1961 | Bronzo europeo per il canottaggio gialloverde

Il "quattro con" vincitore della medaglia di bronzo ai Campionati Europei di canottaggio, primo alloro internazionale per il remo gialloverde. Da sinistra i finanzieri Giuseppe Giorgianni (timoniere), Francesco Ventura, Francesco Staiti, Salvatore Ibba e Michele Vertuccio (Praga 1961) Il "quattro con" vincitore della medaglia di bronzo ai Campionati Europei di canottaggio, primo alloro internazionale per il remo gialloverde. Da sinistra i finanzieri Giuseppe Giorgianni (timoniere), Francesco Ventura, Francesco Staiti, Salvatore Ibba e Michele Vertuccio (Praga 1961) Foto archivio Fiamme Gialle

Dopo la delusione olimpica, che vide escluso dai Giochi l’ammiraglia gialloverde, il canottaggio ripartì nuovamente con l’obiettivo della partecipazione olimpica di Tokio ‘64. Il 1961 era, però, l’anno degli Europei di Praga (gli attuali Campionati del Mondo Assoluti) e, sempre a Sabaudia, fu formata una triade tecnica davvero eccezionale: Alippi-Bovo-Catavèro “motore tecnico” della squadra azzurra in vista degli Europei di Praga (Cecoslovacchia). Di questa triade, sempre pronta ai confronti, spicca il “solito” Vittorio Catavèro il quale, con l’equipaggio “quattro con”, formato da Vito Casalucci, Salvatore Ibba, Francesco Staiti, Michele Vertuccio, Giuseppe Giorgianni, vinse la sua prima medaglia di bronzo come tecnico e porto alle Fiamme Gialle, con un equipaggio interamente sociale, il primo podio della storia del remo gialloverde. Fu davvero un evento di portata storica per la Guardia di Finanza. Sul primo gradino del podio di Praga si piazzò la Germania, con 6.33.13, seguita in seconda posizione dall’ URSS, con 6.38.04, e terza Italia con 6.39.40. Fu un bronzo che segnò anche la vita di Francesco Staiti che venne raggiunto dalla notizia della morte del padre e, dopo aver riflettuto e ripresosi dall’improvviso dolore, decise di non tornare in Italia ma di gareggiare e vincere in onore della memoria paterna.

La canoa Fiamme Gialle, anche lei a Sabaudia – località in cui rimase fino al 1968 – partecipò al Campionato Europeo Elite a Poznan (Polonia) col K2 1000 e 500 di Cesare Zilioli, Alberto Schiavi: l’equipaggio si classificò al quarto posto in batteria nei 1.000 metri, mentre nei 500 metri furono eliminati. Cesare Zilioli partecipò anche nel K1 1.000 ma si fermò in batteria dove si piazzò al 5° posto. In ambito italiano questi due fuori classe dell’epoca vinsero quattro titoli di Campione d’Italia Elite.

Il 1961 portò nell’atletica gialloverde una ventata di modernità. Si era entrati nell’era della specializzazione e, quindi, gli atleti furono suddivisi, per la prima volta, in cinque settori: velocità e ostacoli, mezzofondo, salti, lanci e marcia ed a ogni settore fu assegnato un tecnico specialista nel tipo di attività. All’inizio dell’anno, l’11 gennaio, lo sport gialloverde fu segnato dalla scomparsa del Capitano Michele Tito, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 1948 e campione d’Italia, mentre si affacciava alla ribalta Pasquale Giannattasio, velocista brillante e bruciante. Gianni

Corsaro, invece, vinse la medaglia di bronzo nella 20 chilometri di marcia durante il Campionato del Mondo Militare di Bruxelles (Belgio). Corsaro, insieme a Ghezzi furono, inoltre, i soli che nell’anno riuscirono ad indossare la maglia azzurra tant’è che lo stesso Corsaro, seppure anziano agonisticamente, suscitò un tale entusiasmo che portò ad una vera rigenerazione tutta la squadra di marcia. Sulle tracce degli indimenticabili camminatori dello “Scudo Nelli”, i marciatori conseguirono un significativo sesto posto nel campionato italiano di società ed il quarto posto nel Gran Premio di Società. Il 14 gennaio la Guardia di Finanza decise di dare “casa” anche al motociclismo Fiamme Gialle costituendo il Gruppo Motociclistico. Fu questo il primo atto ufficiale per dotare il sodalizio di un consiglio direttivo ed affiliarlo alla Federazione Motociclistica Italiana.