1979 | Le Fiamme Gialle aprono all'orienteering

È questo l’anno durante il quale il Capitano Pierluigi Marconi, Comandante del Gruppo Sciatori della Guardia di Finanza, chiese al finanziere Giuseppe Dellasega (ex fondista) di gareggiare per le Fiamme Gialle nella corsa di orientamento (orienteering) aprendo, così, la strada nel Corpo per questa nuova disciplina la quale, però, non deve essere intesa solo come puro gesto atletico o un semplice impegno agonistico, poiché essa va intesa anche come una continua esercitazione, una somma di esperienze e, in definitiva, un'ulteriore qualificazione professionale di coloro i quali in montagna assolvono il loro mandato. Ma vediamo come arrivò in Italia l' orienteering: la disciplina sportiva fu introdotta negli anni ‘50. Il 1975 segnò, però, l'anno della sua nascita ufficiale quale disciplina sportiva, ma solo dal 1980 ebbe la consacrazione definitiva per diffusione e notorietà. L'orienteering è caratterizzato dalla scelta individuale del percorso: l’atleta dopo aver consultato la mappa del percorso deve saper trovare la via più veloce e vantaggiosa per passare dai posti di controllo e giungere al traguardo valutando adeguatamente le proprie capacità tecniche ed atletiche. La difficoltà di questo sport si riscontra nel saper trovare autonomamente la strada migliore da seguire: il concorrente forte nella corsa preferirà un percorso principalmente su sentieri o tracce facilmente percorribili anche se più lunghe, mentre il concorrente più abile nell'orientamento preferirà scelte più dirette anche se non guidate da tracce. Col procedere della gara inoltre la fatica si farà presto sentire influenzando pesantemente le capacità di ragionamento di ciascun concorrente. Gli atleti, che il più delle volte si presentano alla partenza senza nessuna familiarità con la zona di gara, partono distanziati di qualche minuto, in modo tale che ognuno organizzi la propria corsa evitando una reciproca influenza. Il gesto sportivo consiste nel riuscire a completare, nel minor tempo possibile, un percorso, con l'ausilio di una cartina topografica e una piccola bussola, "vistando" il proprio passaggio ai posti di controllo.

Nel ’78 si svolsero a Spalato (Jugoslavia) i Giochi del Mediterraneo e, per quanto riguarda il judo, I protagonisti furono Felice Mariani, oro nei 60kg; Marcello Landi, argento nei 78kg, e Mario Daminelli, bronzo nei 95 kg. A questi risultati va aggiunto il bronzo vinto da Felice Mariani ai mondiali di Parigi nella categoria 60kg alle spalle del francese Rey Thierry (oro) e del coreano Koa Woon Jong (argento). Ma il mondiale parigino fu anche il primo mondiale in cui si fissarono definitivamente il numero delle categorie di peso (portate a sette) e la limitazione ad un solo partecipante per nazione in ogni categoria. Quello di Parigi può essere considerato il primo mondiale di judo della nuova generazione di shiai, anche grazie alla tecnica appresa dal Maestro giapponese Moriwaki Yasuhiko.

Nel karate Claudio Culasso vinse, invece, il primo titolo italiano assoluto e, contestualmente, anche quello open, mentre il compagno di squadra, il finanziere Massimo Di Luigi, conquistò il titolo europeo junior nella categoria +78kg. Un successo che, oltre ad essere il secondo titolo continentale per le Fiamme Gialle, dopo quello vinto da Claudio Culasso, fece intuire la presenza tra le fila dello sport Fiamme Gialle di una disciplina che, al fianco delle altre, iniziava il suo percorso di compagine coesa e coordinata che, negli anni a venire, salirà sempre più ai vertici mondiali. La stagione agonistica, per l’atletica leggera, iniziò da Vienna (Austria), poiché durante gli europei indoor i finanzieri Marco Piochi (lungo) e Roberto Mazzucato (triplo) si piazzarono al settimo posto, mentre Mariano Scartezzini, che negli anni a venire diverrà uno dei migliori specialisti dei 3000siepi al mondo, raggiunse l’ottavo posto. Sempre a Vienna Domenico D’Alisera e Adorno Corradini raggiunsero, rispettivamente, il 13° posto nell’asta e la semifinale negli 800m.

Scartezzini, durante la stagione agonistica, conquistò anche il suo primo successo a livello internazionale vincendo l’oro nella Coppa Europa di Torino col tempo di 8'22"74 (sempre nel 1979 giunse al terzo posto in Coppa del mondo come rappresentante della selezione europea); argento nella stessa manifestazione torinese anche per Roberto Mazzucato che, nel triplo, saltò 16.92m. Nel salto con l’asta Domenico D’Alisera vinse il titolo italiano assoluto fissando l’asticella a 5.02m.

Roberto Mazzuccato, nel triplo, vinse, invece, il tricolore con la misura di 16.03m (Mazzucato vincerà nuovamente il titolo assoluto nel 1982 con la misura di 16.18m) e la medaglia di bronzo alle Universiadi di Città del Messico con la misura di 16.87m. Al bronzo di Mazzucato va aggiunto anche l’argento nei 3000st di Mariano Scartezzini ed il bronzo, nella 4x400m, vinto da Alfonso Di Guida. Sempre durante le Universiadi messicane Orlando Bianchini, nel martello, si piazzò quinto, mentre nel disco Filippo Monforti raggiunse la nona posizione. Al termine della stagione, il marciatore Michelangelo Arena, con 2h14’43”5, vinse il titolo di campione d’Italia confermandosi pure nel 1980 col tempo di 2h16’17”0. A Bydgoszcz, in Polonia, l’atleta junior Francesco Tiziani conquistò due medaglie di bronzo agli Europei Junior nei 200m, con 21”17, e nella 4x100m contribuendo a fermare il cronometro a 40”21. Nella stessa manifestazione Marco Martino, nel disco, si piazzò nono.

Oltre al judo, ai Giochi del Mediterraneo di Spalato le Fiamme Gialle erano presenti anche nell’atletica leggera e nel canottaggio. Mentre il canottaggio vinse due medaglie di bronzo, rispettivamente, nel “due di coppia”, con Fabrizio Biondi e Annibale Venier, e nel “quattro con” misto nel quale erano inseriti Antonio Di Criscienzo ed il timoniere Siro Meli, nell’atletica, invece, arrivò la medaglia d’oro dall’inossidabile Mariano Scartezzini che, nei 3000st, con 8’24”9 vinta davanti allo spagnolo Domingo Ramon. Argento nel martello per il finanziere Edoardo Podberscek che lanciò l’attrezzo a 69.42m, mentre il bronzo fu vinto da Alfonso Di Guida, terzo frazionista della 4x400m che, insieme a Stefano Maliverni, Flavio Borghi e Roberto Tozzi, si piazzò a ridosso della Jugoslavia (2°) e della Francia (1°). Quinta posizione per Roberto Mazzuccato, nel triplo, e per Piero Selvaggio, nei 5000m, mentre Adorno Corradini si fermò alle qualificazioni degli 800m.

Nel tiro a segno, a Roma, il finanziere Calogero Mattia, con la pistola grosso calibro, conquistò il titolo di campione italiano assoluto, mentre il finanziere Raniero Carpino si aggiudicò il titolo italiano di classe nel bersaglio mobile.