1995 | Oro, argento e bronzo gialloverde per un’atletica leggera da primato

La staffetta 4x100 vincitrice della medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali di atletica leggera di Goteborg 1995. Da sinistra, l'atleta delle Fiamme Azzurre Sandro Floris e i finanzieri Ezio Madonia, Angelo Cipolloni e Giovanni Puggioni La staffetta 4x100 vincitrice della medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali di atletica leggera di Goteborg 1995. Da sinistra, l'atleta delle Fiamme Azzurre Sandro Floris e i finanzieri Ezio Madonia, Angelo Cipolloni e Giovanni Puggioni Foto archivio Fiamme Gialle

Per le discipline invernali fu l’anno post olimpico e molti atleti si presero alcuni momenti di riflessione, mentre altri decisero di “appendere gli sci al chiodo”. Non fu così per Peter Runggaldier che, nello sci alpino, al termine delle varie prove di coppa del mondo, vinse la classifica finale di coppa del mondo di supergigante.

Ma il 1995 fu anche l’anno magico dell’atletica leggera e degli uomini gialloverdi che, inseriti in azzurro, riuscirono a mietere successi sia in ambito indoor che assoluto. A Barcellona (Spagna), come era consuetudine per il periodo invernale, si tennero i mondiali indoor ai quali parteciparono anche atleti delle Fiamme Gialle. Tra questi anche il velocista di colore Ashraf Saber il quale, dopo una gara avvincente e una frazione corsa con maestria, vinse la medaglia d’argento nella staffetta 4x400m col tempo di 3”09’12. Un successo che questo ragazzo rincorreva da molto e, grazie alla sua tenacia, riuscì ad agguantarlo tantoché, per un soffio, l’argento poteva essere anche oro. Con Saber, 4° in semifinale anche nei 400m, a Barcellona c’era anche Ettore Ceresoli che, nell’alto e con la misura di 2.28m, si piazzò ottavo, e Corrado Fantini decimo nel lancio del peso con 18.74m.

Angelo Cipolloni non superò, invece, le qualificazioni dei 200m, mentre Andrea Giocondi dovette ritirarsi per uno strappo nei 1500m.

L’abbrivio indoor portò bene ai colori gialloverdi poiché dalla Coppa Europa, svoltasi in Francia a Villeneuve D’Ascq, arrivarono un oro, un argento e tre medaglie di bronzo in altrettante specialità.

Insomma l’atletica gialloverde tornò a rifiorire ripercorrendo i fasti del passato grazie a Laurent Ottoz, figlio di Eddy, che vinse l’oro nei 400hs, col tempo di 49”30; a Fabrizio Mori, argento nella 4x400m, col tempo di 3’04”27, e ad Ezio Madonia, che di medaglie di bronzo ne vinse ben due: una nei 100m, col tempo di 10”32, e l’altra come frazionista della 4x100m, insieme ai compagni di casacca Angelo Cipolloni e Giovanni Puggioni, chiusa in 39”19. Giocondi, dopo il ritiro del mondiale indoor, si prese la rivincita e negli 800m e si piazzò terzo col tempo di 1’47”33. Niente podio, invece, per Enrico Sgrulletti, 5° nel martello, per Andrea Maratazzo, 6° nel triplo, per Carlo Sonego, 7° nel giavellotto, e per Ettore Ceresoli che, saltando meno di Barcellona (2.15m), confermò l’ottavo posto nell’alto ottenuto qualche mese prima negli indoor.

Ma è a Goteborg, in Svezia, che l’atletica gialloverde ottenne il successo maggiore poiché arrivò dal mondiale. Durante il mondiale svedese, infatti, i velocisti Giovanni Puggioni, Ezio Madonia e Angelo Cipolloni, tre frazionisti su quattro della staffetta azzurra dei 4x100m, volarono sul podio e vinsero la medaglia di bronzo col tempo di 39”07. Fu questo un successo della nazionale azzurra, ma soprattutto delle Fiamme Gialle, che ancora oggi è sovente ricordato come un avvenimento epocale per il periodo storico-agonistico in cui si verificò. Al fianco della medaglia di bronzo, durante il mondiale, gli atleti gialloverdi ottennero anche due settimi posti con Arturo Di Mezza, nella 50km di marcia, e con Andrea Giocondi, negli 800m. Laurent Ottoz, nei 400hs si piazzò quinto in semifinale, mentre nella 4x400m fu eliminato in batteria; Fabrizio Mori (400hs), Corrado Fantini (peso) ed Enrico Sgrulletti (martello) non riuscirono a superare le forche caudine delle qualificazioni.

Ma il momento positivo per l’atletica italiana, e gialloverde, continuò anche a livello universitario tant’é che a Fukuoka, in Giappone, durante le Universiadi i finanzieri di Lido di Ostia si fecero davvero onore. Ma vediamo chi furono i protagonisti: Andrea Giocondi, nel 1500m, vinse l’argento (negli 800m si piazzò quinto); Angelo Cipolloni, nella staffetta 4x100m, vinse la medaglia di bronzo (nei 200m si piazzò quinto); e Arturo Di Mezza, nella 20km di marcia, sbaragliò gli avversari finché non riuscì a salire sul terzo gradino del podio marciando per 1h24’ 33”. Nel martello fece anche l’apparizione Nicola Vizzoni che, però, non andò oltre il 13° posto con un lancio di 70.70m, mentre Corrado Fantini non superò le qualificazioni nel peso.

