1990 | Alfredo Striani Campione del Mondo pesi leggeri

L’atletica leggera disputa, a Spalato (Jugoslavia), i XV Campionati Europei. Fu una settimana magica per l’atletica italiana che si aggiudicò 12 medaglie (di cui 5 d’oro) con ben trenta finalisti, confermandosi come quarta forza del Continente. Tra i trenta finalisti spiccarono pure i finanzieri Enrico Sgrulletti, che raggiunge la settima posizione nel lancio del martello con la misura di 75.82m, e Sandro Bellucci, che nella 50km, dopo aver marciato per 4h03’46”, si fermò in ottava posizione. Laurent Ottoz, nei 110hs, e Marco Martino, nel disco, si fermarono, invece, alle qualificazioni. Sgrulletti, invece, ai campionati italiani, oltre agli altri titoli vinti, conquistò il titolo assoluto e quello invernale (Enrico Sgrulletti in carriera vincerà 12 di titoli: 7 assoluti 1988, 1990 e dal 1992 al 1996; 5 invernali 1987, 1988, 1990, 1996 e 1997).

Il canottaggio italiano nel 1990, per la terza volta nella sua storia dopo Melbourne 1954 (Australia) e Karapiro 1978 (Nuova Zelanda), tornò nuovamente in Oceania per disputare in Tasmania, un’isola stato dell’Australia, il Campionato del Mondo Assoluto e Pesi Leggeri. Un mondiale al quale presero parte anche gli atleti gialloverdi che vinsero la medaglia di bronzo, con Massimo Paradiso in “quattro di coppia” assoluto, ed un oro nell’”otto” pesi leggeri con Alfredo Striani. Al Mondiale australiano non partecipò il finanziere Agostino Abbagnale il quale, dopo la vittoria olimpica di Seul 1988 in “quattro di coppia”, ed entrato a far parte della Guardia di Finanza, durante la preparazione invernale accusò forti dolori ad una gamba. Un problema fisico affrontato con decisione dai medici i quali, dopo ulteriori ed approfonditi accertamenti, diagnosticarono una tromboflebite e, quindi, gli fu revocata l’idoneità agonistica.

Una malattia che gettò il campione olimpico, da poco finanziere, nello sconforto poiché si prospettava per lui un lungo periodo di assenza dalle gare che arrivò fino al 1995. Le Fiamme Gialle, sensibili all’uomo, all’atleta ed al suo dramma, non lo lasciarono mai solo e diedero ad Agostino la possibilità di curarsi mentre svolgeva attività d’Istituto tant’è che all’inizio del 1994 iniziò a collaborare con Lorenzo Gattuso, tecnico della Sezione Giovanile, e gli fu affidato il “quattro di coppia” categoria ragazzi formato da Lorenzo Cortese, Cristian Dalla Valle, Omar Danieli e Paolo Vivian. La forza di volontà di Agostino Abbagnale, unita il suo carisma ed alla

guida di Gattuso, portò questa barca, durante i tricolori di Lago Patria (Napoli), alla vittoria del primo titolo italiani ragazzi nel “quadruplo”. Sempre nel 1989 dalla Coppa Europa austriaca arrivò, invece, la medaglia d’oro in “otto fuoriscalmo” sul quale vogava Ciro Liguori (al termine della carriera agonistica diverrà tecnico delle Fiamme Gialle e Ispettore del Corpo), due medaglie d’argento con Luca Sartori e Massimo Paradiso, in “quattro senza” e “quattro di coppia”, ed un bronzo con Angelo Capponi nel “due senza”. Nel frattempo, dopo dieci anni consecutivi, il commissario tecnico Thor Nilsen, dopo aver rilasciato una dichiarazione sul un giornale nella quale definiva gli atleti italiani “turisti in vacanza”, venne sostituito dal tedesco Theodor Corner, allenatore dal 1962 al 1986 della nazionale della Germania Orientale (DDR), che rimase alla guida del canottaggio azzurro fino al termine delle Olimpiadi del 1992.

La canoa disputò, invece, il mondiale sul bacino del Lago di Malta, a Poznan (Polonia), e gli atleti delle Fiamme Gialle ottennero due settimi posti (C4 500 Luciano Parenti e K4 1000 Beniamino Bonomi, Alessandro Pieri e Antonio Rossi) e due noni posti con il K4 500, in cui erano imbarcati e Rossi e Bonomi, e con il C4 1000 di Parenti. L’attività nazionale vide, per i colori gialloverdi, la vittoria di ben undici titoli italiani nelle varie categorie.

