1997 | Gli atleti delle Fiamme Gialle dominano nel mondo

Il finanziere Renè Cattarinussi, plurimedagliato ai Campionati Mondiali di biathlon (1996-1997). Il finanziere Renè Cattarinussi, plurimedagliato ai Campionati Mondiali di biathlon (1996-1997). Foto archivio Fiamme Gialle

È ancora il finanziere Renè Cattarinussi ha caratterizzare, per il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, l’anno agonistico invernale. Il biatleta Cattarinussi, infatti, non pago dei successi ottenuti l’anno prima partecipò al mondiale di Osrblie (Slovacchia) e vinse la medaglia d’argento nella 20km sprint migliorando, di fatto, il bronzo del ’96. Nella staffetta 4x7,5km Renè Cattarinussi, lanciatissimo, corre la sua frazione ed alla fine contribuisce alla conquista, da parte dell’Italia, di una splendida medaglia di bronzo. Kristian Ghedina, invece, partecipò al mondiale di sci alpino, svoltosi al Sestriere (TO), e nella discesa libera salì sul terzo gradino del podio peggiorando, di fatto, il risultato dell’anno prima quando vinse l’argento. A Montecarlo, invece, Mirco Ruggiero vinse il mondiale estivo nel bob a due. Una medaglia d’oro, la prima arrivata per le Fiamme Gialle, vinta nelle performance estive delle discipline prettamente invernali.

In aprile furono rinnovati i vertici del CONI e venne riconfermato, come presidente, Mario Pescante, mentre nella Giunta entrò a farvi parte, come membro, il presidente della Fidal Colonnello Gianni Gola. La Fidal, inoltre, durante l’anno assegnerà al campione olimpico Antonio Rossi il prestigioso “Premio Bruno Zauli” che gli verrà consegnato nel corso del Golden Gala alla presenza del Presidente del CONI Pescante e del presidente FICK Francesco Conforti.

Nell’orientering, sotto l'esperta guida del maresciallo Antonio Baccega, ex atleta e divenuto poi allenatore, i finanzieri Michele Tavernaro, Cristiano Simoni e Pierpaolo Corona costituirono la squadra azzurra che, durante l’anno, conquistò la medaglia d'argento in staffetta ai Campionati Mondiali Militari svoltisi a Pontevedra (Spagna). Fu questo uno storico risultato che sarà bissato quattro anni dopo, nel 2001 a Beja (Portogallo), sempre grazie a tre atleti del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle: i finanzieri Giuseppe Bezzi, Carlo Rigoni e il solito Michele Tavernaro.

Il finanziere Tavernaro, oltre alle due medaglie d’argento conquistate in altrettante gare internazionali militari, agli oltre 20 titoli italiani assoluti nelle varie specialità, ed un 6° posto nella gara sulla lunga distanza ottenuto nel 2006 ai Mondiali di Aichi (Giappone), è considerato soprattutto il miglior esponente nazionale di questo sport. Nonostante questi successi il Corpo, al termine della stagione agonistica 2006, decise ugualmente di chiudere la Sezione Orientamento per convogliare energie nei confronti delle altre discipline sportive olimpiche.

Il 1997 fu anche l’anno dei XIII Giochi del Mediterraneo, svoltisi a Bari dal 13 al 26 giugno, e vi presero parte ben 3473 atleti provenienti da 21 nazioni. La manifestazione fu ufficialmente aperta dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e, come da tradizione consolidata, ogni Paese portò un'anfora contenente l'acqua del proprio mare; le acque del Mediterraneo così raccolte vennero poi riunite in un unico contenitore per simboleggiare l'unione pacifica dei Paesi che si affacciano sul mare nostrum. L’Italia si impose nel medagliere per nazione con un totale di 147

