1964 | Silvio Materazzi recordman di carabina standard

Il brigadiere Marcello De Dorigo, olimpionico e più volte campione italiano assoluto nelle gare di fondo, in azione nella staffetta 4x10km, di cui facevano parte anche i finanzieri Franco Nones e Giulio De Florian, quinta classificata ai Giochi di Innsbruck 1964 Il brigadiere Marcello De Dorigo, olimpionico e più volte campione italiano assoluto nelle gare di fondo, in azione nella staffetta 4x10km, di cui facevano parte anche i finanzieri Franco Nones e Giulio De Florian, quinta classificata ai Giochi di Innsbruck 1964 Foto archivio Fiamme Gialle

I Giochi Olimpici, per la prima volta, si trasferiscono in oriente, in Giappone. Le Nazioni partecipanti furono 94, quindi dieci più di Roma, e gli atleti furono 5541. I media iniziarono ad essere sempre più presenti fino ad arrivare a 1200 giornalisti, i 600 fotoreporter e 50 cineradioperatori. L’Italia, nel medagliere finale, si piazzò quinta con 27 medaglie (10 oro, 10 argento, 7 bronzo). Le Fiamme Gialle erano presenti nella delegazione olimpica con Pasquale Giannattasio, primatista italiano nella staffetta 4x100m (Berruti, Preatoni, Ottolina, Giannattasio) col tempo di 39”3 ad Annecy (Francia), che detenne fino al 1968. Ai Giochi di Tokio Giannattasio si piazzò 7º nella staffetta 4x100m col tempo di 39”5 sempre con la stessa formazione di Annecy.

A Varsavia, durante gli Europei Junior, Francesco Valenti vinse la medaglia d’argento nei 1.500 metri col tempo di 4’13”1. In ambito nazionale le Fiamme Gialle, invece, vinsero la classifica senior del campionato di società mentre si piazzarono terze in quella assoluta. Il Gruppo Atletico fu anche campione d’Italia di Società nelle prove multiple (decathlon senior e junior e octathalon allievi), mentre vinse, col tempo di 41”2, il titolo di campione d’Italia nella staffetta 4x100m con Vinicio Bertoli, Carlo Latini, Pasquale Giannattasio e Giovanni Beraldi. Giovanni Pizzi e Nicola De Vito, insieme a Corsaro, vestirono la maglia azzurra (per Corsaro fu l’ultima volta come atleta, mentre iniziò la carriera di tecnico). Lo squadrone Fiamme Gialle partecipa e vince la “Coppa Città di Perugia”, manifestazione nazionale di ampio prestigio. È anche l’anno in cui l’atletica leggera gialloverde fu potenziata con l’istituzione di un “centro di mezzofondo”, con sede a Lido di Ostia, ed affidata all’ex siepista Vincenzo Leone con allenamenti nella vicina pineta di Castelfusano.

Per quanto riguarda l’attività nazionale del tiro a segno gialloverde, il maresciallo Bruno Zacchini vinse il titolo di Campione d’Italia di pistola libera; mentre il brigadiere Silvio Materazzi stabilì il record italiano nella specialità di carabina standard. Silvano Mignardi, infine, vinse due titoli italiani di categoria.

Per il remo gialloverde il 1964 fu un anno importante anche per il cambiamento di denominazione sociale: il Centro Nautico Sportivo divenne Gruppo Nautico Fiamme Gialle e, contestualmente, prendono consistenza anche le Sezioni Giovanili di canottaggio su sollecitazione del Generale Danilo Montanari, anche lui tra i maggiori sostenitori dello sport nella Guardia di Finanza (Il Generale Montanari si spense ad 80 anni, nel marzo del 1998, nella sua casa di Ostia Lido). Dopo la mancata partecipazione olimpica di Tokio, ma con la tranquillità di disporre di una sede dove poter svolgere le proprie attività, Sabaudia appunto, il Gruppo Nautico iniziò nuovamente a calcare le scene mondiali sotto la dirigenza del Maresciallo Pasquale Giordano e della conduzione tecnica di Vittorio Catavèro che, intanto, aveva voluto al suo fianco, con l’incarico di tecnici ed in sostituzione di Mannoni e di Intini, Salvatore Ibba, Gilberto Moretti e, saltuariamente, Lorenzo Gattuso. Il primo membro del quattro con che si aggiudicò il bronzo nel ‘61 agli Europei, il secondo Campione d’Italia negli anni ’50 ed il terzo svolgeva anche il ruolo di timoniere.

