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1970 | Nasce il Gruppo Tiratori Fiamme Gialle

La stagione agonistica 1970, per il canottaggio, coincise con il nuovo corso riformatore della FIC che prediligeva portare all’estero equipaggi misti e non più societari. In questa ottica venne preparata la squadra azzurra e gli atleti gialloverdi, in azzurro, volarono in Canada, nello Stato dell’Ontario, con un “quattro con” ed un “otto fuoriscalmo”. Al ritorno dalla trasferta canadese gli uomini di Catavèro vinsero quattro titoli italiani: tre negli elite (gli attuali assoluti) e uno nei senior (attuali under 23). Fu anche l’anno durante il quale il Gruppo Remiero, alle dipendenze della Scuola Nautica, si rinnovò profondamente raggiungendo un organico di sette atleti che si allenarono nella palestra ricavata all’interno della “Caserma Bausan”. Il tecnico Francesco Staiti, peraltro anche istruttore di nuoto, iniziò ad impostare i suoi atleti basandosi sui programmi di allenamento che l’ungherese Kalmann Blaho aveva portato in Italia nel periodo in cui era stato Commissario Tecnico della Federazione Italiana Canottaggio e della Commissione Italiana Canoa (1958 - 1964). Staiti fece sua la metodologia di preparazione atletica di Blaho, innovativa per la mentalità di allora, e fece comprendere ai suoi atleti la necessità di allenarsi tutto l’anno proponendo, in particolare, un esercizio in sequenza con i pesi – in uso ancora oggi – che prende il nome del tecnico ungherese. Il metodo, quindi, iniziò a funzionare e diede i primi frutti consentendo i canoisti gialloverdi di iniziare a calcare le scene nazionali lasciandosi alle spalle il periodo pionieristico.

Anche il tiro a segno uscì dalla fase pionieristica e, visti i risultati ottenuti per l’epoca, il Corpo ritenne che i tempi erano maturi per far nascere una vera e propria società sportiva per cui il 1° dicembre 1970 il Nucleo Tiratori assume la denominazione di Gruppo Tiratori Fiamme Gialle, con sede a Roma. Una evento coronato dal maresciallo Silvano Mignardi il quale vinse, con la pistola automatica, la medaglia di bronzo a squadre durante i Campionati Mondiali (Phoenix-USA) oltre a quella d’argento individuale ai Campionati Mondiali Militari di Fort Benning (USA).

Per l’atletica l’inizio degli anni ’70 fu davvero propizio poiché ben tredici atleti furono convocati in azzurro, fra cui Costa, il talento scovato alcuni anni prima tra le fila della Legione Allievi e diventato, in seguito, uno dei migliori quattrocentisti italiani. I marciatori andarono a formare, per sei ottavi, la squadra italiana a Francoforte nel campionato mondiale a squadre. Alle Universiadi di Torino solo Gian Vittore Pontonutti, con un balzo di 4 metri e 60si classificò nono nell’asta, mentre Lazzarotti (lungo), Cramerotti (giavellotto) e D’Onofrio (110hs) non superarono lo scoglio delle qualificazioni. Dal 29 al 30 agosto, a Stoccolma (Norvegia), invece, si svolse la finale della Coppa Europa, durante la quale l’Italia si piazzò settima con soli 47 punti. Nella quale i finanzieri inseriti nella compagine azzurra ottennero i seguenti risultati: Ermizio Azzaro 5° nell’alto; Sergio Liani 5° nei 110hs; Ennio Preatoni 7° nei 100m; Silvano Simeoni 6° nel disco; Renzo Cramerotti 7° nel giavellotto (Curiosità su Cramerotti: era intimo amico di Walter Adriano Buffon, suo compagno di squadra nelle Fiamme Gialle, nel getto del peso, e padre di Gianluigi, il portiere della nazionale di calcio, e della Juventus, del quale Renzo ne è il padrino). In ambito nazionale vi fu la solita ondata di titoli societari con i riflettori puntati su quello del campionato italiano di società allievi. Si iniziava a vedere il lavoro svolto in profondità con l’obiettivo di migliorare le prestazioni agonistiche. Il successo conseguito, non in un solo settore ma nell’intero apparato delle gare riservate ai ragazzi, va ascritto a tutta l’organizzazione, ma in particolare ai tecnici di ogni settore che, dopo un’iniziale incertezza, iniziarono sempre più ad essere sicuri protagonisti del panorama tecnico-agonistico nazionale ed internazionale. La stagione culminò con gli assoluti dove Liani vinse il titolo italiano 110hs e quello indoor nei 60 hs, mentre il compagno di squadra, Giuseppe Ardizzone, quello assoluto nei 5000m. Titolo pure a Renzo Cramerotti che, saltando il 1974, continuò a vincerlo fino al 1977; per Giovanni Pizzi nella 15km, per il decatleta Sergio Rossetti e per Renato Bergonzoni il quale vinse il tricolore nel lancio del peso grazie alle misura di 19,39m. A Viareggio, infine, Francesco Valenti salì sul gradino più alto del Campionato Mondiale CISM e vinse il titolo nei 3000 siepi.

Per il motociclismo Fiamme Gialle fu un anno davvero difficile poiché la FMI apportò un radicale cambiamento ai regolamenti di gara che mettevano in netto vantaggio il mezzo meccanico rispetto alla preparazione fisica dell’atleta. Furono organizzate, infatti, più prove speciali dove le moto a due tempi, di esclusiva fabbricazione straniera, prevalserò su quelle a quattro tempi di fabbricazione italiana ed in dotazione alla squadra Fiamme Gialle. In queste condizioni la compagine gialloverde poté solo partecipare al campionato italiano di regolarità concorrendo solo per la classifica individuale per classi e non per quella di squadra. Solo il finanziere Gritti si confermò, per la quarta volta, campione italiano nella classe 175cc. Il Gruppo Motociclistico fornì lo stesso alla FMI uomini e mezzi per partecipare alla 45esima sei giorni internazionale motociclistica “Trofeo Mondiale” di San Lorenzo El Escorial di Madrid (Spagna) durante la quale furono vinte tre medaglie d’oro. Le difficoltà tecniche e logistiche incontrate durante l’anno fecero indirizzare alcuni atleti a praticare il motocross peraltro con buoni risultati. Difficoltà che si protrassero anche negli anni successivi al punto che, nel 1974, il Gruppo Motociclistico fu definitivamente sciolto cessando ogni attività agonistica.

Sul finire dell’anno, a dicembre, il judo partecipò ai Campionati Italiani Assoluti svoltisi a Bari durante i quali il finanziere Giorgio Gatti, militante nella categoria medio-massimi, vinse il titolo assoluto.