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2007 | Il salto d’argento di Antonietta De Martino

Antonietta Di Martino in gara nel salto in alto ai campionati Mondiali di Osaka 2007, dove conquistò la medaglia d'argento (a destra) eguagliando con la misura di 2.03m il primato italiano che già le apparteneva. Antonietta Di Martino in gara nel salto in alto ai campionati Mondiali di Osaka 2007, dove conquistò la medaglia d'argento (a destra) eguagliando con la misura di 2.03m il primato italiano che già le apparteneva. Foto Colombo

Fu un anno straordinario per il fondo italiano e gialloverde poiché la staffetta italiana, composta dal finanziere Cristian Zorzi, e dal forestale Renato Pasini, vinse il mondiale nella team sprint a tecnica libera ai Campionati del Mondo di sci nordico di Sapporo (Giappone). La coppia azzurra, dominatrice fin dalle prime battute della gara, culminò con una super ultima frazione di Zorzi, precedendo di un soffio la squadra russa formata dal duo Morilov-Rotchev; bronzo al ceco Sperl-Kozisek.

Nello Sci Alpino, invece, ai Campionati del Mondo di Are (Svezia), il finanziere Manfred Moelgg regalò alle Fiamme Gialle la gioia della medaglia mondiale. Manfred fu autore del capolavoro, splendido secondo al termine di una gara densa di emozioni e colpi di scena. La medaglia d’oro fu vinta dall’austriaco Mario Matt, già leader a metà gara e bravo nella seconda discesa ad amministrare un vantaggio di più di un secondo nei confronti del finanziere Moelgg il quale, nonostante il mal di schiena che lo accompagnava da giorni, seppe stringere i denti e puntare dritto all’argento. Nella stessa rassegna iridata spiccò anche l’impresa di Denise Karbon. La discesista gialloverde vinse la medaglia di bronzo in gigante, mentre l’oro fu appannaggio dell’austriaca Nicole Hosp, e l’argento della svedese Maria Pietilae-Holmer. Denise Karbon, staccata alla fine di 97 centesimi dalla vincitrice, tornò sul podio mondiale quattro anni dopo l’argento conquistato, sempre in gigante, a St. Moritz (Svizzera), dimostrando di essere tornata sui suoi livelli dopo un lungo periodo contrassegnato da infortuni ed acciacchi vari.

Per concludere la serie di medaglie mondiali, da sottolineare la medaglia di bronzo vinta dalla finanziere Marina Piller, nella 10km a tecnica libera, durante i mondiali under 23 di fondo che si svolsero sulle nevi di Tarvisio.

Successo per sciatori e pattinatori gialloverdi arrivarono anche dalle Universiadi di Torino durante le quali il fondista gialloverde Fulvio Scola conquistò la medaglia di bronzo nella sprint a tecnica libera. Il veneto di Falcade (BL), riconfermò il risultato che ottenne nell’edizione 2005 delle Universiadi quando, allora si gareggiava a Seefeld (Austria), giunse terzo sempre nella KO sprint.

Sul traguardo di Pragelato Plan, Scola fu preceduto dal Kazako Nikolay Chebotko, medaglia d’oro, e dal ceco Ales Razym, argento. Nel pattinaggio pista lunga, invece, il pubblico andò in delirio per l’ennesimo trionfo della squadra azzurra che, in un crescendo di entusiasmo, trascinò gli oltre 2500 spettatori che gremivano l’Oval Lingotto di Torino per la finale dell‘inseguimento a squadre. Il trio italiano, composto dal finanziere trentino Matteo Anesi, insieme con Enrico Fabris e Luca Stefani, vinse l’oro con il tempo di 3’47”25, prestazione che stabilì il nuovo record delle Universiadi, mentre al secondo posto arrivò la Russia, in 3’48”62, ed al terzo la Polonia con il tempo di 3’50”54.

Nello Short Track, infine, arrivò il bronzo per Marta Capurso sui 1000m. Sul ghiaccio del PalaVela, dove la Capurso vinse la medaglia di bronzo nella staffetta olimpica, l`atleta delle Fiamme Gialle conquistò la sua prima medaglia universitaria in una manifestazione che vide il netto predominio degli atleti di Cina e Corea del Sud.

