1953 | Il canottaggio italiano si tinge di gialloverde

Il tecnico Vittorio Catavèro al timone di una delle imbarcazioni da lui allenate Il tecnico Vittorio Catavèro al timone di una delle imbarcazioni da lui allenate Foto archivio Fiamme Gialle

La Scuola Nautica di Gaeta continuava ad avere, nel suo ciclo addestrativo degli allievi del contingente di mare, anche il canottaggio ed il nuoto: quest’ultimo praticato anche presso l’Accademia, alcune Legioni e, anni dopo, dal battaglione di Portoferraio (Isola d’Elba). Da questa presenza remiera si iniziò a pensare seriamente a costituire un gruppo di vogatori agonisti. L’idea iniziale iniziò a prendere forma nell’agosto del 1953 quando, durante il Corso Allievi Finanzieri, il Maggiore Francesco Ranieri, Comandante della Scuola, ed il Capitano Ferdinando Natale, suo vice, ricevettero la visita del Comandante dell’Accademia Aeronautica di Nisida, il Colonnello Gennaro Folinea, quest’ultimo amico di Natale ed appassionato di sport. Durante il pomeriggio iniziarono a discutere di canottaggio tanto da accordarsi, se sì fosse arrivati alla costituzione di un Centro Remiero a Gaeta, per avere l’ausilio tecnico di Vittorio Catavèro, giovane allenatore di canottaggio proprio presso l’Accademia di Nisida. L’Iniziativa fu salutata con la giusta determinazione dal Colonnello Gaetano Simoni che, l’anno successivo, sarebbe divenuto il primo Capo di Stato Maggiore del Comando Generale del Corpo.

Ferdinando Natale, giovane ufficiale e futuro Comandante della Scuola Nautica, in accordo con il Maggiore Francesco Ranieri e sotto l’occhio tecnico di Catavèro, quest’ultimo coadiuvato dal brigadiere mare Antonio Mannoni, si mise subito al lavoro e selezionò una dozzina di giovani finanzieri, ritenuti in grado, secondo i target di allora, di iniziare l’attività agonistica del canottaggio. Il passo successivo fu la formazione di un "otto jole" misto tra vogatori della Guardia di Finanza e dell’Accademia Aeronautica di Nisida. In pochi giorni fu allestito, e varato presso la Caserma Bausan, come allora attuale sede della Scuola Nautica, su disegno di Vittorio Catavèro un rudimentale pontone galleggiante di legno sostenuto da fusti di ferro, sul quale il tecnico “impostò” i primi finanzieri vogatori. C’erano i vogatori e c’era anche la sede, ma mancava la barca. Un’esigenza subito colmata da Natale poiché, con l’interessamento di Catavèro, prese in prestito dall’Accademia di Nisida, società di provenienza del tecnico, un “quattro jole” completa di remi. Gli allenamenti iniziarono in maniera quasi rocambolesca: Catavèro, che continuò ad allenare pure l’Accademia di Nisida fino al gennaio del 1959, faceva arrivare in treno a Napoli l’equipaggio e, con lui al timone, copriva in allenamento il tratto di mare tra Nisida e Gaeta; Il giorno dopo l’equipaggio ripartiva, sempre in “quattro jole”, e da Gaeta si allenava ripercorrendo a ritroso il tratto di mare fino a Nisida.

A poco più di due mesi dal fortunato incontro tra gli Ufficiali della Scuola Nautica di Gaeta ed il Comandante dell’Accademia Aeronautica di Nisida, ed il Colonnello Simoni, la Guardia di Finanza ebbe l’opportunità di costituire un sodalizio che poté essere iscritto alla Federazione Italiana Canottaggio (FIC) giacché possedeva una struttura sociale, un’imbarcazione, gli atleti ed un tecnico. Iniziò, così, una febbrile corsa contro il tempo per ottenere tutte le varie autorizzazioni in modo da essere pronti per l’affiliazione alla FIC per l’anno agonistico alle porte. Quando il Maggiore Ranieri, sostenuto dai suoi Superiori e con l’aiuto insostituibile di Natale, ebbe tutte le carte in regola, approntò la domanda di affiliazione alla FIC ed il 22/11/1953 nacque ufficialmente il sodalizio remiero gialloverde che prese il nome di Centro Nautico Sportivo Guardia di Finanza di Gaeta e come tecnico Vittorio Catavèro, che divenne anche istruttore di voga per gli Allievi Finanzieri, ed affiancato da Antonio Mannoni in qualità di preparatore atletico. Con la fondazione del Centro Nautico Sportivo, la Guardia di Finanza aveva di fatto creato un sodalizio in grado di rappresentare il canottaggio Fiamme Gialle nella gare del calendario federale. Una condizione che, per essere riconosciuta definitivamente, bisognerà attendere la fine degli anni ‘50 poiché in alcuni Comandi di Corpo si continuavano a formare autonomamente equipaggi in “jole da mare” per disputare i Criterium Militari ed i Campionati del Mare.

Il sodalizio di Gaeta partecipò al Campionato Italiano Militare del 1953, svoltosi nel Golfo di Taranto, e l’equipaggio di Antonino Greco, Francesco Gorgoni, Benito Chiellini, Donato Placido Lorenzo e dal timoniere Salvatore Porcu, si piazzò in seconda posizione proprio dietro all’equipaggio dell’Accademia Aeronautica di Nisida. Un risultato che diede grande fiducia a tutto il movimento appena costituitosi all’interno della Scuola Nautica convincendo ancor più la Gerarchia sulla bontà della scelta di dedicarsi al canottaggio.

Mentre il canottaggio prende forma a Gaeta, nell’atletica Fiamme Gialle Giulio Chiesa continua a far parlare di se vincendo, con un’altezza di 4 metri, il secondo titolo italiano assoluto nell’asta. Il tiro a segno continua, invece, a mietere successi con Franceschetti primo nella gara nazionale con la carabina, mentre Zacchini si impone, nuovamente, in quella con la pistola libera.

IL Gruppo Sciatori Fiamme Gialle conquista, per la prima volta, il titolo di campione assoluto di società istituito nel 1951. Un successo di squadra che fece esultare, oltremodo, tutto il mondo, e non solo sportivo, della Guardia di Finanza.