medaglie (55 d’oro, 45 d’argento, 47 di bronzo). Anche in questa edizione, come sempre del resto, all’interno della Delegazione italiana v’erano un consistente numero di atleti gialloverdi che contribuirono, in maniera decisiva, al conseguimento del primo posto in classifica da parte dell’Italia. In tutte le discipline rappresentate da atleti Fiamme Gialle furono vinte medaglie dei tre gradi, ma soprattutto molte del metallo pregiato. Nel judo, infatti, Girolamo Giovinazzo e Michele Monti vinsero, entrambi, la medaglia d’oro rispettivamente nelle categorie dei -60 e -86 chilogrammi analogamente a quanto avvenne per il karate dove Gennaro Talarico e Davide Benetello vinsero l’oro nei 75 kg e nei +80kg. A questi due sigilli aurei il karate aggiunge, però, anche le medaglie di bronzo di Edgardo Artini (80kg) e Salvatore Loria (negli open).

Il nuoto riuscì, invece, a recitare la parte del protagonista appieno grazie ad un giovanissimo Domenico Fioravanti che si impose prima individualmente, vincendo l’oro nei 100 rana, e poi trascinando la staffetta 4x100 mista sul gradino più alto del podio. Ma non bastò poiché Fioravanti vinse pure l’argento nei 200 rana. Un’altra medaglia d’oro arrivò dalla staffetta 4x200 stile libero, grazie agli staffettisti Emanuele Idini e Andrè Gusperti. Oltre all’oro ed all’argento la piscina comunale barese regalò all’anche il bronzo a Stefano Battistelli che salì sul podio nei 200 dorso.

L’atletica Fiamme Gialle diede, invece, alla nazionale italiana ben 12 atleti che fecero registrare prove eccellenti in ogni specialità. Il migliore fra tutti fu il finanziere Giovanni Puggioni che vinse due medaglie d’oro: una nei 200m, con 20”44, e l’altra nella staffetta 4x100m insieme al finanziere Angelo Cipolloni col tempo di 38”61. Le due medaglie d’argento arrivarono, invece, da Laurent Ottoz, nei 400hs, e da Corrado fantini nel peso. Enrico Sgrulletti, nel martello, vinse la medaglia di bronzo con la misura di 76.32m seguito, in quinta posizione, da Nicola Vizzoni che fermò l’attrezzo a 74.96m. Bronzo anche nell’asta con Andrea Giannini, fermatosi a 5.50m. L’ultima medaglia di bronzo, per l’atletica, arrivò dalla staffetta 4x400m nella quale erano inseriti, come frazionisti, I finanzieri Walter Groff, Fabrizio Mori e Ashraf Saber che fecero fermare il crono a 3’03”08.

Nel tiro a segno l’inossidabile campione olimpico Roberto Di Donna vinse nettamente l’oro nella pistola ad aria compressa, da 10 metri, e nella pistola libera. Salì sul podio anche il neoacquisto gialloverde, il finanziere Marco De Nicolo, che si impose nella carabina ad aria compressa da 10 metri vincendo la medaglia d’argento.

Pure il canottaggio contribuì al medagliere italiano conquistando l’oro nel “doppio” assoluto, con Alessio Sartori e Agostino Abbagnale, l’oro nel “doppio” pesi leggeri, con Michelangelo Agatino Crispi, e l’argento nel “quattro senza” pesi leggeri, sul quale vogavano Carlo Grande, Stefano Fraquelli e Ivano Zasio.

Lo squadrone della canoa, invece, galvanizzato dai risultati ottenuti l’anno prima ai Giochi di Atlanta, partecipò in forze ai Giochi del Mediterraneo e vinse ben otto medaglie (3 d’oro, 3 d’argento e 2 di bronzo). L’oro arrivò dall’oramai leggendario campione olimpico Antonio Rossi che vinse sia nel K2 1000 e sia nel K1 500; oro anche per Beniamino Bonomi nel K2 500, mentre vinse l’argento nel K2 1000 insieme al finanziere Cristian De Pollo, quest’ultimo insieme ad Antonio Scaduto vinse pure l’argento nel K2 1000. Antonio Scaduto, in equipaggio con Paolo Tommasini, conquistò un’altra medaglia d’argento nel K2 500. Le medaglie di bronzo arrivarono, infine, dal K1 500 di De Pollo e dal C1 500 di Cristian Lazzerini.