Ma l'Italia dello short track tornò nuovamente anche tra le grandi nazioni europee sempre grazie alla gialloverde Marta Capurso, stavolta con Cecilia Maffei, Katia Zini e Arianna Fontana, sulla pista di Sheffield (Gran Bretagna), dove vinse la medaglia d’argento ai Campionati Europei. L’Italia, trascinata da una pimpante Capurso, si piegò solo alla Germania la quale, con il tempo finale di 4’26”940, precedette le ragazze guidate da Fabio Magarotto (4’37”427) e la squadra dell’Olanda, terza (4’40”141).

Nell’atletica leggera italiana e gialloverde, il 2007 sarà ricordato negli annali, indubbiamente, come l’anno d’argento di Antonietta Di Martino (BOX 53). L’atleta campana iniziò ad entrare nella storia superando, unica donna insieme alla leggenda Sara Simeoni, la quota di 2.00m nel salto in alto durante il meeting slovacco di solo salto in alto svoltosi a Banska Bistica e dopo aver uguagliato, qualche giorno prima, anche il primato al coperto con 1.98m. Classe 1978, nativa di Cava dei Tirreni, Antonietta si era rivelata come saltatrice, dopo un passato nelle prove multiple, nel 2001 valicando 1.98m e conseguendo la finale ai mondiali di Edmonton; da quel momento, che sembrava il preludio ad una grande carriera la ragazza, seguita da Davide Sessa, iniziò ad incorrere in una lunga serie di infortuni alla caviglia di stacco, culminati nel 2004 con un intervento chirurgico di ricostruzione dei legamenti. Nel novembre 2002 entrò a far parte delle Fiamme Gialle, la cui dirigenza confidava in pieno nel suo recupero a livelli internazionali: già nel 2006 il quinto posto ottenuto ai Mondiali indoor di Mosca sancivano la sua ritrovata competitività ed efficienza. Durante la gara record Antonietta salì, senza errori, fino a quota 1.94m, ed ebbe bisogno di tre tentativi per superare i 1.97m e due per la quota primato; unica capace di far meglio la bulgara Veneva, issatasi fino alla miglior prestazione mondiale stagionale di 2.02m.

Dopo il record per la Di Martino, durante gli Europei Indoor di Birmingham (Gran Bretagna), arrivò la medaglia d’argento nel salto in alto superando, sempre al primo tentativo, tutte le misure fino a 1.96m per poi arenarsi a 1.99m, misura peraltro valicata solo dall’inarrivabile belga Hellebaut, poi capace di spingersi fino a 2.05m. Davvero un grande soddisfazione per quest’atleta.

Il suo 2007 era già stato impreziosito dal primato al coperto a 2.00m, ma innegabilmente una medaglia in una rassegna continentale rappresentò la vera consacrazione internazionale.

Ma è durante i mondiali di Osaka, in Giappone, che si completò con il lieto fine la favola di Antonietta Di Martino: con una prestazione da incorniciare la saltatrice campana conquistò la medaglia d’argento iridata. A coronamento di una stagione eccezionale, già farcita di tre primati italiani, uno indoor e due all’aperto, e di un argento agli Europei in sala, sfiorò la clamorosa affermazione: valicando i 2.00m al primo tentativo, fu a lungo al comando della gara prima che la favorita croata Vlasic facesse onore al suo ruolo spingendosi fino a 2.05m. Antonietta, da par suo, resistette superando alla seconda prova i 2.03m del record italiano eguagliato, misura che le valse il secondo posto ex-aequo con la russa Chicherova. In estrema sintesi la stagione della Di Martino si può riassumere così: batte il primato italiano di salto in alto di Sara Simeoni (2.02m a Torino l’8 giugno), poi salì a 2.03m all’Arena di Milano il 24 giugno ed infine si aggiudicò la medaglia d’argento con ancora 2.03m ai Mondiali di Osaka.

