1993 | È Luca Bianchin il vice campione del mondo nei 200 dorso

Gli echi delle Olimpiadi invernali di Albertville ancora riecheggiano sulle nevi dell’arco alpino quando il vicebrigadiere Giorgio Vanzetta, artefice dei podi azzurri nelle discipline del fondo olimpico, sul manto bianco della stazione sciistica di Falun, in Svezia, colse un nuovo successo. A Falun, che aveva già ha ospitato i campionati mondiali di sci nordico nel 1954, nel 1974, parzialmente nel 1980, si disputarono i mondiali 1993 (li ospiterà nuovamente nel 2015) durante i quali il sottufficiale della Guardia di Finanza, Giorgio Vanzetta, vinse nuovamente nella staffetta la medaglia d’argento mancando l’oro per un soffio. I mondiali per lui saranno sempre stregati poiché, pur avendo un curriculum invidiabile, conquisterà a livello mondiale solo medaglie d’argento e sempre in staffetta (Seefeld 1985 e Falun 1993) piazzandosi tre volte 4° nelle gare individuali.

Il 1993 fu anche l’anno in cui al Gruppo Judo Fiamme Gialle venne assegnata, da parte del CONI, la Stella di Bronzo al "Merito Sportivo" per l’impegno profuso per lo sviluppo di questa disciplina sportiva in ambito nazionale e mondiale. La squadra gialloverde onorò questo prestigioso riconoscimento conquistando la medaglia di bronzo a squadre durante la Coppa del Mondo svoltasi a Basilea, in Svizzera. La squadra, artefice di questa ennesima affermazione, era composta dai finanzieri Gianni Carella, Giovanni Casale, Francesco Lepre, Michele Monti e, per la prima volta, dalle atlete con le stellette Antonia Cuomo, Lucia Morico e Ylenia Scapin.

Il clou della stagione agonistica 1993, per l’atletica leggera, coincise con i mondiali (IV edizione) svoltisi al Gottlieb-Daimler-Stadion di Stoccarda, in Germania, ed i migliori risultati per le Fiamme Gialle arrivarono dalla marcia grazie al napoletano Arturo Di Mezza, 13° nella 20km, e dal siciliano Massimo Quiriconi, 15° nella 50km. A Stoccarda c’era pure Fabrizio Mori che, nei 400hs, raggiunse la terza posizione in semifinale e, quindi, non riesci ad entrare nel novero dei finalisti; nei salti e nei lanci, infine, i finanzieri Roberto Ferrari (alto) e Enrico Sgrulletti (martello) si fermarono alle qualificazioni. Qualche soddisfazione per l’atletica gialloverde arrivò, però, dalle Universiadi di Buffalo (USA) durante le quali l’astista Alberto Giacchetto, con un balzo di 5.60m, salì sul podio e vinse l’argento. Corrado Fantini, invece, con un lancio di 18.53m si piazzò settimo nel peso.

Roma, invece, nello Stadio Olimpico tirato a lucido, in occasione dei mondiali di calcio del 1990, ospitò la Coppa Europa e fu ancora Roberto Ferrari a tenere alto l’onore gialloverde conquistando il bronzo nel salto in alto con la misura di 2.30m. Nel martello Sgrulletti tentò tutto, ma si dovette fermare ai piedi del podio, quarto, con un lancio di 74.86m. Giovanni Puggioni e Ezio Madonia, nella 4x100m, si attestarono in quinta posizione, mentre Madonia ottenne un altro quinto posto nella finale dei 100m.

Nel karate il titolo Europeo senior, conquistato a Praga dal finanziere Massimiliano Oggianu, e le tre medaglie di bronzo ottenute da Gennaro Talarico, Davide Benetello e Francesco Muffato, confermarono ancora una volta la bontà e la forza del karate gialloverde. Inoltre, sempre a livello internazionale, va sottolineata la conquista, sempre da parate di Oggianu, dell’argento ai World Games di Algeri (Algeria). Sempre a livello europeo, ma nel campionato juniores, Davide Benetello e Massimiliano Ferrarini ottennero la medaglia di bronzo nel kumite a squadre e due medaglie d’argento in quello individuale nella categoria degli 80kg.

Anche i finanzieri del nuoto iniziarono sempre più a far sentire il proprio “ruggito” e lo fecero talmente bene che, durante la prima edizione dei Campionati Mondiali indoor (vasca 25 metri), di Palma de Majorca (Spagna), il dorsista Luca Bianchin nel 200m vinse una splendida medaglia d’argento. Un successo forse inaspettato, ma che fece notare la costante crescita che coinvolse gli uomini di questa difficile disciplina olimpica. A livello militare i finanzieri parteciparono ai Campionati mondiali militari di Riccione e vinsero due medaglie d’oro (René Gusperti nei 50 stile libero, Fabrizio Imperatore e Emanuele Idini nella staffetta 4x100 mista); sei medaglie d’argento (Idini nei 200 stile libero e nella staffetta 4x100 stile libero insieme a Gusperti, Andrea Palloni nei 200 farfalla e nei 200 misti, Enzo Ziviani nei 200 rana, e Luca Bianchin nei 100 dorso); e due di bronzo (Bianchin nei 50 e 200 dorso).