Fin qui la mole di risultati ottenuta durante i Giochi di Bari che, senza ombra di dubbio, pongono le Fiamme Gialle, come polisportiva, al centro dello sport nazionale e punto di riferimento delle Federazioni Nazionali. Oltre ai Giochi del Mediterraneo di Bari le squadre disputarono anche le gare di cartello inserite nei vari calendari agonistici come, appunto, il karate che continuò, anche nel 1997, a mietere successi in ogni dove e tra questi spicca il titolo di campione Europeo di Tenerife (Spagna) vinto da Salvatore Loria (75kg.). Con lui sul podio europeo anche Luca Valdesi, bronzo nel kata individuale e bronzo in quello a squadra, insieme a Lucio Maurino. Ma da Tenerife arrivò anche l’argento nel kumite a squadre grazie alle prove si Salvatore Loria, Davide Benetello, Edgardo Artini e Alessandro Lancione. I successi gialloverdi, però, non ebbero battute d’arresto poiché durante i World Games, svoltisi a Lathi in Finlandia, Salvatore Loria vinse l’oro confermandosi la rivelazione del karate italiano. Nella stessa occasione a completare il successo gialloverde contribuirono Davide Benetello e Lucio Maurino con due argenti, rispettivamente, nei

+80kg e nel kata individuale (Benetello vinse pure il bronzo negli open). Alessandro Lancione completò l’opera vincendo la medaglia di bronzo nei 60kg.

Sul fronte dei risultati agonistici, l’atletica leggera gialloverde prese parte di mondiali assoluti di Atene (Grecia) con undici uomini inseriti nella squadra azzurra. Il miglior risultato per le Fiamme Gialle arrivò dall’ostacolista Fabrizio Mori che, nei 400hs, si piazzò di poco fuori dal podio (quarto) col tempo di 48”05, mentre nella staffetta 4x400m raggiunse l’ottava posizione in 3’01”52 insieme al compagno di casacca Ashraf Saber (Saber fu semifinalista anche nei 400hs). Ottavo posto nella 50km di marcia anche per Arturo Di Mezza, mentre tutti gli altri non superarono le qualificazioni per le fasi successive. Va meglio alle Universiadi di Catania durante le quali il marciatore Di Mezza vinse la medaglia di bronzo nella 20km di marcia (il finanziere Paolo Bianchini, invece, arrivò sesto), mentre Nicola Vizzoni, nel martello, si piazzò quinto lanciando l’attrezzo a 75.12m.

Nell’asta Andrea Giannini salto la misura di 5.30m ma non andò oltre la sesta posizione.

Per Fabrizio Mori arrivò un altro successo confermando la medaglia d’oro vinta l’anno prima in Coppa Europa. A Monaco di Baviera (Germania) Mori, infatti, strabiliò il pubblico vincendo prima l’oro nei 400hs e poi l’argento nella staffetta 4x400m nella quale, come frazionista, c’era pure Ashraf Saber. Anche Giovanni Puggioni, insieme ad Angelo Cipolloni, si prese il lusso di migliorare l’argento dell’anno prima vincendo la medaglia d’oro col tempo di 38”80. Fu un successo di squadra poiché anche dal getto del peso arrivò una medaglia d’argento grazie a Corrado Fantini che fece segnare la misura di 19.72m, mentre Enrico Sgrulletti, nel martello, si fermò al quinto posto con un lancio di 73.08m. Sgrulletti però era già entrato nella storia di questa disciplina poiché il 9 maggio, a Lido Ostia, stabilì il nuovo record italiano del lancio del martello (ancora imbattuto) con la misura di metri 81.64m.

