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1946 | Lo sport da il suo contributo alla rinascita dell'Italia e del comune senso di appartenenza

Le devastazioni della guerra non avevano risparmiato stadi e palestre e la carneficina bellica era costata la vita a milioni di persone tra le quali anche molti atleti che avevano fatto la storia dello sport italiano. La rinascita nazionale venne scandita, in campo sportivo, dalle iniziative prese dal CONI e dalle Federazioni Nazionali. Finita la guerra anche la Guardia di Finanza cercò di riorganizzare le proprie fila ed il Gruppo Atletico Fiamme Gialle, grazie al Colonnello Simoni che, intanto, aveva assunto il ruolo di Capo della Segreteria del Comando Generale del Corpo e divenuto membro del Consiglio Direttivo della Fidal (l’elezione avvenne il 17 e 18 marzo a Firenze durante il 1° Congresso Nazionale che elesse anche Bruno Zauli come presidente), assunse una propria fisionomia anche molto rapidamente e in maniera tanto egregia da far guadagnare al Corpo importantissimi e lusinghieri risultati sia a livello nazionale che internazionale. L’attività agonistica, relegata a livello regionale e poco in quello nazionale, usci, infatti, dall’incubazione post-bellica per assumere una dimensione internazionale grazie al velocista Michele Tito che partecipò al terzo Campionato Europeo di atletica leggera di Oslo (Norvegia). L’evento si svolse dal 22 al 25 agosto nel Bislett Stadion e, per la prima volta, vide la partecipazione contemporanea di atleti di sesso maschile e femminile. Tito, come componente della 4x100m, si piazzo 4° in batteria, mentre l’Italia vinse quattro medaglie: un oro, un argento e due di bronzo. Per Michele Tito fu la prima esperienza internazionale che gli servì per formarsi la giusta mentalità agonistica che, nel 1948, gli permetterà di entrare nella storia della velocità italiana e gialloverde. Da sottolineare il ritorno nella squadra Fiamme Gialle di Filippo De Petris il quale, liberato dalla prigionia tedesca, riprese subito le gare senza superare, però, la misura nel triplo dei 13 metri e 58.

Per quanto riguarda la scherma, invece, la prima gara ad essere organizzata tra le fila delle Fiamme Gialle, dopo la fine della guerra, si svolse a Roma il 5 luglio del ‘46, in occasione della festa del Corpo celebratasi all'interno dell'ex Caserma "Vittorio Emanuele III", di Viale XXI Aprile.