1925 | Nasce il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle

Fase del Trofeo Scudo Nelli di marcia (Roma 1925) Fase del Trofeo Scudo Nelli di marcia (Roma 1925) Archivio Fiamme Gialle

Nell’anno, per quanto riguarda gli sport invernali, la specialità del salto si aggiunse a quella delfondo ed il finanziere Gaetano Finco riuscì a vincere il titolo di campione nazionale militare. A Finco si affiancarono i finanzieri Luciano Zampatti, Paolo Pompanin, Ernesto Zardini e il sottobrigadiere Paolo Valzer consentendo al salto ed alla combinata di diventare discipline sportive praticate internamente al Corpo. La Scuola Alpina di Predazzo si avviò, dunque, all'agonismo, ma l’attività si svolgeva prevalentemente sulle nevi di Passo Rolle, sotto la guida di esperti istruttori, e nella squadra erano inserite molte giovani reclute provenienti dalle vallate alpine e dall'Abruzzo. Lo sport della neve fu inteso, soprattutto, come espressione limite dell'attività addestrativa e come mezzo per formare e migliorare nuove leve nelle diverse specialità. Sempre nel ‘25, ad appena tre anni dalle prime gare, fu costituito ufficialmente il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle che ebbe vita autonoma rispetto agli altri Gruppi della Legione Allievi, grazie al quale, negli anni successivi, l'attività agonistica ed addestrativa divenne più intensa ed elevata sul piano tecnico-professionale. Con la creazione del Gruppo Sciatori alle discipline già presenti si affiancarono il bob e l’orientamento. Un arricchimento tecnico agonistico che fece aumentare anche la presenza partecipativa a gare internazionali. Il 1925 fu anche l’anno durante il quale inizia la statalizzazione dei fenomeni sportivi e venne costituita l’Opera Nazionale Dopolavoro che fu uno dei motori di accelerazione del fenomeno sportivo dell’epoca. Nacquero, all’interno della struttura del Corpo, le scuole di scherma ed una delle più efficienti fu inaugurata ed aperta presso il Circolo Regia Guardia di Finanza adibito al servizio del Dazio e Consumo del Comune di Firenze. La scuola operò per molti anni in alcuni locali messi a disposizione dallo stesso Municipio. Tra gli atleti, presenti nelle compagini del Corpo, v’erano anche buoni corridori che si distinsero particolarmente sulle brevi distanze. Cerisoli era uno dei migliori quattrocentisti italiani del tempo che ottenne tempi, per quell'epoca, davvero eccellenti; Morelli, D'Arienzo, Porciani, Colombo, Sbolli lo affiancarono in ottime staffette che figurarono degnamente anche in campo nazionale vincendo, tra l'altro, anche il campionato italiano juniores della 4 x 400 svoltosi a Riva del Garda (TN). Il 1924 fu anche l’anno in cui la Guardia di Finanza partecipò nuovamente alla gara di marcia “Trofeo Scudo Nelli”. Le Fiamme Gialle non solo giunsero prime al traguardo con la squadra composta da Velia, Di Giovanni, Dal Monte, Di Salvo, Dorè e Cortesella, ma piazzarono ben diciannove delle loro venti squadre entro i 15 minuti dall'arrivo della prima aggiudicandosi, per la prima volta l’ambito Trofeo.

Dei componenti la squadra di marciatori, che consentì alla Guardia di Finanza di conquistare lo storico Trofeo, spicca la figura di Giommaria Dorè (nato Sassari il 13 gennaio 1904). Dorè dopo l’arruolamento nel Corpo, avvenuto Il 16 dicembre 1922, fu destinato a frequentare il corso di addestramento presso il Battaglione allievi di Roma, reparto ove rimase in forza dopo la promozione al grado di guardia. Entrato a far parte della squadra sportiva della Legione Allievi del Corpo nel luglio del 1923, partecipò a varie competizioni nell’ambito delle gare di marcia a squadre ottenendo buoni risultati. Nel 1924 fu nominato “istruttore di educazione fisica” presso lo stesso Battaglione allievi di Roma, attività che svolse con grande zelo e determinazione al punto da riceverne un Encomio da parte del Comandante Generale del Corpo nel marzo del 1925. Il 1° agosto del 1926, il finanziere Dorè lasciò la Legione Allievi per prestare attività nell’ambito del cosiddetto “servizio d’istituto”. Da quel momento Dorè cambiò più volte sede, prestando così servizio in Istria, in Sardegna, a Civitavecchia, a Roma e persino in Libia, destinato a Bengasi il 14 maggio 1938. Tornato in Italia, nell’agosto del 1941, l’appuntato Dorè fu destinato alla Brigata litoranea di Marzocca (Ancona), che non raggiunse poiché, mentre si trovava presso la sua famiglia in Sardegna per usufruire un periodo di licenza, fu colpito al ginocchio destro da una scheggia di un proiettile. A causa di complicazioni Dorè morirà presso l’Ospedale militare di Cagliari l’11 novembre 1941.