A Turku, in Finlandia, il finanziere Luciano Di Pardo vinse, invece, il titolo europeo under 23 nei 3000m col tempo di 8’34”24, mentre a livello nazionale va sottolineato che, dopo venti anni, l’ultimo nel 1977, le Fiamme Gialle vinsero nuovamente lo scudetto: in totale il nono ed il primo del nuovo corso che terminerà con l’esclusione dalla partecipazione militare da parte della Fidal.

Nel 1997 Lorenzo Gattuso, artefice dei molti successi ottenuti dalla Sezione Giovanile di canottaggio, terminò la carriera militare e passò il testimone di tecnico della Guardia di Finanza al giovane Rocco Pecoraro (Gattuso continuò fino al 2004 a ricoprire il ruolo di tecnico nazionale delle Federazione Italiana Canottaggio). Sul fronte agonistico il canottaggio, invece, partecipò al mondiale francese assoluto e pesi leggeri di Aiguebelette nel quale Agostino Abbagnale, più battagliero che mai, vinse il mondiale nel “quattro di coppia”, mentre nei pesi leggeri, nel “due di coppia”, Michelangelo Agatino Crispi conquistò la medaglia d’argento. L’eco delle vittorie del club gialloverde varcò anche l’Atlantico tantoché le Fiamme Gialle furono invitate a effettuare una tournee in Sud America. A novembre 1997, infatti, la squadra di finanzieri formata da Stefano Fraquelli, Carlo Grande, Ivano Zasio, Bruno Pasqualini, Marco Audisio, Antonio Maurogiovanni, allenatore, e Mauro Cristin, team leader, partì da Fiumicino alla volta del Cile, prima tappa a Concepciòn, e dell’Argentina, seconda tappa a Buenos Aires, per disputare due regate ad invito. La compagine venne accolta con grandi onori e calore ripagati da una serie di vittorie in entrambe le tappe della tournee durata 15 giorni.

La canoa, come un’esplosione, non è da meno delle altre discipline ed a Dartmouth, in Canada, durante il Campionato del Mondo Assoluto, conquistò il titolo mondiale nel K2 1000, con Antonio Rossi, che vinse pure un bronzo nel K1 500, e le medaglie d’argento con Beniamino Bonomi nel K1 1000, nel K2 500 e, insieme a Paolo Tommasini, nel K2 200 metri. Agli Europei di velocità, svoltisi a Plovdiv, in Bulgaria, fu ancora podio sia per Bonomi che per Rossi che vinsero i titoli continentali in K2 500 (Bonomi), in K2 1000 (Rossi) e la medaglia di bronzo nel K1 1000 (Bonomi).

Nel nuoto, a Siviglia (Spagna), il finanziere Stefano Rubaudo vinse il titolo Europeo nel fondo a squadre, mentre alle Universiadi di Messina Stefano Battistelli, nei 400 misti, salì sul terzo gradino del podio. Bronzo pure nel judo, con Michele Monti, che partecipò al mondiale di Parigi e raggiunse il terzo gradino del podio nella categoria dei -86kg. A Bratislava, Repubblica Ceca, Girolamo Giovinazzo dimostrò, invece, di avere ancora grinta da vendere e, durante gli europei, vinse l’argento nei -66 chili. Ma la stagione per il judo continuò ed a Lido Ostia, nel moderno Palafilkam, dove si disputarono gli europei a squadre, i finanzieri Gianni Carella, Girolamo Giovinazzo, Francesco Lepre e Michele Monti vinsero la medaglia di bronzo a squadre.

Durante gli europei di tiro a segno di Varsavia (Polonia) Roberto Di Donna prima vinse l’argento nella pistola ad aria compressa e poi, insieme a Leonardo Messina, vinse pure la medaglia di bronzo a squadre. La stagione 1997, che a livello internazionale risultò per gli atleti del Gruppo Polisportivo tra le più eccellenti, si concluse con la vela gialloverde che vinse il titolo europeo nel 49er con l’equipaggio dei fratelli Francesco e Gabriele Bruni.