1948 | Michele Tito vince la prima medaglia olimpica per le Fiamme Gialle

Il podio della staffetta 4x100 ai Giochi Olimpici di Londra del 1948. Da notare che la staffetta azzurra, formata da Carlo Monti, Enrico Perucconi, Antonio Siddi e Michele Tito (ultimo in basso a destra), è sul secondo gradino del podio per ricevere la medaglia d'argento dopo la squalifica del quartetto statunitense, in seguito riammesso in classifica e premiato con l'oro. Il podio della staffetta 4x100 ai Giochi Olimpici di Londra del 1948. Da notare che la staffetta azzurra, formata da Carlo Monti, Enrico Perucconi, Antonio Siddi e Michele Tito (ultimo in basso a destra), è sul secondo gradino del podio per ricevere la medaglia d'argento dopo la squalifica del quartetto statunitense, in seguito riammesso in classifica e premiato con l'oro. Foto archivio Fiamme Gialle

Il 18 febbraio fu fondato il Consiglio Internazionale dello Sport Militare (CISM) divenuto, negli anni, una delle più grandi organizzazioni multi-sport al mondo (attualmente – aggiornamento 2011 – ne fanno parte le forze armate di 133 paesi membri). Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si tornò, inoltre, a parlare di olimpismo con lo svolgimento a Londra della XIV Olimpiade. I Giochi furono dignitosamente poveri, ma non era lo sfarzo che si richiedeva loro. E questo fu considerato un dettaglio che non disturbò più di tanto. L’ambiente risentiva degli anni di guerra, c’era poco da mangiare e molte delegazioni furono costrette a portarsi il cibo da casa. C’era stato il divieto assoluto di costruire impianti nuovi. Il principale era ancora il vecchio stadio di Wembley, costruito nel 1923. Gli atleti vennero ospitati dove capitava e com’era possibile, distribuiti su una trentina di località diverse: i principali centri di raccolta si trovavano a Richmond Park, e a Uxbridge, in piena

campagna inglese col suo carattere malinconico, i prati rasi e le case grigiastre, dai tetti rossi. Insomma era un’atmosfera da Dickens. In Italia la guerra aveva spazzato l’intera organizzazione sportiva che pure aveva mantenuto una parvenza di attività fino alla caduta del fascismo. Gran parte degli atleti più illustri o erano morti o erano troppo anziani per poter riprendere. Nonostante queste premesse non confortanti, i risultati tecnici furono tutt'altro che modesti, visto che nove primati olimpici furono migliorati nell'atletica leggera e otto nel nuoto, sia in campo maschile che in quello

femminile. Evidentemente la guerra non riuscì a frenare la rincorsa ai nuovi metodi di preparazione, alle innovazioni nello stile, oltre all'applicazione delle scienze mediche alla pratica fisica. L’Italia, nel tentativo di risollevarsi subito dagli eventi bellici, al contrario di Germania e Giappone, venne ammessa ai Giochi e si presentò con 19 uomini. E fu proprio dalle ceneri del secondo conflitto mondiale che la Guardia di Finanza ottenne il primo successo olimpico. Ai Giochi di Londra, infatti, fra gli atleti che rappresentarono l’Italia vi furono, per la prima volta nella storia dello sport olimpico estivo gialloverde, anche due militari del Corpo: il capitano Michele Tito, velocista nei 100 metri e nel salto in lungo, e l’allievo finanziere Gianni Corsaro nella marcia che gareggiarono all’interno dello storico stadio di Wembley. Michele Tito vinse la medaglia di bronzo nella 4x100m grazie anche alla IAAF che autorizzò finalmente l'utilizzo dei blocchi di partenza per le gare di velocità, inventati nell'ormai lontano 1927. Il ventitreenne Gianni Corsaro, invece, marciatore di talento si piazzò settimo nella 10 km. Nella 4x100 azzurra, Tito era il penultimo frazionista, dopo Monti e Perucconi, mentre il rush finale fu affidato a Siddi. Quando Siddi prese il testimone, la distanza dai primi sembrava incolmabile, ma lo sprinter sassarese

recuperò prodigiosamente e tagliò il traguardo al terzo posto, alle spalle di Usa e Gran Bretagna. In un primo momento gli americani vennero squalificati per un cambio irregolare, così durante la premiazione gli azzurri salirono sul podio e ricevettero la medaglia d'argento. Poi i giudici

cambiarono idea e gli azzurri furono costretti a restituire l'argento e prendersi il bronzo. Il 1948 fu anche l’anno durante il quale iniziò l'attività agonistica nelle Fiamme Gialle Giulio Chiesa che, sotto la guida del tecnico Tomaso Sorba, si dedicò alla specialità del salto con l'Asta.

A Saint Moritz, sempre nel 1948, si disputò la V Olimpiade Invernale e Vittorio Chierroni, non più tra le fila della Guardia di Finanza e con la sua carriera oramai irrimediabilmente danneggiata dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che per molti anni gli impedì di dimostrare in competizioni ufficiali il suo talento, fu il quinto portabandiera azzurro nella storia olimpica invernale. Nelle gare si piazzò al 7° posto nella combinata, mentre l’Italia vinceva la sua prima medaglia d’oro nello skeleton con Nino Bibbia. Per le Fiamme Gialle, invece, arrivò il miglior risultato mai ottenuto in un’edizione olimpica invernale: il quarto posto nella gara di fondo e tiro pattuglia militare ottenuto dal finanziere Giacinto De Cassan (l’Italia fu preceduta sul podio dalla Svizzera, oro, Finlandia, argento, e Svezia bronzo).

Il ’48 fu anche l’anno di rinascita della scherma italiana e gialloverde poiché venne organizzata, anche nella Guardia di Finanza, la “settimana sportiva", manifestazione alla quale prendevano parte atleti provenienti dalle varie Legioni territoriali, oltre che dai Reparti d'Istruzione.