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1928 | Il Trofeo Scudo Nelli è definitivamente della Finanza

Diploma d'onore con il quale si attesta la vittoria definitiva, da parte della Legione Allievi della Regia Guardia di Finanza, del Trofeo Scudo Nelli di marcia Diploma d'onore con il quale si attesta la vittoria definitiva, da parte della Legione Allievi della Regia Guardia di Finanza, del Trofeo Scudo Nelli di marcia

Fu questo l’anno in cui la Guardia di Finanza vinse, per la terza volta, la gara di Marcia “Trofeo Scudo Nelli”. La Legione Allievi compì il suo massimo sforzo, presentando alla partenza ben 23 squadre, decisa ad aggiudicarsi definitivamente il trofeo ed a lottare sino all'ultimo per l'elmo d'argento con la sua prima squadra che, meno forte sulla carta di quella degli anni precedenti, era stata peraltro preparata con la massima cura. Come era stato previsto alla vigilia, non ci fu lotta per la conquista dello “Scudo Nelli” perché la squadra della Legione Allievi Guardie di Finanza, che lo aveva già vinto due volte, si presentò con un complesso di 23 squadre riuscendo a portarne ben 16 entro i 15 minuti previsti dal regolamento del Trofeo. La vittoria dei finanzieri, che avevano anche occupato il terzo gradino del podio, fu possibile grazie alla squadra era formata da Di Giovanni, Diletti, Bartolini, Armesano, Dal Monte e Pelillo la quale coprì il percorso di 21 chilometri e 500 metri in 1h45’01”. Al secondo posto si piazzò il GS 112^ Legione dell’Urbe col tempo di 1h45’02”; mentre al 3° posto si piazzò la II squadra della Legione Allievi Guardie di Finanza formata dai finanzieri Vella, Ciccio, De Paoli, Palmas, Pezzella, Santoro fermando il cronometro a 1h48’34”. Con questa terza vittoria delle Fiamme Gialle terminò anche la competizione poiché i premi, che avevano acceso lotte tanto dure ed impegnative, erano stati aggiudicati definitivamente alle squadre gialloverdi. Intanto sulla scena agonistica, nella specialità del giavellotto, si affacciava Alberto Dominutti che vince il titolo con la misura di 55.28. Il giavellottista di vaglia, con 15 presenze nella nazionale italiana, fu anche più volte primatista e partecipò alle Olimpiadi di Amsterdam che si tennero dal 17 maggio al 12 agosto.

Per i Giochi della IX Olimpiade estiva, la capitale olandese aveva già presentato la sua candidatura per i Giochi del 1920 e del 1924, ma prima l'omaggio del mondo al Belgio martoriato dalla guerra, e poi l'esplicita richiesta del barone de Coubertin di affidare l'organizzazione della manifestazione a Parigi, le avevano negato la possibilità di fare il proprio esordio tra le città olimpiche. Invece, nel 1924, batté la concorrenza di Los Angeles e poté dare il via ai preparativi. Il Regno d’Italia si piazzò al quinto posto con 19 medaglie (7 oro, 5 argento, 5 bronzo). Intanto a Saint Moritz si disputò la II Olimpiade Invernale alla quale parteciparono 25 nazioni, ma il curling e la pattuglia militare non erano più gare da medaglia (anche se l'ultima rimase nel programma come sport dimostrativo) mentre lo skeleton fece la sua prima apparizione olimpica. La Guardia di Finanza vi prese parte, per la prima volta nella sua storia sportiva, grazie al finanziere Luciano Zampati che, nel salto speciale K60, si piazzò trentaquattresimo. Zampati fu l’antesignano degli olimpionici degli sport invernali ed il primo a cui molte generazioni di saltatori guardarono con ammirazione per la prestigiosa partecipazione.