1957 | Lo sport gialloverde in grande fermento

Nell’anno post olimpico il finanziere Enzo Perin conquistò due titoli assoluti nel salto e nella combinata nordica. Lo stesso atleta si confermò campione italiano assoluto nella combinata negli anni 1958 e 1959. Sempre in casa Fiamme Gialle, ma nel tiro a segno, il Capitano Felice Vita si impose nel campionato italiano militare dove vincendo il titolo italiano di pistola ordinanza. A Gaeta, invece, a seguire il canottaggio e la canoa, arrivò un giovane sottufficiale che, come Catavèro, divenne negli anni il protagonista del canottaggio e della canoa Fiamme Gialle: il brigadiere mare Pasquale Giordano che fu assegnato al Centro Nautico Sportivo con le mansioni di segretario. Intanto per risolvere il problema degli allenamenti, legati al mare troppo mosso per il tipo di imbarcazioni che si iniziavano ad usare, furono fatte delle prove spostandosi prima sul fiume Garigliano – ma qui vi erano problemi per scendere in acqua in sicurezza – e poi sul Lago di Fondi. Questi spostamenti, fatti con camion e barche, erano per gli atleti molto stressanti ed andarono avanti per tutto il 1957. Una situazione alla quale Vittorio Catavèro, dopo aver vinto il titolo italiano junior in “quattro senza”, quello senior in “due con”, la medaglia d’argento nel Criterium Militare di La Spezia in “quattro jole”, con uomini provenienti dalla IV Zona della Guardia di Finanza di Napoli, si ribellò e lasciò la conduzione tecnica delle Fiamme Gialle.

A Milano, durante il 12° Congresso Nazionale Fidal, l’assemblea elesse per acclamazione Bruno Zauli Presidente Onorario a vita, mentre furono eletti Presidente il Marchese Luigi Ridolfi, e tra I Vice Presidenti Gaetano Simoni. È questo anche l’anno durante il quale alcuni sodalizi militari decisero di rafforzare le compagini atletiche arruolando i più forti specialisti italiani disseminati nelle varie società. Il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle non fu tra questi poiché ritenne di attingere dalle varie compagnie e battaglioni per mantenere il principio di voler temprare il carattere dei finanzieri attraverso la pratica sportiva e dare una costituzione fisica adeguata a svolgere nella maniera migliore l’azione anticontrabbando. Un impegno che, contemporaneamente, creava e valorizzava sempre nuove forze per l’atletica italiana. Furono questi i motivi per cui, fino al 1967, il titolo italiano di società, raggiunto faticosamente l’anno precedente, non fu più vinto pur arrivando quasi sempre in seconda posizione sia nel Campionato Italiano di Società che nel Gran Premio di Società. Tra gli uomini di punta, il protagonista fu ancora Vincenzo Leone che, nei 3000 siepi, con 9’34”8, confermò il titolo assoluto vinto l’anno prima. La responsabilità dirigenziale passò, invece, dalle mani dell’ex velocista Maggiore Bruno Posani a quelle di un altro velocista: il Tenente Vincenzo Lombardo. Gli atleti iniziarono gli allenamenti in inverno poiché durante la stagione non agonistica svolgevano i normali servizi cui è demandata istituzionalmente la Guardia di Finanza. La sede dell’atletica era sempre in via XXI Aprile a Roma, dove operavano come allenatori Tommaso Sorba e Andrea Orecchioni, mentre alcuni atleti erano stati assegnati a distaccamento di Lido di Ostia, presso la Scuola Sottufficiali, e venivano seguiti dall’allenatore Giovanni Malu Fattacciu.

La squadra del tiro a segno Fiamme Gialle partecipò ai Campionati Militari Assoluti di pistola e vinse il terzo posto nella classifica a squadra.