1998, ma anche gli altri sport fecero parlare di se come la vela che, nella classe olimpica Soling, iniziò ad avere un valido banco di prova valido per due interi quadrienni olimpici (Atlanta’96 e Sidney 2000). I risultati migliori arrivarono proprio nel ‘98 con un importante medaglia di bronzo nel Soling, appunto, conquistato ai mondiali, svoltisi nel Milwakee (USA), con l’equipaggio formato da Paolo Emilio Cian, Pierluigi Fornelli e Ferdinando Colaninno, quest’ultimo vinse anche la medaglia d’argento nella classe Star durante l’europeo tedesco.

La canoa gialloverde continuò, invece, imperterrita a mietere successi che arrivarono puntuali durante i mondiali assoluti ungheresi di Szeged. I Protagonisti furono sempre Antonio Rossi che vinse il titolo mondiale nel K2 1000 e l’argento, insieme a Beniamino Bonomi, nel K4 200. Bonomi vinse anche la medaglia d’argento nel K2 500. Anche nel canottaggio l’attività agonistica non conobbe soste e, nel 1998, il finanziere Agostino Abbagnale, insieme ad Alessio Sartori, vinse nuovamente il mondiale nel “quattro di coppia”. Arrivò anche un bronzo mondiale dal “quattro con” nel quale era inserito il siciliano Giuseppe Musumeci. Nel mondiale pesi leggeri fu ancora Michelangelo Agatino Crispi, in coppia col forestale Leonardo Pettinari, a conquistare nuovamente l’argento nel “due di coppia”. L’attività nazionale fece registrare, invece, la vittoria record di 15 titoli nelle varie categorie ed imbarcazioni: il titolo più atteso fu quello conquistato dall’ammiraglia junior, mai vinto nella storia Fiamme Gialle. Fu questo un capolavoro agonistico della triade tecnica formata da Antonio Maurogiovanni, Francesco Cattaneo e Rocco Pecoraro. Sempre in novembre arrivò ancora un invito per disputare una regata a Buenos Aires, in Argentina. La squadra che aderì all’invito fu composta dai finanzieri Alessio Sartori, Simone Raineri, Patrik Casanova, Rosario Gioia, Andrea Rebek, Valerio Pinton, Giuseppe Musumeci, Francesco Busato e Vincenzo Di Palma. La compagine, trasferita nella Capitale Argentina, da vita ad applaudite performance durante le quali furono vinte una medaglia d’oro nell’”otto fuoriscalmo” e due d’argento nel “doppio” per la felicità dei numerosi italo-argentini che, con simpatia e calore, erano accorsi ad applaudire la squadra gialloverde. Rimanendo nel novero degli sport dell’acqua, va sottolineata la stagione agonistica sviluppata dai nuotatori gialloverdi tra i quali spiccò il finanziere Luca Baldini che, a Perth (Australia), partecipò ai mondiali di fondo e vinse la medaglia di bronzo nei 5000m individuale e nei 5000m a squadre. A queste due medaglie mondiali vanno affiancate anche le 12 medaglie (7 d’oro, 1 d’argento e 4 di bronzo) vinte durante i mondiali militari svoltisi a Roma. I finanzieri inseriti nella nazionale militare furono: Lorenzo Vismara (oro 50 e 100 stile libero, argento nella staffetta 4x100 mista insieme ai compagni di casacca Andrea Oriana e Domenico Fioravanti, 4x100 stile libero insieme a Moreno Gallina e René Gusperti); Andrea Oriana (oro 100 e 200 farfalla, 1500 stile libero e staffetta 4x200 stile libero insieme a Moreno Gallina); André Gusperti (bronzo 100 farfalla), Domenico Fioravanti (bronzo 100 rana), Moreno Gallina (bronzo 200 misti) e Giuliano D’Arienzo (bronzo 200 dorso).

Nel karate spiccano i due titoli continentali conquistati, a Belgrado (Jugoslavia), dai cugini Gennaro Talarico Gennaro, nei 75kg, e Salvatore Loria nella categoria open, ai quali si aggiungono le quattro medaglie d’argento dello stesso Loria, da Lucio Maurino, da Luca Valdesi (BOX 36), e dalla squadra di kumite, composta, oltre che da Talarico e Loria, anche da Davide Benetello e Giampaolo Quarta. Ai mondiali di Rio de Janeiro, Brasile, gli atleti gialloverdi ottennero una medaglia d’argento con Luca Valdesi, nella gara a squadre, e due medaglie di bronzo con Gennaro, nei 75kg, e Davide Benetello, negli +80kg. Nel judo, invece, Michele Monti vinse, durante i mondiali universitari di Praga (Repubblica Ceca), la medaglia di bronzo nella categoria dei -90kg. Sempre nel judo, ma nel campionato europeo a squadre di Villach, in Austria, la formazione composta dai finanzieri Gianni Carella, Girolamo Giovinazzo, Francesco Lepre e Monti, lottando con tenacia in ogni combattimento, riuscì a vincere la medaglia di bronzo.

Anche il tiro a segno ottenne con Marco De Nicolo un successo mondiale. A Barcellona, infatti, l’atleta vinse la medaglia di bronzo a squadre con la carabina libera a terra. Nel mondiale junior a squadre, infine, Francesco Bruno, nella pistola ad aria compressa da 10 metri, nella pistola libera e nella pistola sportiva, e Matteo Cagossi, nella pistola ad aria compressa da 10 metri ed in quella sportiva, vinsero la medaglia d’argento. Titoli europei a squadre di pistola ad aria compressa pure per Roberto Di Donna e Lorenzo Messina, e junior a squadre di pistola ad aria compressa per Francesco Bruno e Matteo Cagossi.