1967 | Pasquale Giannattasio campione europeo indoor

Pasquale Giannattasio, considerato uno dei più grandi velocisti italiani di tutti i tempi, con 22 presenze in nazionale assoluta tra il 1963 e il 1968. Pasquale Giannattasio, considerato uno dei più grandi velocisti italiani di tutti i tempi, con 22 presenze in nazionale assoluta tra il 1963 e il 1968. Foto archivio Fiamme Gialle

In quest’anno l’atletica gialloverde vinse tutto quello che era a portata dei propri atleti. Dopo il bronzo olimpico di Tito, riuscì ad arrivare nuovamente sul gradino più alto del podio in un evento continentale grazie a Giannattasio che, durante i Campionati Europei indoor di Praga (Cecoslovacchia), conquistò la medaglia d'oro nei 50m col tempo di 5”7. Lo stesso anno, sempre nel ’67, Giannattasio si prese il lusso di conquistare sia l’oro che l’argento ai V Giochi del Mediterraneo di Tunisi, rispettivamente, nella staffetta 4x100m (insieme a Carlo Laverda, Ennio Preatoni e Ippolito Giani) e nei 100m dove fu secondo, dietro al greco Charis Ayvaliotis, dopo un febbrile consulto del fotofinish che riuscì per meno di un centesimo a decretare l’ordine d’arrivo (10”6). Per lui fu un anno da annali sportivi poiché a Città del Messico eguagliò il record italiano dei 100m con 10”2, detenuto da Livio Berruti, battendo Tommie “Jet” Smith. Ancora oggi, a distanza di 44 anni, Pasquale Giannattasio è considerato tra i migliori 10 “centisti” delle graduatorie italiane assolute di sempre ed il 10”26 risulta essere l’8° tempo di sempre. La sua forza e la sua determinazione trascinò la squadra dell’atletica gialloverde a vincere, dopo il primo del 1956, il secondo scudetto aprendo così la serie ininterrotta di vittorie che portò il sodalizio Fiamme Gialle a rimanere imbattuto per cinque anni consecutivi fino al 1971. Un risultato frutto di un collettivo molto forte nel quale, oltre a Giannattasio, spiccava nel settore lanci Silvano Simeon che iniziò a far sentire i suoi acuti vincendo l’oro nel lancio del disco durante i Giochi del Mediterraneo di Tunisi (Tunisia) con la misura di 57,30 la quale gli valse pure il nuovo record dei Giochi. I

risultati di Simeon fecero invidiare alle Fiamme Gialle l’appartenenza del formidabile discobolo veneto tantoché, seppure modesto nella vita di tutti i giorni, i tecnici europei lo vollero nella formazione europea in occasione dello storico scontro con la nazionale americana durante il quale la compagine europea si posizionò in seconda posizione. Sempre ai Giochi di Tunisi si mise in mostra Nicola De Vito che, col tempo di 1h38’42”6, vinse l’oro nella 20 chilometri di marcia, mentre negli ostacoli il finanziere Sergio Liani, dopo essere stato semifinalista nei 50hs agli Europei Indoor di Praga, vinse l’argento nei 110hs dietro al connazionale Giovanni Comacchia. Nei lanci, invece, troviamo Gianpaolo Urlando che, all’entrata nel Corpo, era un modesto lanciatore di peso, ma il tecnico Gino Brichese, suo allenatore, lo trasformò subito in un martellista eccellente. Di lì a poco Urlando indossò la maglia azzurra e fu primatista italiano e campione d’Italia per ben 10 volte nell’arco di tempo che va dal 1967 al 1983. Pasquale Santoro nel salto in lungo, con 7.46, vinse invece il campionato italiano assoluto e indossò pure la maglia azzurra. Giovanni Pizzi, dopo il 4° posto nei 3000st ottenuto a Tunisi, durante i Giochi del Mediterraneo, conquistò il tricolore assoluto sempre nei 3000 siepi col tempo di 8’57”4, mentre la staffetta 4x1500m, formata da Pizzi, Valente, Gaddeo e Ardizzone, concluse la serie di primati nazionali. Come squadra le Fiamme Gialle vinsero anche il Campionato Italiano di Società, il Campionato Italiano di Marcia, il Campionato di Corsa e sei successi complessivi nelle categorie senior e junior. Finora abbiamo parlato di atleti emersi tra le fila del Corpo, o di giovani arruolatisi con piccole esperienze nell’atletica leggera e diventati in seguito campioni grazie agli esperti tecnici delle Fiamme Gialle, a questi fanno eccezione, però, I casi degli affermati Erminio Azzaro, Sergio Liani, Valter Sgardello e Giuseppe Ardizzone arrivati tra le fila gialloverdi dopo che avevano già indossato la maglia azzurra. L’alto livello raggiunto, e I successi conseguiti, non fecero dimenticare la ricerca di nuovi talenti tant’è che fu scoperto, nel

battaglione Allievi Finanzieri di Portoferraio, il talentuoso Domenico Carpentieri, mentre in quello di Roma furono scoperti Costa e Pasquale Busca, quest’ultimo divenne azzurro dopo pochi mesi di attività.

Il 1967 fu anche l’anno in cui arrivarono i primi risultati apprezzabili dalla Sezione Giovanile che, per merito dell’allora Colonnello Danilo Montanari, iniziò in maniera spedita a calcare le scene agonistiche nazionali. La guida tecnica fu affidata a Sorba ed in seguito affiancato da Carmelo Impollonia. Dalla Sezione Giovanile uscirono fuori, per esempio, il discobolo Marco Martino, campione e primatista italiano nativo di Roma, Nino Bixio, mezzofondista di Schio promettente a livello studentesco, e passato poi alle Fiamme Gialle. Bixio fu il successore di Lombardo alla guida dell’atletica Fiamme Gialle, ruolo che cedette, anni più tardi, quando fu nominato responsabile dell’intero Gruppo Sportivo, a Giuseppe la Nave.