Nel mezzofondo il finanziere Cosimo Caliandro, durante gli Euroindoor di Birmingham, fu artefice di una grande impresa. Caliandro, infatti, conquistò una straordinaria medaglia d'oro grazie ad un’eccellente lettura tattica di gara. L’allievo di Stefano Cecchini gestì la prova da consumato veterano riuscendo a mantenersi sempre in una posizione d’attesa, ma adeguata a controllare il comportamento degli avversari. Il ritmo blando imbastito dagli spagnoli nei primi 2 chilometri permise al finanziere pugliese di imporre il proprio finale grazie ad un cambio di marcia perentorio negli ultimi 300m. Caliandro, non nuovo a successi continentali, visto che era già stato in passato campione Europeo juniores, vide così premiata la scelta di dedicarsi alle discipline di mezzofondo prolungato. Un infortunio patito verso la fine del 2007, non gli consentì di preparare al meglio la qualificazione ai Giochi Olimpici di Pechino, ai quali non poté partecipare. Il 10 giugno 2011 Cosimo Caliandro, a 29 anni, a bordo della sua moto perse la vita in un incidente stradale avvenuto a Francavilla Fontana Brillante risultato degli atleti gialloverdi impegnati nella Coppa Europa per Clubs di cross; una compatta prova di squadra, ottenuta con quattro atleti piazzatisi nei primi dieci consentì al team Fiamme Gialle di ottenere un lusinghiero secondo posto. Davanti a loro solo la corazzata spagnola del CA Adidas, al sesto successo consecutivo, capace a sua volte di inserire i suoi quattro alfieri addirittura nelle prime cinque piazze; alle spalle delle Fiamme Gialle una multinazionale francese formata da atleti keniani e maghrebini. Unico atleta capace di impedire l’en-plein individuale spagnolo fu il finanziere Gabriele De Nard, ormai un’istituzione del cross azzurro, ottimo terzo e capace di contendere allo sprint il secondo posto.

A Palermo la squadra gialloverde conquistò il 18° scudetto su pista della loro storia (record di società, seguono a 12 la Pro Patria e le Fiamme Oro), il decimo nelle ultime undici edizioni che confermò inequivocabilmente il predominio gialloverde a cavallo del secondo millennio. Questo fu l’ultimo campionato di società aperto a tutte le squadre, civili e militari (da quest’anno il regolamento della FIDAL impedirà la partecipazione alla competizione alle società militari).

Il nuoto gialloverde, dopo l’overdose di medaglie cui ci aveva abituati lo scorso anno, continuò a mietere successi in ogni dove. Ed fu il finanziere Cristian Galenda, insieme agli azzurri Massimiliano Rosolino, Alessandro Calvi e Filippo Magnini, ha vincere la medaglia d’argento ai Campionati Mondiali di Melbourne (Australia). Gli atleti, componenti della staffetta 4x100 stile libero, conquistarono, infatti, uno strepitoso argento fissando pure il record europeo in 3.14.04 (il precedente record europeo, 3.14.06, era della Russia con Kapralov, Usov, Pimankov e Popov e risaliva ai Mondiali di Barcellona del 2003). Alessandro Terrin, invece, si piazzò ai piedi del podio, quarto, nella finale dei 50 rana. Galenda, inoltre, confermandosi frazionista d’eccezione, stabilì nella finale della staffetta 4x100 mista, insieme a Damiano Lestingi, Loris Facci e Rudy Goldin, anche il nuovo record italiano con il tempo di 3’37”67, ma la prova, seppur superlativa, non li fece oltrepassare la 6ª posizione.

Durante il trofeo “Sette Colli” arrivò, per Alessia Filippi, il nuovo record Italiano. A distanza di un anno, infatti, il 10 giugno 2007, e nella stessa manifestazione, l’atleta gialloverde riuscì a migliorare ulteriormente il suo precedente record di ben 72 centesimi portandolo a 2’09”04 davanti alla campionessa mondiale di Melbourne, l’australiana Margaret Hoelzer, che fu staccata di 9 decimi.

Alessia Filippi, oltre a fissare il nuovo record, vinse pure la medaglia d’oro nei 400 misti con il tempo di 4’37”03. Argento nei 50 rana anche per Alessandro Terrin dietro al sudafricano Camerun Van Der Burgh con il tempo di 28”28.

Alle Universiadi 2007, di Bangkok (Thailandia), il finanziere Andrea Busato si aggiudicò la medaglia di bronzo nella staffetta 4x200 stile libero col tempo finale di 7’17’’93. Mentre anche a Debrecen (Ungheria), durante i Campionati Europei di vasca corta, il nuoto gialloverde non deluse le aspettative e già nelle batterie dei 50 rana il finanziere Alessandro Terrin ottenne subito l’accesso in semifinale, con il tempo di 27”42. La finale, invece, piena di patos fu vinta dal campione e primatista del mondo Oleg Lisogor, mentre Terrin riuscì a strappare con caparbietà la medaglia di bronzo, con il tempo di 27”09, allo sloveno Markic giunto quarto a soli 3 centesimi.