Il karate italiano, grazie anche alle Fiamme Gialle, si consolidò a livello internazionale. Il contributo più deciso arrivò del finanziere Davide Benetello che, dopo il titolo mondiale della scorsa stagione, nel 1995 conquistò, ad Helsinki, anche il titolo europeo senior negli 80kg. Durante l’evento continentale finlandese, inoltre, le Fiamme Gialle batterono ogni record portando in finale altri tre atleti: oltre a quella di Benetello, arrivò la seconda medaglia d’oro vinta da Gennaro Talarico nei 75kg, mentre la medaglia d’argento fu vinta da Massimiliano Oggianu nei 70kg, ed infine quella di bronzo dal giovane Edgardo Artini nella categoria dei +80kg.

Nell’anno della qualificazione olimpica, per partecipare ai Giochi del Centenario ad Atlanta, patria della Coca Cola, fece il suo ritorno anche Agostino Abbagnale completamente ristabilito che, in coppia con Gianluca Farina, qualificò la barca per le Olimpiadi del 1996. Il mondo remiero iniziò a credere nel rivoluzionario metodo di preparazione del direttore tecnico Giuseppe La Mura poiché all’estero gli azzurri erano sempre più temuti per la nuova mentalità vincente che “o’ dottore”, come veniva amichevolmente chiamato il dottor La Mura, era riuscito a far maturare in loro tantoché, durante i mondiali assoluti e pesi leggeri, svoltisi a Tampere (Finlandia), il canottaggio azzurro e gialloverde vinse numerosi titoli mondiali: negli assoluti nel “due con”, con Luca Sartori, nel “quattro senza”, con Riccardo Dei Rossi, nel “quattro di coppia” con Massimo Paradiso e Alessio Sartori, nel “quattro con”, la medaglia di bronzo con Luca Cavallini, Vincenzo Di Palma, Ciro Liguori e Rocco Pecoraro. Nei pesi leggeri il mondiale fu vinto nel “due senza”, con Carlo Grande, nel “quattro senza”, con Ivano Zasio; mentre la medaglia di bronzo arrivò dall’”otto fuoriscalmo”

sul quale erano imbarcati i finanzieri Sabino Bellomo, Danilo Fraquelli e Stefano Fraquelli. A Poznan (Polonia), durante i Campionati del Mondo Junior, il giovanissimo Andrea Neri si piazzò quarto nell’ammiraglia. Il 1995 fu anche l’anno in cui Annibale Venier decise di lasciare il Corpo ed anche la conduzione tecnica. Gilberto Moretti si troverà ancora solo alla guida dello squadrone gialloverde mentre fece il suo ingresso nel settore tecnico, al fianco di Lorenzo Gattuso, Francesco Cattaneo che, inizialmente, collaborerà solo nella Sezione Giovanile.

La canoa disputò, in Germania, a Duisburg, il mondiale valido come qualificazione olimpica. Della spedizione azzurra fecero parte sei finanzieri anche se, tra gli altri atleti azzurri, spiccò il poliziotto Daniele Scarpa il quale vinse due titoli iridati in K2 in coppia, nei 500, col finanziere Beniamino Bonomi e, nei 1000, con Antonio Rossi. Per ben due volte, quindi, riecheggiarono, nel bacino di Duisburg, le note di Mameli. Il citti Oreste Perri coronò così il duro lavoro di anni di studio e preparazione svolto presso gli impianti sportivi delle Fiamme Gialle di Sabaudia e presso il Centro Federale di Castelgandolfo. Due medaglie che premiarono pure il lavoro del suo staff e quello delle Fiamme Gialle portato avanti, con tenacia, da Giampaolo Tronchin. Anche l’attività giovanile, affidata all’appuntato Francesco Savoia, iniziò a dare i suoi frutti: Alessandro Mastracci e Marco Bedin, due giovanissimi atleti della canadese, vestirono la maglia azzurra e parteciparono al mondiale junior, svoltosi in Giappone, attestandosi, sia nel C4 1000 che 500, al settimo posto. Alle medaglie mondiali si aggiunsero anche altri 25 titoli italiani da inserire nel già ricco palmares sociale.

Nel tiro a segno il finanziere Roberto Di Donna conquistò la medaglia d’argento di pistola libera nel Campionato Europeo.

A Roma, dal 13 al 15 settembre, si svolse la prima edizione dei “Giochi Mondiali Militari”, l’Olimpiade riservata agli atleti che indossano la divisa militare dell’Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Carabinieri e Guardia di Finanza (all’epoca anche i sodalizi sportivi di Forestale, Polizia e Vigili del Fuoco partecipavano all’evento anche se solo militarmente organizzati). La Nazionale Militare Italiana si piazzò in seconda posizione con 51 medaglie (22 d’oro, 16 d’argento e 13 di bronzo) davanti alla Cina con 47 medaglie e dietro alla Russia, vincitrice della classifica per Nazione con un totale di 127 medaglie. L’evento si disputerà ogni quattro anni, un anno prima dei Giochi Olimpici Estivi, e si svolgerà sempre sotto l’egida del CISM (Consiglio Internazionale dello Sport Militare) con l’obiettivo, oltre a quello del confronto agonistico tra atleti militari, di lanciare un esplicito messaggio di pace e di amicizia tra i popoli del mondo intero.

Durante i Giochi molti militari del Corpo raggiunsero il podio vincendo medaglie d’oro, come avvenne nel judo, con Luca Appolloni, Emilio Giovinazzo e Francesco Lepre, o nella maratona con il marciatore Francesco Ingargiola, e nella vela con la classe 470 del finanziere Paolo Cian, in equipaggio con il marinaio Piero Vigo.