Dopo la vittoria della Coppa CEE dell’anno prima, il nuoto gialloverde ci riprovò ma, si dovette contentare del terzo gradino del podio. A Torino, dove si disputò la quarta edizione, la formazione composta dai finanzieri Alessandro Ciucci, Fabrizio Imperatore, Roberto Cassio, Massimiliano Cagelli, Francesco Damiani, Gianluca Lapucci e Fabrizio Pilotti, dopo aver lottato bracciata su bracciata in ogni specialità, non riuscirono a confermarsi e salirono su uno “scomodo” terzo gradino del podio (in questa competizione i nuotatori Fiamme Gialle vinceranno ancora due medaglie d’argento nel 1991 a Eindhoven e nel 1992 a Toulouse).

Nel karate il finanziere Gennaro Talarico conquistò due medaglie di bronzo: la prima nel mondiale svoltosi a Città del Messico, vinta nella gara individuale dei 75kg, e la seconda nel kumite a Vienna, durante i campionati europei senior a squadre, insieme ai finanzieri Achille Degli Abbati e Giampiero Regazzo. Nella stessa sede, ma nella gara individuale, Francesco Muffato si laureò campione europeo dei 65kg vincendo una splendida medaglia d’oro. Danilo Proietti, durante l’europeo junior di Hannover (Germania), vinse pure la medaglia di bronzo nel kumite a squadre.

L’ultima medaglia di bronzo, per gli uomini di Culasso e di Massimo di Luigi, arrivò dalla Coppa Europa per Club che si disputò a Bari. I risultati del karate gialloverde, ottenuti a livello nazionale e internazionale, riconfermarono il ruolo che le Fiamme Gialle stavano via via assumendo come società leader del karate Italiano. Va evidenziato, infatti, che oltre ai rilevati risultati di cui abbiamo già parlato gli atleti gialloverdi riconfermarono, per il terzo anno, pure il titolo italiano a squadre.

Nell’anno Massimo Di Luigi lasciò l'incarico di allenatore (durato 5 anni) e gli subentrò il finanziere Marco Lanzilao, già atleta dall'82 e componente del team vincitore del primo titolo Italiano a squadre e della compagine vice campione d'Europa di Club a Marsiglia nel 1986.

Lanzilao dal '90, con l'incarico di allenatore, affiancherà Culasso condividendone per sedici anni (1990-2006) i successi ottenuti nel karate (dal 2006, per motivi legati al mancato ingresso del karate tra le discipline Olimpiche, alla guida della disciplina rimarrà solo Culasso con il ruolo di direttore tecnico e allenatore con i soli atleti di interesse nazionale).

Per quanto riguarda il judo la squadra gialloverde conquistò la medaglia di bronzo nella Coppa Europa per Club di Orléans (Francia), un risultato che ottenne nuovamente nel 2003 sempre a Orléans. L’anno fu propizio anche per le vittorie tricolori poiché da Rovigo, dove si disputarono I Campionati Italiani Assoluti, arrivarono quattro titoli: da Girolamo Giovinazzo nei -60kg, da Lorenzo Manzari nei +95 kg, da Domenico Paduano nei -86 kg e da Massimo Sulli nei -71 kg.

Nel tiro a segno il finanziere Roberto di Donna, che iniziava a recitare il ruolo del protagonista in ogni competizione, vinse prima la medaglia d’argento a squadre, con la pistola ad aria compressa da 10 metri, al campionato europeo di Papendal (Olanda). In seguito Di Donna, con la pistola standard, vinse due medaglie d’argento nelle coppe del mondo di Mexico City e di Rio de Janeiro. A Rio salì sul podio pure Pierluigi Ussorio che, nella pistola automatica, vinse la medaglia di bronzo. Oltre ai successi internazionali i tiratori gialloverdi chiusero l’anno con la vittoria, da parte dei finanzieri Bruno Ferrari, Roberto Neri e l’oramai uomo squadra Di Donna, di due titoli a squadre nella pistola ad aria compressa e in quella libera.

Per la vela il finanziere Davide Bortoletto, velista della classe olimpica laser, nelle acque di Trapani, al termine di una regata dura ed incerta, vinse la medaglia d’oro nella competizione di Primavera abbinata al Campionato Europeo. Fu questo un altro deciso passo in avanti per la vela gialloverde entrata solo da cinque anni nelle novero degli sport agonistici della Guardia di Finanza.