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1991 | Venti medaglie gialloverdi Ai Giochi del Mediterraneo

Peter Runggaldier ha vinto la medaglia d'argento nella discesa libera ai Mondiali di Saalbach (Austria) nel 1991. Nella foto in alto mostra la Coppa del Mondo di supergigante vinta nel 1995 Peter Runggaldier ha vinto la medaglia d'argento nella discesa libera ai Mondiali di Saalbach (Austria) nel 1991. Nella foto in alto mostra la Coppa del Mondo di supergigante vinta nel 1995 Foto archivio Fiamme Gialle

L’anno si apre in maniera positiva poiché, dal biathlon e dallo sci alpino, arrivano le medaglie mondiali a conferma dell’ottimo lavoro svolto durante la preparazione estiva. A Lahti, in Finlandia, i finanzieri Simon Demetz e Gottlieb Taschler vincono il mondiale nella 20km a squadre di biathlon, mentre dallo sci alpino, durante il mondiale di Saalbach (Austria), arrivano le medaglie d‘argento nella discesa libera, grazie all’ottima prova di Peter Runggaldier, e nella combinata ad opera di Krisian Ghedina il quale, nel pieno della sua maturità agonistica, farà parlare di se per aver lasciato lo sci e le Fiamme Gialle per correre nell’automobilismo, una delle sue grandi passioni.

Dal 23 agosto al 1° settembre a Tokyo (Giappone), nel National Olympic stadium, si disputò la terza edizione dei Campionati del mondo di atletica leggera. La partecipazione dell’Italia, la prima dell’era Gola, si chiuse con solo una medaglia d’oro vinta nella 20km di marcia da Maurizio Damilano. In squadra anche i finanzieri Fabrizio Mori, Marco Martino, Enrico Sgrulletti e Sandro Bellucci che, però, non brillarono come pure non lo fece quasi tutta la compagine azzurra. Un mondiale che ebbe l’abbrivio, in marzo, con la terza edizione indoor, organizzata a Siviglia (Spagna), durante la quale la squadra azzurra si aggiudicò una medaglia d’argento con De Benedictis, nei 5km di marcia, e tre di bronzo con: Evangelisti (lungo), Salvador (marcia 5km femminile) e 4x100m maschile (Vaccari-Petrella-Aimar-Nuti). Anche in questo caso i velocisti gialloverdi, Antonio Ullo, Paolo Catalano e Laurent Ottoz, non andarono oltre le semifinali. Un buon riscatto arrivò, invece, dalle universiadi di Sheffield (Gran Bretagna) durante le quali Gianrico Boncompagni e Arturo Di Mezza vinsero la medaglia di bronzo, rispettivamente, nella 4x400m e nella 20km di marcia. Alle medaglie di bronzo universitarie si aggiunsero anche le due vinte a Francoforte (Germania) durante la Coppa Europa. Due bronzi che arrivarono da Fabrizio Mori, nei 400hs, corsi in 49”76, e da Enrico Sgrulletti che, nel martello, fermò l’attrezzo a 76.16m. Marco Martino, invece, col disco si attestò in sesta posizione con la misura di 60.74m.

Nel tiro a segno a Monaco (Germania) fu ancora il finanziere Roberto Di Donna, con la pistola ad aria compressa da 10 metri e con la pistola libera, a vincere per la prima volta nella storia gialloverde l’argento nelle classifiche finali del circuito di Coppa del Mondo e la medaglia d’oro nella finale della Coppa del Mondo di pistola ad aria compressa e pistola libera. Dopo queste medaglie Di Donna vincerà in coppa del mondo ancora nel 1994 (bronzo pistola libera), nel 1995, nel 1997 (oro pistola libera e argento pistola aria compressa da 10 metri) e nel 1999 (pistola aria compressa da 10 metri).

