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Sabato, 11 Agosto 2018 21:59

Berlino. Palmisano principessa di bronzo.

BERLINO.

La 27enne tarantina portacolori Fiamme Gialle, allenata da Patrizio Parcesepe a Ostia, completa la sua prova con il primato stagionale di 1h27:30, alle spalle della spagnola Maria Perez, oro in 1h26:36 (record dei campionati) e della ceca Anezka Drahotova, argento in 1h27:03. La gara era cominciata con un’ora e cinquanta di ritardo a causa di una fuga di gas lungo il percorso, che aveva reso necessari controlli di sicurezza all’ombra della Gedächtniskirche. Grazie alla marciatrice con il fiore tra i capelli, sempre preparato da mamma Maria ma con l'aggiunta del tricolore tedesco accanto al verde-bianco-rosso, il tacco-e-punta femminile torna sul podio continentale a distanza di dodici anni dal bronzo di Elisa Rigaudo a Göteborg 2006. 

"Sono molto contenta soprattutto di essermi confermata - esulta "Nelly" - non era facile vincere un'altra medaglia un anno dopo, soprattutto sapendo di non essere nella stessa condizione della scorsa stagione. È stata una gara tosta, un continuo variare su un’atleta e l’altra, non si capiva chi potesse prendere il ritmo giusto. Non ho la stessa forma di Londra perché quest’anno abbiamo cambiato un po’ di cose nei chilometri della preparazione invernale, ma era importante farlo nel 2018, in una stagione più facile, in previsione dei Giochi di Tokyo. Per me questa medaglia significa tanto, è la ciliegina sulla torta. Tra un mese mi sposo, mamma sta finendo di preparare l’abito da sposa. I preparativi mi hanno tolto qualcosa dal punto di vista atletico, ma come donna mi stanno regalando veramente tanto. All’altare non ci andrò marciando, adesso devo imparare la cosa più difficile: portare i tacchi!”.

Nella gara maschile chiudono al sedicesimo posto l’altro pugliese Francesco Fortunato(1h23:04), invece non arriva al traguardo per una squalifica il romano Giorgio Rubino.

Entra in pedana per difendere il titolo europeo anche Gianmarco Tamberi. È la sua quarta finale consecutiva in questa manifestazione. Il 26enne anconetano delle Fiamme Gialle si presenta indicando il caratteristico “halfshave”, la barba tagliata solo sulla metà destra del viso, come d’abitudine in tutte le occasioni più importanti. Cappellino azzurro con visiera alla rovescia, un bacio al tricolore che ha sul braccio sinistro: il pubblico risponde con l’applauso.  Primato stagionale per “Gimbo”, che non saliva così in alto dal 2,29 di un anno fa ai Mondiali di Londra e aggiunge un centimetro al 2,27 del meeting di Montecarlo.

“Mi devo inchinare agli avversari - commenta Tamberi - perché i primi tre hanno fatto il personale. Non mi aspettavo una gara così, pensavo che 2,28 alla prima bastasse per una medaglia. Ho cercato di fare il mio, nel secondo salto a 2,33 ero anche abbastanza vicino. Ero carichissimo, la voglia di saltare mi portava via. Sono sicuro che questa è la strada giusta per tornare in alto, credo che avrei potuto fare anche 2,33 ma con una progressione diversa. Una gara in cui Przybylko ha fatto un capolavoro di fronte a un gran tifo, me ne sono preso anch’io una bella fetta e mi sono divertito. L’anno scorso non ne avevo più dopo i Mondiali, invece adeso non vedo l’ora di tornare in gara e fare questi benedetti 2,30. Ci ho messo veramente l’anima e ringrazio tutti quelli che mi sostengono”.

 

FONTE FIDAL