A Stoccolma (Svezia), durante la Coppa Europa, è ancora la Cagnotto a dettare le regole del gioco vincendo prima la medaglia d’oro dal trampolino metri 3 (solo 11esima Maria Elisabetta Marconi), e poi la medaglia di bronzo dalla piattaforma da 10 metri.

Rio de Janeiro (Brasile), fu la sede del mondiale di judo durante il quale arrivò sia il quinto posto, con qualificazione olimpica, di Lucia Morico (-78kg) che la strepitosa medaglia di bronzo per Ylenia Scapin vinta nella categoria dei -70kg che le valse anche per lei il pass per le Olimpiadi di Pechino. Ylenia aveva iniziato male, perdendo con l'americana Rousey ma poi, sorretta dalla sua consueta grinta, risalì dai recuperi mettendo in fila, nell'ordine, la giapponese Oka, la brasiliana Aguiar, la cubana Castello e, nella finale per il bronzo, l'ucraina Pryshchepa.

Il Karate gialloverde, da par suo, come avviene da decenni, continuò ad essere protagonista indiscusso durante i campionati Europei Seniores e, quindi, anche a quelli che nel 2007 si svolsero nella Repubblica Slovacca, a Bratislava. Delle 10 medaglie vinte dall’Italia (di cui 5 d’oro, 1 d’argento e 4 di bronzo), ben 5 sono furono vinte dai finanzieri: Luca Valdesi (oro, nel kata individuale e a squadre), Lucio Maurino (oro nel kata a squadre e bronzo in quello individuale), Stefano Maniscalco (oro nel kumite+80 kg e bronzo nel kumite a squadre), Giuseppe Di Domenico e Michele Giuliani (bronzo nel kumite a squadre).

La Spagna, a Granada, portò fortuna per i “cecchini” delle Fiamme Gialle. Durante i campionati europei, infatti, il finanziere Marco De Nicolo fu artefice di una straordinaria prova di fuoco nella specialità di carabina libera a terra: dopo i primi 60 colpi, prima cioè della finale a 8, De Nicolo si piazzò in testa con 598 punti. A un solo punto, tuttavia, seguivano ben tre tiratori. Nella finale a 10 colpi De Nicolo mantenne brillantemente a distanza il russo Kadzibekou (argento) e il norvegese Berg-knutren (bronzo) conquistando il titolo di Campione d’Europa con 701,7 punti. Dopo la grande impresa di Marco De Nicolo, nella carabina libera a terra arrivò pure l’exploit del finanziere Francesco Bruno il quale si aggiudicò prima il bronzo individuale e poi l’argento a squadre nella pistola libera (distanza del bersaglio a 50 metri).

Belek (Turchia), fu la città che ospitò i Campionati del Mondo Giovani e Cadetti durante i quali I fiorettisti gialloverdi furono artefici di brillanti performance individuali. I finanzieri Martino Minuto, dopo aver vinto l’oro individuale, e Valerio Aspromonte, la medaglia di bronzo sempre individualmente, si imposero anche nella a gara a squadre riconfermandosi, ancora una volta, all’apice del fioretto mondiale giovanile conquistando l’oro davanti alla Cina (45 a 33). Martino Minuto, grazie all'oro individuale e a squadre, si aggiudicò la Coppa del Mondo giovani di fioretto.

Medaglia di bronzo anche per il finanziere Alberto Pellegrini vinta nella specialità della sciabola a squadre. A Praga (Repubblica Ceca), durante l’ultima giornata dei Campionati Europei Giovani, Martino Minuto fece nuovamente sentire il suo acuto nella squadra italiana di fioretto maschile vincendo la medaglia d’oro e dominando davanti alla forte Russia.

Dalla Sezione Giovanile di canoa emerse, invece, il giovane Francesco Prenna che, durante gli europei junior di Belgrado (Serbia), vinse una strepitosa medaglia di bronzo nel K4 1000. La barca del gialloverde Prenna, insieme ad Albino Battelli (Posillipo), Matteo Florio (LNI Mantova) e Ruggero Di Maria (Idroscalo Club), fu autrice di uno straordinario finale che fece sì che il K4 azzurro poté salire sul podio.