Negli sport invernali, in particolare nel fondo, ma questa volta in chiave olimpica, iniziò a farsi strada il finanziere Franco Nones che partecipò all’Olimpiade di Innsbruck (Austria) dove si piazzò 10° nella 15 km (nella stessa gara Deflorian e De Dorigo si fermarono, rispettivamente, al 18° e 27° posto). Gli italiani, ancora una volta, furono quinti nella staffetta 4x10km con Giuseppe Steiner ed I finanzieri Franco Nones, Marcello De Dorigo e Giulio Deflorian. De Dorigo in questa gara tirò fuori le unghie grazie all’intervento del direttore tecnico italiano Bengt Nillson che lo aveva scaricato di ogni responsabilità mettendolo in seconda frazione. Stabilì, così, il miglior tempo

battendo nettamente lo svedese Jernberg. De Dorigo fallì però clamorosamente ogni possibilità nella 30 km dove finì 15esimo, ma va ricordato anche che il brigadiere Marcello De Dorigo, sei volte campione italiano assoluto, atleta davvero coriaceo, era considerato il più grande protagonista delle gare preolimpiche di Seefeld nel 1963 con una vittoria ed un secondo posto di fronte ai grandi atleti nordici. Egli passò dall’ammirazione alla commozione degli sportivi di ogni continente dopo la terribile notte vissuta nell’inverno del 1964: De Dorigo si trovava in Svezia con la squadra dei fondisti azzurri per gli allenamenti preolimpici sulla neve del famoso centro di preparazione di Volodalen, località sperduta in mezzo alla foresta e con poche ore di luce (gli allenamenti si effettuavano con le pile agganciate alla fronte), quando si perse nella foresta riuscendo a sopravvivere per tutta la notte al gelo artico. In ambito nazionale Franco Nones, invece, vinse anche il titolo assoluto nella 15 km – confermato nel 1965/1966/1970/1971 – e quello nella 30 km, confermato nel 1965/1966/1970. Sempre nel ’64, il finanziere ed olimpionico Nilo Zandanel, dopo essere arrivato solo trentaseiesimo ai Giochi di Insbruck nella gara del salto speciale K70 e venticinquesimo in quello K90, vinse il titolo di campione del mondo di salto, ottenuto sul trampolino di Obersdorf, in Germania, che gli permise di diventare anche recordman mondiale con un salto di 144 metri. Da sottolineare che insieme al recordman Zandanel c’erano pure i nomi di Da Col, del finanziere Bruno De Zordo (ai Giochi si piazzò 46° nel K70) e Olivotti tutti nomi che indicavano una provenienza scontata, quella di Cibiana, un paese dove si praticava uno sport "povero" ma che rendeva orgogliosi i ragazzi di essere nati e cresciuti "Sote i spighe de Roan".

Enzo Perin, infine, arrivò 18° ai Giochi nella combinata nordica individuale. Insomma fu un’Olimpiade che, seppur senza medaglie per le Fiamme Gialle, getto solide basi per i successi futuri. Da sottolineare che, nello stesso anno, anche il finanziere Luigi Di Marco stabilì il record mondiale sul chilometro lanciato alla fantastica velocità di 174,757 chilometri orari.

Il 1964 fu anche l’anno in cui il Gruppo Motociclistico Fiamme Gialle, dopo essersi affermato in ambito regionale, iniziò l’attività agonistica in campo nazionale e, sorprendentemente, conquistò il titolo di campione italiano di società mettendo in riga sia società civili che militari.