Stampa questa pagina

1901 - 1910 Alla Regia Guardia di Finanza le "stellette militari". Nascono CONI e Maglia Azzurra

La squadra dei Finanzieri che partecipò al concorso Ginnico Militare del 1908 La squadra dei Finanzieri che partecipò al concorso Ginnico Militare del 1908 Foto archivio Fiamme Gialle

Con l'inizio del Novecento, presso la Scuola ufficiali di Caserta furono organizzate importanti gare podistiche, rese peraltro celebri grazie anche ai resoconti della stampa locale, prime fra tutte le pagine de "Il Mattino". Fra le più importanti va sicuramente annoverata quella che si tenne la mattina del 22 marzo 1903, cui presero parte i sottufficiali allievi, frequentatori della scuola.

La gara di marcia si sviluppò, con un tragitto di ben 100 chilometri, attraverso le Province di Caserta, Napoli e raggiungendo Sorrento.

La gara fu seguita in bicicletta da una commissione giudicatrice formata dal comandante della Scuola ufficiali, colonnello Arella, dal capitano Custo e dal tenente Battista. Fra i vincitori di medaglia d'oro, per aver raggiunto i cento chilometri, si trovano i nomi di Umberto Toller, Ivo Pesavento, Luca Bongiovanni e Gaspare Carruba, futuri ufficiali che legheranno la loro persona a particolari avvenimenti della storia delle Fiamme Gialle.

In seguito alla riforma ordinativa del Corpo, sancita con la Legge n. 367 del 19 luglio 1906, il Deposito di Maddaloni divenne sede del Comando della Legione allievi . E fu proprio nel cortile della Caserma Nino Bixio che le gare di ginnastica e di scherma, preparate dal maresciallo istruttore Branca rio, rappresentarono la cornice a uno storico evento, celet{,iJto in quella occasione, ovvero la firma del Regio Decreto n. 566 del 1907 col quale il Re Vittorio Emanuele III, accogliendo favorevolmente la proposta del ministro delle Finanze, estendeva alla Regia Guardia di Finanza l'uso delle stellette militari, segno evidente della speciale destinazione del Corpo alla difesa della Patria e della soggezione dei suoi uomini alla giurisdizione militare.

Furono anni importanti e di grande fermento poiché, mentre alla Regia Guardia di Finanza venivano assegnate le "stellette", si costituì in Italia, sempre nel 1907, il primo Comitato Nazionale Olimpico (CNO), riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nel 1908.

Non si trattava di un comitato di "federazione delle federazioni'; caratteristica assunta dopo il 1919; non si chiamava CONI, come è poi avvenuto nel 1914, ma è indubbio che l'olimpismo si veniva affermando definitivamente in Italia. All'organizzazione sportiva che stava nascendo necessitavano delle insegne e, quindi, l'Italia sportiva decise di far vestire di azzurro i propri atleti e le proprie squadre.

II15 maggio 1910, a Milano, infatti, la nazionale italiana di calcio disputò il primo incontro della sua storia, battendo per 6 a 2 la Francia.

Dopo quella partita, peraltro amichevole, l'Italia giocò contro l'Ungheria, a Budapest, e gli azzurri persero malamente il match per 6 reti a 1.

Le due prime gare non furono disputate con la maglia azzurra, bensì con la maglia bianca: il cambio avvenne subito dopo e i colori azzurri furono molto apprezzati dai Savoia.

L'esordio della maglia azzurra avvenne il 6 gennaio 1911 sempre durante una partita di calcio e fu segnato da una sconfitta: l'Italia perse nuovamente contro l'Ungheria, stavolta però solo per 1 rete a 0. Da quella data partì la storia della Maglia Azzurra che ha compiuto, nel 2011, i cento anni Una maglia e un colore che hanno segnato la storia delle nazionali italiane fino ai giorni nostri eccezion fatta per l'utilizzo, in sole due occasioni, della maglia nera nell'era fascista.

Il 1910 fu anche l'anno in cui, per effetto del Regio Decreto del 6 luglio, nei Reparti di Istruzione delle varie Forze Armate - in questo contesto compresa tra esse anche la Regia Guardia di Finanza - fu prevista un'unica figura di maestro abilitato all'insegnamento sia della scherma sia della ginnastica.

Da questi reparti erano usciti, nel frattempo, numerosi atleti, alcuni dei quali avevano preso a gareggiare, sia privatamente che in seno a piccole squadre organizzate autonomamente presso le varie Legioni territoriali del Corpo con scopo ludico-ricreativo.