Ed è proprio Nino Bixio, in Storia della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza, Roma 2003, pp. 105/106, a ricordare la sua esperienza dirigenziale:

“Nell’autunno del 1961 il generale Simoni, padre dello sport gialloverde (…), mi convocò per conoscere i miei programmi per rilanciare il Gruppo Atletico, cui ero appena assegnato (…). Il magazzino, con scarso materiale, era situato in un bagno; non esisteva neanche una tuta. Ma in quell’inverno 1961/62 lavorammo sodo e non chiedemmo nulla a nessuno; ci erano stati assegnati solo modesti fondi per far fronte alle spese di trasferta. Ebbene nel 1962 vincemmo il campionato italiano di società di marcia e quello nazionale militare. Avevo introdotto programmi di preparazione decisamente innovativi in quel momento: il potenziamento organico come parte integrante di tutta la preparazione. Nel periodo invernale macinammo chilometri e chilometri per i campi, lungo gli argini del Tevere, lungo strade in terra battuta o sulla Cristoforo Colombo, fino alla pineta di Ostia. L’innovazione investiva non solo mezzofondisti e marciatori, ma anche saltatori, lanciatori, velocisti. Anche il sottoscritto percorreva, assieme agli atleti, tutto il percorso di 26 km circa che separava il Palazzo dello Sport dalla Scuola Sottufficiali. Queste nuove metodologie di allenamento erano da me apprese da una traduzione all’inglese di una relazione tenuta a Duisburg da Percy Cerruti, già allenatore del “miles” di Jhon Landy e, successivamente, di Herbert Elliot, campione alle Olimpiadi di Rona 1960. Poi innovai la struttura tecnica, designando un responsabile per ogni settore, criterio valido ancora oggi. Gli allenatori allora inseriti sono quelli cui va il merito di gran parte dei successi. Penso a loro ricordandoli sempre con grande ammirazione e gratitudine: Leone, Lanaro, Corsaro, Spinucci, Giuseppe Lentini, Brichese.

Da un articolo a firma del giornalista Vanni Loriga, pubblicato sulla rivista “Atletica” dell’aprile 1968, egli sottolinea inoltre che:

Sotto la grande ala del generale Simoni, la colonna dirigenziale dal Col. Montanari e si demoltiplica attraverso il bravo, attivo Cap. La Nave ed il Ten. Zanetti. Il lavoro germina poi da numerosi rivi e rivoletti, che sono gli allenatori ed i tecnici. Uno “staff” di tecnici come quello della Guardia di Finanza è veramente cosa poderosa. Accanto ai rappresentanti della vecchia scuola (Sorba, Orecchioni, Malu) che ormai costituiscono una categoria “anfibia” di tecnici dirigenti, ecco la nuova generazione: Lanaro per le corse, Leone per il mezzofondo, Spinucci per i salti, Brichese per i lanci, Corsaro per la marcia (….).

Ma l’attività agonistica gialloverde era in costante fermento pure nel tiro a segno poiché, dopo il riconoscimento come disciplina sportiva, avvenuto nel 1963, il Comando Generale della Guardia di Finanza costituì organicamente, con decorrenza 16 agosto 1967, il Nucleo Tiratori Fiamme Gialle.

Inizialmente l’organico del Nucleo Tiratori, disposto dal Comando Generale, era così determinato: un ufficiale subalterno addetto (a cura del Comando del I Battaglione Allievi); un sottufficiale direttore degli allenamenti e segretario, il Maresciallo Bruno Zacchini; una squadra di fucile d’ordinanza, affidata al capo squadra allenatore vice brigadiere Guido Gendarmi; una squadra di pistola, affidata al capo squadra e allenatore maresciallo Silvano Mignardi; una squadra di carabina, affidata al capo squadra e allenatore brigadiere Silvio Materazzi. Con questa organizzazione si iniziò a valutare la costituzione di una vera e propria società sportiva interna al Corpo che, però, avverrà solo tre anni più tardi, nel 1970 che assumerà la denominazione di Gruppo Tiratori.

Ai Campionati Italiani Juniores di Sassari il Gruppo Judo, come società, si classificò al primo posto, davanti alle Fiamme Oro. Il risultato arrivò per merito dei finanzieri Giuseppe Tommasi (1° categoria leggeri), Enzo Degliangeli (2° categoria massimi) e Giorgio Gatti (4° categoria mediomassimi) e Luigi Sarcinelli 5° classificato. Con questo primo titolo juniores Giuseppe Tommasi iniziò una carriera di successi che lo porteranno alla partecipazione alle Olimpiadi di Monaco '72.

Tommasi diventerà, in seguito, sottufficiale e Direttore Tecnico/Allenatore del Gruppo Judo Fiamme Gialle.

È l’anno in cui il Gruppo Motociclistico Fiamme Gialle vinse il Campionato Italiano di Società precedendo in classica generale due squadre delle Fiamme Oro, il Motoclub Monari di Bologna, la seconda squadra delle Fiamme Gialle, il Motoclub Bergamo e l’Associazione Motociclistica Fiorentina. Il finanziere Alessandro Gritti vinse, in sella ad una Moto Morini, il Campionato Italiano Individuale di Regolarità classe 125 cc. La squadra al completo si aggiudicò, invece, il 6° Motogiro d’Italia e conquistò anche il primo posto tra le rappresentative italiane alla XX edizione della competizione Internazionale “Valli Bergamasche”. Prese parte anche alla sei giorni internazionale “Trofeo Mondiale” di Zakopane (Polonia) vincendo due medaglie d’oro ed una di bronzo.