Finalmente anche per La Sezione Vela arrivò il primo titolo continentale e pure in una classe olimpica. Durante il Campionato Europeo, svoltosi ad Abersoch in Gran Bretagna, il finanziere Luca Santella, a bordo del suo Flying Dutchman insieme al prodiere Flavio Grassi dello Yacht Club Sanremo, stravince il titolo europeo. Per il livornese Santella fu un grande risultato poiché, dopo aver impresso il suo nome anche nell’albo d’oro della Centomiglia, la classica di vela del lago di Garda, nel 1992 parteciperà, con lo stesso equipaggio, pure ai Giochi olimpici di Barcellona.

Per il karate gialloverde, invece, arrivò la conquista del titolo italiano a squadre, per il quarto anno consecutivo, ottenuto a Villongo; di sei titoli italiani tra junior, senior e assoluti e la vittoria della medaglia di bronzo ai campionati europei seniores di Hannover (Germania), da parte di Achille Degli Abbati nei 70kg, mettono in chiara evidenza quanto anche nel 1991 il gruppo Karate sia riuscito a concretizzare in termini di risultati agonistici. Intanto il gruppo Karate Fiamme Gialle, iniziò a preparare il trasferimento presso il Centro Logistico del Corpo di “Villa Spada”.

Il judo, da par suo, partecipò al mondiale con Massimo Sulli, il quale si piazzò quinto, e con Lorenzo Manzari disputò i Mondiali Militari a Nimes (Francia) dove vinse la medaglia di bronzo negli open e nella categoria dei +95kg.

Per gli uomini del canottaggio, allenati da Gilberto Moretti e Lorenzo Gattuso, l’anno pre-olimpico fu particolarmente ricco di medaglie di livello mondiale: negli assoluti, infatti, il “quattro di coppia” di Massimo Paradiso vinse l’argento, il finanziere Rocco Pecoraro si piazzò decimo in “quattro con” (in futuro Pecoraro diverrà uno dei tecnici delle Fiamme Gialle ed uno dei migliori allenatori federali in circolazione); nei pesi leggeri, sempre a Vienna, il “quattro senza” tutto Fiamme Gialle formato dai Alfredo Striani, Sabino Bellomo, Danilo Fraquelli e Francesco Cattaneo (attuale direttore tecnico gialloverde e già allenatore della squadra olimpica) vinse l’argento perdendo l’oro per un solo secondo dagli inglesi. Nei mondiali junior, di Banyoles (Spagna), un giovanissimo Giuseppe Santino Brizzi – proveniente dalla Sezione Giovanile – col “quattro con” salì sul podio e conquistò la medaglia di bronzo (Brizzi arruolato nel Corpo con la passione della Vela sarà il primo velista gialloverde a partecipare ad una Coppa America).

L’anno preolimpico va ricordato anche per la canoa gialloverde poiché arrivano, in maniera cospicua, soddisfazioni da ogni ambito. Dopo sei anni dal bronzo mondiale di Francesco Uberti, il verbanese Beniamino Bonomi, col K1 10000, raggiunse il secondo gradino del podio migliorando la prestazione ottenuta da Uberti nel 1985. Il mondiale continuò e la coppia Bonomi e Rossi, in K2 1000, per meno di un secondo sfiorò il podio. Claudio Ghelardini (attuale tecnico della Sezione Giovanile e allenatore federale) si piazzerà 5° in K1 45km nel mondiale di Maratona, mentre un buon 7° posto arrivò anche dal mondiale junior di Vienna con Dario Virgili inserito nel K4 500.

La forza organizzativa impressa dal Gruppo Polisportivo Fiamme Gialle, oltre ad essere evidente in tutte le discipline estive praticate da atleti gialloverdi, si evidenziò in maniera decisa nel nuoto dove il finanziere Emanuele Idini, durante la quarta edizione del mondiale di Perth (Australia), vinse la medaglia di bronzo nella staffetta 4x200 stile libero. Idini salì nuovamente sul podio durante I campionati europei, svoltisi ad Atene (Grecia), e conquistò la medaglia d’argento sempre nella staffetta stile libero ma, questa volta, nella 4x100. René Gusperti, invece, vinse il bronzo durante I Campionati Europei indoor e sprint (vasca 25m) di Gelsenkirchen (Germania) nella staffetta 4x50 misti. A queste affermazioni individuali va aggiunto l’argento conquistato a Eindhoven (Olanda) nella Coppa CEE, il Campionato Europeo per club, con la squadra di specialisti formata da: Simone Dini, Massimiliano Cagelli, Luca Bianchin, Renè Gusperti, Fabrizio Imperatore, Emanuele Idini, Massimo De Santis, Francesco Damiani, Fabrizio De Cristofaro e Andrea Palloni, quest’ultimo

attuale tecnico della squadra gialloverde.

