1915 - 1918 | La Grande Guerra ferma lo sport

Nel marzo 1915, in occasione del centesimo giorno che separava gli allievi del l 6° corso dalla fine degli studi, venne organizzata a Caserta una competizione di ginnastica e di scherma alla quale presero parte i migliori allievi. Questa sarà, di fatto, l'ultima occasione per i finanzieri di cimentarsi con gli sport in quanto, di lì a poco (il 23 maggio 1915), l'Italia sarebbe entrata in guerra e, con essa, la Regia Guardia di Finanza. Ma già durante il 1914, nella segreta preparazione bellica austriaca contro l'Italia, anche lo sport servì come arma e mezzo di indagine e di spionaggio . Un tragico preludio che sfociò il 28 luglio 1914 nella dichiarazione di guerra alla Serbia da parte dell'Austria-Ungheria. Fu l'inizio della Prima guerra mondiale e lo sport italiano, e con esso quello militare, si dovette fermare. Molti dei nomi che avevano fatto la storia dello sport italiano sacrificarono la loro vita per difendere la Patria. Atleti che qualche anno prima avevano calcato le scene dello sci, della ginnastica e del tiro si trovarono a dover competere, non agonisticamente, con avversari che fino a qualche mese prima avevano affrontato, e molte volte sconfitto, sulle piste innevate delle Alpi o nelle palestre che si erano sviluppate sia in Italia che all'estero.