Stampa questa pagina

1959 | Gaetano Simoni presidente della FIDAL

Il 21 e 22 febbraio del 1959, durante il 14° Congresso Nazionale di Trento, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, dopo la morte del presidente Luigi Ridolfi, avvenuta il 31 maggio del 1958, elesse il nuovo presidente. La scelta cade su Gaetano Simoni, già reggente Fidal durante la Seconda Guerra Mondiale e fino alla riunificazione dei due tronconi della Federazione. Per l’ufficiale della Guardia di Finanza, fu il coronamento di una carriera vissuta sempre ai massimi livelli sportivi.

L’ufficiale, tra l’altro, rimase in servizio nel Corpo dal 10 novembre del ’59 al 30 settembre 1960 per garantire la sua partecipazione nel Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Roma.

Il 1959 fu anche l’anno della prima partecipazione Europea per la canoa: la coppia Cesare Zilioli e Alberto Schiavi partecipò, infatti, al Campionato Europeo Elite di Duisburg classificandosi al 5° posto nella gara del K2 500 mentre Zilioli, in K1, sfiorò il podio (4°) nella gara della staffetta 4x500m. Il canottaggio, dopo la parentesi comasca, fece ritorno nuovamente a Gaeta sempre sotto la guida di Flavio Ratti che la mantenne fino a maggio 1959. All’inizio di giugno Vittorio Catavèro, “riappacificatosi” con i vertici del remo gialloverde, riprese in mano le redini del sodalizio della Guardia di Finanza che mantenne saldamente fino al 1987. Con il ritorno di Catavèro si decise di dare al canottaggio Fiamme Gialle una sede idonea per eseguire allenamenti preparatori in vista delle Olimpiadi del 1960 di Roma.

Scartata l’ipotesi di realizzare la sede sulle rive del Garigliano (il fiume in Provincia di Frosinone era troppo tortuoso e presentava difficoltà nella discesa in acqua delle imbarcazioni) e del Lago di Fondi, in Provincia di Latina, dove bisognava “inventare” tutto, la scelta definitiva cadde su Lago di Sabaudia che, in quegli anni, si era candidato per ospitare, in occasione delle Olimpiadi di Roma 1960, le regate olimpiche di canottaggio e canoa (in questa sfida vinse il lago di Castelgandolfo).

Il cambio di sede avvenne nel novembre del 1959 e, mentre gli atleti furono sistemati in un’abitazione presa in affitto, per gli allenamenti fu utilizzato, ospiti della Marina Militare, l’impianto remiero che l’Ente aveva aperto in quegli anni proprio per preparare meglio la partecipazione olimpica di Roma. Gli equipaggi della Marina Militare, della Moto Guzzi, della Canottieri Livornesi e dei Corazzieri erano, infatti, quelli che si contendevano la possibilità di partecipare ai Giochi Olimpici di Roma.

La Guardia di Finanza arrivata a Sabaudia, con solo otto uomini ed un timoniere, entrò subito nella contesa olimpica. Vittorio Catevèro, battagliero più che mai, iniziò la preparazione proprio mentre Sabaudia, e con lei la Marina Militare, divenne anche sede di sperimentazioni tecniche basate sull’interval training e sull’allenamento in circuito da fare in palestra. Sperimentazioni intraprese grazie all’iniziativa del maggiore belga Mollet che, insieme a Bebrus, fu nel 1948 tra i padri fondatori del CISM, il quale venne in Italia su espresso invito della Marina Militare, e portò questo programma di preparazione di caratteristiche, all’epoca, assolutamente rivoluzionarie rispetto ai sistemi fino allora adottati. Il programma di allenamento fu subito messo in pratica dall’equipaggio della Marina Militare, e di conseguenza anche dall’equipaggio gialloverde, e messo a disposizione della Federazione Italiana Canottaggio.

Nell’atletica Giulio Chiesa vinse prima la medaglia di bronzo al mondiale militare di Roma e poi, con la misura di 4.20m, conquistò anche il titolo italiano nell’asta. Questo fu il suo ultimo tricolore in carriera poiché l’anno successivo finì l’attività agonistica per dedicarsi, a tempo pieno, a quella militare nella Guardia di Finanza. Chiesa, per i suoi innumerevoli risultati ottenuti in un decennio nel salto con l’asta, è ricordato come uno degli interpreti più significativi dell’evoluzione della specialità in Italia.

È questo anche l’anno in cui nella Guardia di Finanza riaffiorò l’interesse per il motociclismo. Un interesse che coincise con la decisione di prendere parte alla gara internazionale “Agenti Addetti alla Vigilanza Stradale IV Trofeo Internazionale Motociclisti” che venne organizzata dal Corpo dei Vigili Urbani di Pavia. La Guardia di Finanza selezionò i partecipanti tra i motociclisti impegnati nel servizio di porta ordini e recapito corrispondenza nella Capitale. Fu questo l'inizio di un percorso che portò alla costituzione di un gruppo di 12 corridori i quali vinsero il campionato laziale di regolarità, oltre ad altre importanti affermazioni di squadra e individuali.

Nello sci, invece, Nilo Zandanel vinse il titolo italiano nel salto e, durante l’anno, la squadra Fiamme Gialle ottenne ben trenta vittorie in ambito nazionale ed internazionale.