1969 | Erminio Azzaro primatista italiano

Il finanziere Ermini Azzaro che, durante la sua carriera, stabilì una serie di primati italiani. Nel 1969, quando era in forza alle Fiamme Gialle, saltò 2.15m in occasione del World Formia Meeting, migliorando di un centrimetro il record detenuto da Giacomo Crosa; successivamente a Milano salì fino a 2.61m e poi, in occasione dei Campionati Europei di Atene, superò la misura di 2.17m, che gli valse anche la medaglia di bronzo. Il finanziere Ermini Azzaro che, durante la sua carriera, stabilì una serie di primati italiani. Nel 1969, quando era in forza alle Fiamme Gialle, saltò 2.15m in occasione del World Formia Meeting, migliorando di un centrimetro il record detenuto da Giacomo Crosa; successivamente a Milano salì fino a 2.61m e poi, in occasione dei Campionati Europei di Atene, superò la misura di 2.17m, che gli valse anche la medaglia di bronzo. Foto archivio Fiamme Gialle

Nell’anno post-olimpico per l’atletica Fiamme Gialle, e grazie al finanziere Erminio Azzaro, arrivarono una serie di primati italiani nel salto in alto: durante il World Formia Meeting Azzaro fissò il primato italiano con la misura di 2.15 m; alla vigilia del Campionato Europeo lo spostò di un centimetro e lo portò a 2.16m e, durante i Campionati Europei svoltisi ad Atene, con la misura di 2.17m, fissò il nuovo primato italiano e vinse la medaglia di bronzo sempre nel salto in alto.

L’atleta, che sposò la campionessa di salto in alto Sara Simeoni e ne fu l'allenatore, vanta pure un primo posto nella semifinale di Coppa Europa e un secondo posto alle Universiadi entrambi ottenuti nel 1970. Azzaro fece parte anche della squadra europea nell’incontro/rivincita di Stoccarda con gli americani e si piazzò terzo. Agli Europei di Atene Giuseppe Ardizzone, invece, si piazzo al 6° posto nei 5000m col tempo di 13’51”8, mentre i finanzieri Sergio Liani e Pasquale Busca, il primo ostacolista ed il secondo marciatore, si piazzarono 8° nel 110 hs e decimo nella 20km di marcia.

Gian Marco Schivo vinse, nel salto in alto, il titolo di Campione del Mondo CISM e fissò il record del mondiale militare di Poitiers a metri2.10. Nello stesso appuntamento militare il finanziere Francesco Valenti vinse l’argento nei 3000 siepi, mentre Simeon vinse nuovamente il titolo italiano nel lancio del disco. Sergio Liani, nei 110hs si piazzò ottavo ai Campionati Europei di Atene e raggiunse, durante i Campionati Europei Indoor di Belgrado (Jugoslavia), il quarto posto nei 50hs.

Il decatleta Rossetti vinse nuovamente il titolo italiano assoluto, mentre furono confermati tutti i titoli societari vinti l’anno prima incrementato pure con la vittoria della Coppa Italia Senior e Junior; con i titoli di campione di società di corsa campestre assoluto, senior e junior e col campionato italiano di corsa su strada junior.

Nel tiro a segno il maresciallo Silvano Mignardi, ai tricolori di Roma, si diploma Campione Italiano assoluto di pistola automatica raggiungendo il punteggio di 590/600 che gli valse, pure, il record italiano. Un risultato che gli consentì di partecipare ai campionati Europei.

Il judo, come società, disputò a Torino le finali del Campionato di Serie “B” e vinse tutti gli incontri con le squadre concorrenti terminando imbattuta. Grazie a queste vittorie entrò, di diritto, tra le otto Società della serie “A”. La squadra, accompagnata dal Tenente Vittorio Di Marco, era formata da Giuseppe Tommasi, Giancarlo Bigoli, Giorgio Gatti, Mario Minnei, Enzo Degliangeli, Pasquale Apruzzi e Umberto Foglia.

Il canottaggio, invece, dopo aver perso nuovamente la possibilità di partecipare alle Olimpiadi messicane del ’68, unitamente al reclutamento di uomini tra gli allievi finanzieri, iniziò ad arruolare atleti già affermati. Tra i campioni che fecero l’ingresso tra le fila del remo gialloverde spiccano Abramo Albini e Pierangelo Conti Manzini entrambi tesserati con la Falck Dongo e reduci dal bronzo olimpico vinto alle Olimpiadi del ’68 nel “quattro senza”. Lo stesso Catavèro, con gli ultimi arrivi e gli emergenti Giampaolo Tronchin ed Ambrogio Tonon, riuscì a formare un formidabile “quattro senza” che si piazzò al 6° posto nella finale del Campionato Europeo austriaco.

Anche i dirigenti delle Fiamme Gialle si mettono in gioco e tentano di scalare la dirigenza sportiva fino ad arrivare alla presidenza del Comitato Decima Zona del canottaggio e della canoa (Lazio – Umbria – Sardegna) alla quale viene eletto il Tenente Colonnello Andrea Speciale, dirigente del canottaggio Fiamme Gialle, mentre entrò nel consiglio anche il Maggiore Francesco Gaudioso.

Andrea Speciale rimarrà in carica fino al 23 marzo 1969 quando, nel corso della tumultuosa Assemblea Ordinaria della FIC per il rinnovo delle cariche nazionali, si dimetterà per protesta contro il neo eletto Presidente FIC Diodato Lanni il quale aveva espresso alcune considerazioni negative nei confronti delle organizzazioni sportive militari. Va ricordato anche che nel '69, sotto lo stimolo di Speciale, e l’ausilio dei tecnici Vittorio Catavèro e Mario Bovo (Marina Militare), il canottaggio fece ritorno sul Lago di Piediluco. Lasciando le acque solcate dalle barche di canottaggio, va posto in evidenza la performance del finanziere Gritti che, in sella alla sua moto, si confermò nuovamente Campione d’Italia di Regolarità nella classe più potente delle 175cc.