Ma il ‘91 va ricordato pure per il successo dell’Italia agli undicesimi Giochi del Mediterraneo di Atene (Grecia) durante i quali la Nazionale Azzurra si aggiudicò ben 38 medaglie (11 medaglie d’oro, 17 d’argento e 10 di bronzo) che le fecero vincere nettamente la classifica per nazione ponendosi davanti alla Francia. Nella folta delegazione italiana le Fiamme Gialle erano rappresentate da 20 atleti (5 atletica e canottaggio, 4 canoa, 3 judo, 2 nuoto e 1 tiro) i quali salirono sul podio ben venti volte, lasciando agli altri azzurri solo diciotto medaglie. Ma vediamo da vicino quali furono i protagonisti dei Giochi ellenici: le gare di canoa e di canottaggio si disputarono sul lago di Joannina, situato nella regione dell'Epiro. I canoisti di Giampaolo Tronchin, testimoni di una grande preparazione tecnica, conquistano ben 6 medaglie: 2 d’oro nel K1 500 (Antonio Rossi) e K1 1000 (Benimino Bonomi); e 4 d’argento nel K2 500 (Bonomi e Bruno Dreossi), nel K2 1000 (Bonomi e Rossi) e nella canadese biposto 1000 e 500 col finanziere Luciano Parenti insieme a Marco Della Giustina. Il canottaggio, invece, vinse due medaglie d’oro nel “quattro senza”, tutto gialloverde formato dai finanzieri Antonio Maurogiovanni, Roberto Blanda, Riccardo Moretti (figlio di Gilberto) e Ciro Liguori, e nel “quattro di coppia” sul quale vogava il finanziere Massimo Paradiso insieme a Gianluca Farina, Alessandro Corona e Filippo Soffici.

Anche il nuoto fu protagonista di medaglie d’oro vinte nella 50 stile libero, dal finanziere René Gusperti, e nella staffetta 4x200 stile libero con Emanuele Idini primo frazionista, con 1’53”46, insieme a Roberto Gleria (1’53”63), Stefano Battistelli (1’52”43) e Giorgio Lamberti (1’49”19).

Sempre dal nuoto ancora un argento, ma questa volta dalla staffetta 4x100 stile libero nella quale Idini e Gusperti erano frazionisti insieme Gleria e Lamberti: l’oro fu vinto dalla staffetta francese per soli 31 centesimi.

Altro oro arrivò dal judo grazie a Girolamo Giovinazzo, vincitore della categoria dei -60kg, ed a Massimo Sulli, protagonista della medaglia d’oro vinta nei -71kg. Per il finanziere Domenico Paduano arrivò, invece, la medaglia di bronzo nella categoria degli 86 kg dominata dal francese Jean-Louis Geymond.

Anche l’atletica fece la sua parte vincendo tre medaglie d’argento con Marco Martino (disco) con la misura di 59.82m, subito dietro al connazionale Luciano Zerbini (60.10m), con Enrico Sgrulletti (martello) con la misura di 74.78m dietro al francese Raphael Piolati (75.10m) e con Fabrizio Mori che nei 400hs, con 49”85, si piegò solo al transalpino Caristan Stefane che vinse l’oro col tempo di 49”27. Dai salti arrivò, invece, la medaglia di bronzo con Marco Andreini che si fermò a quota 5.50m. Infine il velocista Giovanni Puggioni, nei 100m, non superò le qualificazioni e si piazzò 4° in batteria. Il tiro gialloverde, grazie al “cecchino” Roberto Di Donna, ottenne dai Giochi del Mediterraneo ateniesi un argento nella pistola ad aria compressa da dieci metri ed una medaglia di bronzo nella pistola libera.