Per quanto riguarda il tiro a segno, invece, fu sempre Roberto Di Donna ad essere il protagonista a livello continentale vincendo, agli europei di Brno (Repubblica Ceca), l’argento nella pistola libera ed il bronzo in quella ad aria compressa da 10 metri.

La vela gialloverde, invece, con Luca Santella e Massimo Bortoletto a Lovere, vinse il titolo nel Soling, mentre a Castiglion della Pescaia Emanuele Vaccari si aggiudicò quello nella classe Finn.

Per il canottaggio il 1993 fu l’anno in cui le Fiamme Gialle conquistarono, tra mondiali e Coppa Europa, ben cinque medaglie: bronzo ai mondiali assoluti con Massimo Paradiso nel “quattro di coppia”, due medaglie di bronzo ai mondiali pesi leggeri con Carlo Grande in “otto” e Alfredo Striani, Sabino Bellomo, Danilo Fraquelli e Francesco Cattaneo in “quattro senza”, due medaglie d’argento arrivano dai fratelli Alessio e Luca Sartori: il primo la vinse nei mondiali junior, in “singolo”, mentre Luca la vinse in Coppa Europa nel “quattro senza”.

Per la canoa, invece, dopo la medaglia di bronzo olimpica, si aprirono nuovi scenari che fecero di questa disciplina una delle regine degli sport olimpici gialloverdi. Antonio Rossi, infatti, vinse l’argento in K2 1000 ai mondiali assoluti, disputati in Danimarca sul ventoso Bagsvaerd, insieme al poliziotto Daniele Scarpa, mentre mancò il podio per un soffio col K1 500 (4°).

Nel ’93 si disputò ancora un’edizione dei Giochi del Mediterraneo, la dodicesima, e ad organizzarli fu la Regione Francese di Linguadoc-Roussillon. Questi Giochi segnarono anche dei cambi storici poiché, per la prima volta, fu un'intera Regione ad ospitare le varie competizioni e poi perché I Giochi vennero, per la prima volta, disputati l'anno successivo a quello delle Olimpiadi al posto di quello precedente. A vincere le medaglie d’oro per le Fiamme Gialle furono gli atleti della canoa nel K1 1000, con Beniamino Bonomi (BOX 29), e nel K2 1000 con Antonio Rossi che ne vinse anche una d’argento, nel K2 500, col compagno di barca olimpica Bruno Dreossi. Ma anche il canottaggio non fu da meno e dai Giochi francesi arrivò, per il remo gialloverde, l’oro nel “quattro di coppia”, con Massimo Paradiso, e l’argento nel “quattro senza” con Riccardo Dei Rossi.

Nel tiro a segno fu solo il lanciatissimo Roberto Di Donna a rappresentare la Guardia di Finanza ai Giochi e lo fece vincendo ben due medaglie d’oro nella pistola ad aria compressa da 10 metri e nella pistola libera. Nelle arti marziali il judo, presente ai Giochi del Mediterraneo, vinse la medaglia d’oro grazie a Girolamo Giovinazzo che si impose nei -60kg, mentre Domenico Paduano vinse il bronzo nella categoria dei -86kg. I Giochi di Linguadoc-Roussillon coincisero anche con l’apertura anche alla disciplina del karate e le Fiamme Gialle riuscirono ad inserire in squadra tre atleti: Massimiliano Oggianu, bronzo nei 70 kg, Andrea Lentini, bronzo nei 75 kg, e Davide Benetello, bronzo sia negli open che nella categoria degli 80kg.

Anche il nuoto Fiamme Gialle fece bella figura in terra francese vincendo tre medaglie d’argento nei 50 stile libero, con René Gusperti, nei 200 dorso, con Luca Bianchin, e nella staffetta 4x100 stile libero con Emanuele Idini e Bruno Zorzan. All’argento vanno aggiunte ben quattro medaglie di bronzo vinte da Emanuele Idini, nei 100 e 200 metri stile libero e nelle staffette 4x100 stile libero, con René Gusperti, e nella 4x100 mista insieme a Luca Bianchin.

L’atletica si dovette contentare, invece, di una sola medaglia di bronzo vinta dal finanziere Gianrico Boncompagni come terzo frazionista della 4x400m formata da Maurizio Federici, Vito Petrella e Alessandro Aimar (Boncompagni si piazzò settimo pure nei 400m). Ai piedi del podio, entrambi quarti, Giovanni Puggioni nei 200m e Marco Martino nel disco.