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Giovedì, 29 Luglio 2021 09:50

TOKYO 202ONE: DEDICHE SPECIALI PER LA CAMPIONESSA OLIMPICA RODINI

TOKYO 202ONE: DEDICHE SPECIALI PER LA CAMPIONESSA OLIMPICA RODINI ph canottaggio.org

Subito dopo la storica impresa delle due "terribili" Azzurre, che hanno riscritto la storia del canottaggio femminile italiano vincendo l'oro olimpico nel "doppio" Pesi Leggeri femminile, Valentina Rodini ha così commentato l'impresa appena compiuta:

“È stata una gara fantastica, a 15 colpi dalla fine ho chiamato il via che ci ha permesso di balzare davanti, ma gli ultimi cinque colpi non finivano mai! Dopo il traguardo, ho avuto subito la sensazione che fossimo medaglia d’oro, ma c’era incertezza e ho voluto aspettare la conferma del tabellone. Poi è esplosa la gioia che doveva esserci al termine di una finale come questa. L’abbiamo gestita bene, volevamo non strafare nella prima parte per poi partire dai 1000 metri in avanti, anche se poi le condizioni del campo e la gara, per come si stava mettendo, ci ha costrette ad anticipare un po’ i nostri piani. Rispetto a ciò che ci eravamo prefissate di fare, ho dovuto chiamare anche un via in più, poi a 500 metri dall’arrivo avevo capito che eravamo lì per giocarci l’oro, e nonostante il lago difficile siamo riuscite con una grande chiusura a prenderci la vittoria. Siamo state a lungo tutte sulla stessa linea, ma sinceramente non ci ho fatto caso, per me in barca esiste solo la schiena di Federica, sono la sua ombra, e abbiamo lo stesso cuore e la stessa testa, nonostante due caratteri diversi, nel gestire le gare. Quando ho realizzato di avere la medaglia d’oro al collo, ho sentito la barca che, pur ferma, continuava a scorrermi sotto. La dedico a Simone, mio fratello, punto fermo della mia vita. Alla mia famiglia, naturalmente a Federica. Poi la dedico alle mie due società, la Bissolati a Cremona, dove sono cresciuta in un gruppo di ragazze fantastiche, e le Fiamme Gialle, che ora sono la mia famiglia. Soprattutto un grazie particolare va a Gigi Arrigoni, mio tecnico sia alla Bissolati che in Nazionale che ha sempre creduto in me, anche quando non ci credevo io. Mi ha spronata, abbiamo litigato, abbiamo avuto divergenze, ma se Gigi si pone in questo modo, è perché ci crede più di te, e fa in modo di spronarti ad avere lo scatto necessario affinché ci creda anche tu. Ha avuto ragione. In Rocco Pecoraro, mio tecnico in Fiamme Gialle, ho trovato un’altra figura centrale, anche lui ha sempre scommesso sulle mie qualità, e per questo lo ringrazio. Grazie infine anche all’Università che frequento, UNIMORE, e ai professori che ho incontrato e che hanno sempre sostenuto le mie esigenze relative alla pratica del canottaggio. È anche grazie a loro se sono campionessa olimpica e allo stesso tempo a soli cinque esami dalla laurea”.

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