Durante le regate della Coppa America di vela, il Generale Gianni Gola si recò a Valencia (Spagna) per incontrare tutti gli atleti della Sezione Vela Fiamme Gialle impegnati, con i rispettivi consorzi, nelle regate del secondo round robin della Louis Vuitton Cup. Furono ben sette i finanzieri presenti sui vari “challenger”: Guido Antar Vigna, Giuseppe Brizzi e Massimo Paradiso, su Mascalzone

Latino Capitalia Team, Francesco Bruni, su Luna Rossa Challenge, Gabriele Bruni, su +39 Challenge, Paolo Cian e Pierluigi Fornelli su Team Shosholoza.

In ambito mondiale la vela Fiamme Gialle conquistò, invece, le medaglie di bronzo nel World Match Race Tour. Il tour, concluso in Malesia (Kuala Terennganu), era valido come Campionato del Mondo di specialità e, dopo 15 eventi svolti tra il 2006 e 2007, il prestigioso team gialloverde capitanato dal timoniere Paolo Cian con Antar Vigna, Nando Colaninno, Pierluigi Fornelli e Santino Brizzi conquistò un'ottima medaglia di bronzo confrontandosi con i più forti e titolati timonieri del circuito Match-Race, confermando il risultato già ottenuto nel 2005 e l'alta specializzazione del team giallo verde in una disciplina cosi difficile.

A livello europeo arrivò, invece, una straordinaria medaglia di bronzo nella classe 49er vinta, durante il campionato europeo di Marsala, dai finanzieri velisti Pietro e Gianfranco Sibello. Dopo la Medal Race finale, nelle acque di Marsala, il titolo continentale andò agli spagnoli Iker Martinez e Xabier Fernandez, campioni olimpici Atene 2004, davanti ai tedeschi Jan Peter Peckolt e Hannes Peckolt. I “Sibello Brothers” con la loro medaglia confermarono ancora una volta la loro bravura nella classe olimpica del 49er.

Il canottaggio disputò il suo mondiale, valido per le qualificazioni olimpiche per Pechino 2008, sulle acque tedesche del Feldmoching, sede delle regate dei Giochi di Monaco ’72. Per i colori gialloverdi arrivò la medaglia d’argento nel “quattro senza” senior, con a bordo il finanziere Alessio Sartori, insieme a Carlo e Niccolò Mornati, e Lorenzo Carboncini. L’equipaggio fu artefice di una bella gara piazzandosi alle spalle della Nuova Zelanda con un ritardo di soli 91 centesimi; terza l’Olanda, giunta a 34 centesimi dagli azzurri, addirittura fuori dal podio la Gran Bretagna campionessa olimpica e iridata in carica ininterrottamente da Atene 2004. Medaglie di bronzo nell’ammiraglia pesi leggeri, sulla quale vogavano i finanzieri Salvatore Di Somma e Nicola Moriconi, e nel “quattro senza” del finanziere Catello Amarante.

Durante i campionati europei, svoltisi sul lago Malta di Poznan (Polonia), il canottaggio gialloverde ottenne un buon successo contribuendo a vincere, per la nazionale azzurra, l’oro nel “quattro senza” pesi leggeri, formato da Jiri Vlcek (Gavirate), Catello Amarante (Fiamme Gialle), Salvatore Amitrano (Fiamme Oro) e Bruno Mascarenhas (Roma), lo stesso equipaggio che ai mondiali di Monaco di Baviera era arrivato terzo; l’argento nel “quattro di coppia” senior, composto dai finanzieri Federico Gattinoni, Simone Venier e Simone Raineri e col forestale Luca Ghezzi; ed il bronzo nel “doppio” pesi leggeri femminile sul quale vogava il finanziere Laura Milani.

Il 2007 fu anche l’anno durante il quale si disputò, ad Hyderabad (India), la quarta edizione dei Giochi Mondiali Militari. L’Italia vi prese parte massicciamente e si piazzò al quarto posto nel medagliere per Nazione, con 29 medaglie (7 oro, 8 argento, 14 bronzo), subito dietro alla Germania, terza con 30 medaglie (7 oro, 10 argento, 13 bronzo), alla Cina, seconda con 73 medaglie (38 oro, 22 argento, 13 bronzo), ed alla Russia decisamente prima con ben 100 medaglie (42 oro, 29 argento, 29 bronzo).