1962 | Giulio Deflorian è bronzo mondiale nel fondo

Foto di gruppo dei canottieri Fiamme Gialle Foto di gruppo dei canottieri Fiamme Gialle Foto archivio Fiamme Gialle

Il Gran Premio di Società fu vinto, nel ’62 e per la seconda volta, dall’atletica gialloverde e la marcia, divenuta la specialità guida, contribuì notevolmente alla sua conquista. Intanto i Battaglioni Allievi Finanzieri diedero allo sport due giovani marciatori: De Vito e Sgarbello. Il marciatore Elio Massi partecipò nella 50 km ai Campionati Europei di Belgrado (Jugoslavia), ma si fermo durante il percorso; Corsaro a 37 anni suonati, divenne un punto inamovibile della nazionale ed i marciatori Fiamme Gialle vinsero il campionato italiano di società di marcia nelle due categorie senior e junior (la squadra di marcia delle Fiamme Gialle dal 1962 al 2011 può annoverare nell’albo d’oro la vittoria di 76 titoli di campione d’Italia di società: 41 assoluti e 35 senior). A Brescia la compagine gialloverde si piazzò al terzo posto del Campionato Italiano di Società ed emersero Pasquale Giannattasio, Vinicio Bertoli, Castellano, Vincenzo Leone e l’esordiente Giovanni Pizzi.

Per il canottaggio Fiamme Gialle, reduce dal successo all’Europeo, fu un anno di grandi decisioni: la Federazione si era accorta che, per ottenere risultati di livello internazionale, era necessario formare equipaggi misti (cosa che oggi avviene regolarmente). La Marina Militare fu la prima società italiana ad avere quest’intuizione e cercò di anticipare tutti mettendo insieme le migliori forze remiere con le stellette. Non tutto il Consiglio Federale incoraggiò l’iniziativa ed alcuni, anzi, la combatterono. Questi mancati incoraggiamenti, ed il timore di perdere gli effetti della propaganda fornita dallo sport ai singoli Corpi militari, originarono dubbi nella Guardia di Finanza e nella Pubblica Sicurezza che fornirono all’iniziativa un formale e non sostanziale riconoscimento pur essendo tutti membri del Comitato Sportivo Militare. Il Centro Remiero si costituì in ogni modo presso la Scuola Centrale Remiera Marina Militare con l’appoggio di Esercito, Marina Militare e Aeronautica. La decisione della Guardia di Finanza di non entrare a far parte del nuovo Sodalizio remiero, dove invece confluirono Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri e Guardie di PS, portò ad un’accelerazione nella costruzione degli impianti sportivi individuati nelle strutture dell’ex milizia portuale. La scelta per gli alloggi, gli uffici e dove costruire la vasca scuola cadde, invece, sullo stabile dell’ex casa del fascio e condiviso, inizialmente, con il locale Comando Brigata della Guardia di Finanza. Con queste scelte logistiche furono conquistati i titoli italiani junior in “quattro con” e senior in “due con”.

Il tiro a segno partecipò ai Campionati Militari Assoluti di pistola e si aggiudicò il secondo posto nella classifica a squadra. Ma già dal 1960, e negli anni a venire, la Guardia di Finanza, per colmare il gap tra le società sportive e quelle che si dedicavano al tiro in forma dopolavoristica, come avveniva tra gli appartenenti al Corpo, prese la decisione di iniziare ad impostare la conduzione sportiva del tiro su criteri completamente nuovi.

Il Gruppo Sciatori di Predazzo, intanto, salì alla ribalta delle cronache sportive grazie al finanziere Giulio Deflorian che, durante i campionati del mondo di fondo, svoltisi a Zakopane (Polonia), vinse la medaglia di bronzo nella 30 chilometri.